Non so se i miei concittadini si rendano conto di quanto straordinaria sia la nostra città. Ricca di cose belle e abitata da uomini e donne straordinarie, Barletta sta vivendo il suo secondo Rinascimento anche se onestamente non ricordo quale sia stato il primo. Non ci manca niente e abbiamo più del necessario. Siamo benedetti da un clima  mite e temperato, la  pietra di paragone che  opponiamo tra la nostra città ed altre come per esempio Milano, sempre odiata. Perché poi?  Il clima e non altro è nella vulgata corrente  il maggior deterrente contro eventuali progetti di vita o trasferimenti in altre città, a meno che non siano più Bizantine e goderecce. Mah.

Non importa se   abbiamo solo due cinema che chiudono quattro mesi l’anno o se  la stagione teatrale è l’avanzo delle programmazioni altrui  o se non abbiamo uno stadio o un vero parco o se non possiamo attraversare il centro senza mascherina  a causa dello smog o se vi sono interi quartieri senza servizi o se alle prime piogg, il traffico va in tilt o se le scuole sono troppe accentrate o troppo decentrate.   Non importa,  se abbiamo assistito ad una macabra impennata di tumori femminili e professionali, quel che conta è che possiamo  uscire tutte le sera e farci la nostra brava passeggiata. A Milano non possono farlo. Il primato civile e morale del Barlettano sul Milanese è rappresentato dal pezzo di pizza che possiamo mangiare in piedi o dal commento estemporaneo sulle condizioni dell’asfalto e della nuova Amministrazione Comunale che non decolla.

Mangiamo bene, abbiamo sulle bancarelle dei mercati e dei supermercati una infinita varietà di prodotti  che noi poveri scemi dell’ultima ora possiamo comprare dopo che sono stati toccati, spremuti, soppesati, annusati, palpeggiati da centinaia di dita estremamente selettive. Se non si tocca non si vende. Ogni sera che il cielo ci manda Gennaio-Dicembre usciamo per strade a frotte, godendo della compagnia dei nostri amici e potendo scegliere fra numerosi bar, pizzerie, ristoranti, bracerie,  kebabberie ed altre storpiature linguistiche.

Abbiamo il mare, infinito, prezioso, che da gioia  agli occhi e respiro all’anima quando decidiamo di camminare sui nostri litorali e vederci l’orizzonte sbarrato da file di incongrue cabine cementizie e arrivare nell’unico spazio lungo 30 metri veramente libero da ostacoli e sgombro da ogni prepotenza demaniale.  

Amiamo la compagnia, essere felici, stare insieme nelle nostre piazze metafische abbellite da graziosi tavolini finto Capri ed è proprio Caprese vedere di sera questi piatti fumanti fluttuare sulle nostre teste e attraversare strade, stradine e  vicoli e fermarsi  impazienti nel percorso dalle cucine interne ai tavoli esterni , all’  “exterieur” (come dicono in Francia) e continuare a essere buoni,  appetitosi, invitanti; o  quando in dieci o in venti con altrettanti bambini e carrozzini ci fermiamo a plotoni, a ranghi serrati nel centro esatto di una strettoia che impedisce il regolare e chiassoso fluire di gente come noi, in questa città  così  felice , sgombra da impedimenti  stradali e  barriere architettoniche.

Gli stranieri ospiti dei B&B restano storditi da tanto movimento, da tanta gioia di vivere, nemmeno Hemingway  saprebbe descrivere come fece in Fiesta nobile questa irrefrenabile ansia di vita che alberga nei nostri comportamenti collettivi. Ma è sempre così? Ogni giorno. Siete fortunati. Ah certo.

Nel mondo che ho conosciuto solo Barcellona riesce a esprimere la stessa prorompente  vitalità che anima Barletta. Con la differenza che a Barcellona sono bravi ed educati, ti sfilano soltanto il portafogli e  ti svuotano le tasche in tre secondi  e ti fanno recapitare quel che non serve mentre  a Barletta come era prevedibile prevale il nostro spirito saraceno, di predoni,  ci vanno giù duro e rubano in un sol colpo macchina, valigie e portafogli senza servizio di riconsegna. Ahi.  

Barletta  è un’attrazione, “the place to be”  il posto in cui esserci,  per un giorno e per ora.

E’ vero, viviamo in una città meravigliosa.   

 

Luigi Damato

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here