Barletta. Tra il dire e il fare c’è di mezzo un “mare d’acqua pubblica dispersa”

Lo scorso 30 Marzo il Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, in merito alla ripublicizzazione dell’Acquedotto pugliese affermò che: “L’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico. Il servizio idrico e’ privo di rilevanza economica. E’ un obbligo per lo Stato e la collettività in quanto essenziale per la concretizzazione del diritto umano all’acqua potabile ed ai servizi governo dell’acqua”. Dichiarazioni che lasciarono soddisfatti i più che vedevano, in quelle parole, la giusta applicazione del plebiscitario Referendum per l’Acqua pubblica. igienico-sanitari. Il servizio idrico deve essere gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo.La politica deve riacquistare la sovranità del

Ora, però, pare che il Governo regionale stia lavorando ad una nuova legge regionale sull’acqua centrata sulla trasformazione dell’Acquedotto Pugliese in un’impresa multi-utility (con allargamento a gas, energia e smaltimento dei rifiuti) a capitale misto e quotata in borsa. Ciò comporterebbe un’inversione di marcia e un’inversione di marcia che porterebbe in una direzione totalmente opposta a quanto affermato in precedenza.

Nel frattempo, a Barletta per esempio, lo spreco d’acqua continua. I militanti di Fdi-An hanno affisso sulle due principali fontane della città, situate nei pressi del castello, dei fogli con scritto “Ma l’acqua non era un bene prezioso e comune? Perché allora la si spreca?”.

Nel Comunicato affermano: “Entrambe sono fontane che presentano la rottura del tasto del rubinetto, pertanto, l’acqua scorre 24 ore su 24 ininterrottamente salvo che il cittadino non chiuda la manopola del contatore centrale. Il coordinatore cittadino Giuseppe Fergola ha provveduto personalmente a chiamare in causa il servizio guasti dell’Acquedotto pugliese, ricevendo come risposta che l’onere della riparazione del tasto del rubinetto spetta al comune. La segreteria di Fdi-An dichiara, quindi, come sia possibile che dopo mesi e mesi di malfunzionamento delle suddette fontane, il comune non sia ancora intervenuto. Lo spreco dell’acqua è uno schiaffo alla povertà. Nei giorni seguenti Fdi-An si recherà presso l’ufficio manutenzioni per ricevere ulteriori informazioni e porre fine a tale spreco”. Come al solito, tra il dire e il fare c’è di mezzo “un mare d’acqua pubblica dispersa”. Un conto tascabile apprendistatoprovinciaroma che non tiene in considerazione la volontà dei cittadini. Il Presidente deve allora dire una parola di Verità su questa situazione e informare i cittadini su eventuali cambi di rotta.

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