“Barletta Città Marinara”: un brand per il Made in Italy

barletta porto

Barletta, città Smeraldina tutta fina e portentosa perché sportiva? Oppure città Smemoranda in cerca di una propria identità e di una locanda? Insomma, da quale identità ripartire per le future prospettive per le nostre città marittime e marinare, oggi in profonde agonie identitarie e culturali ed economiche, imprenditoriali e occupazionali, in primis Barletta? Dopo la grande riforma della portualità in Italia e della logistica, nonché dell’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) nel Mezzogiorno per attrarre a tuttora improbabili investimenti di capitali esteri, quale possibile brand che possa rilanciare il martoriato e svilito made in Barletta della città marinara? Mentre le allegre compagnie di investitori e mercanti locali si incamminano – direbbe Marco Polo –  per “La valle iscura” (p. 314) degli sperperi e investimenti fallimentari, perché i cinesi, come ai tempi del Kublai Kan e di Marco Polo, tentano di acquisire tutto il capitale umano e commerciale possibili, magari provando a copiare legalmente il dominio web “barlettacittàmarinara”, ovvero il nostro brand e marchio dal nostro sito web, già ufficialmente presentato durante alcuni recenti convegni? Certo se la crisi economica è profonda. E il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, partecipando al tavolo della task force regionale, non poteva che auspicare “un interessamento diretto del presidente della regione Puglia Michele Emiliano, perché tutto quanto possibile venga posto in essere per la risoluzione migliore di tale vicenda”.

D’altra parte l’attenzione di un rilancio strategico di un brand che dia giusto tono al sistema economico, produttivo e culturale, trova significative testimonianze da alcune recenti testimonianze delle nostre autorità regionali, provinciali e cittadine, su un paio nostri volumi pubblicati, di cui il secondo in via di presentazione.

Michele Emiliano Presidente della Regione Puglia all’opera editoriale sulle città marinare pugliesi: “Il prezioso lavoro editoriale di Nicola Palmitessa ha il pregio di illuminare con la giusta luce un pezzo di storia del mare di Puglia e gli specifici ruoli assunti dalla Città di Barletta e dalle altre città marinare durante il Regno di Napoli. Con intelligenza e con passione storiografica l’autore ci accompagna lungo un percorso denso di personaggi, di avvenimenti, di documenti, di traduzioni e di attenta ricerca, facendoci comprendere l’importanza che, negli anni, hanno avuto le città marinare pugliesi nello sviluppo sociale ed economico della nostra terra. Non solo. Emerge con chiarezza il singolare ruolo di cerniera che Barletta, in primis, ha avuto con le altre città marinare, tanto da essere definita la Pacifica, per la capacità di mediare tra le innumerevoli contese tra Regni contrapposti. Ha dunque radici profonde e antiche l’innata vocazione dei pugliesi di scorgere nel Mediterraneo non una minaccia, ma un’occasione, una via possibile, un crocevia tra l’Est e l’Ovest e tra il Nord e il Sud. Un mare che deve continuare ad assolvere la sua funzione originaria di via in grado di costruire relazioni feconde. Uno spazio che deve continuare a proiettare la Puglia fin dentro le case di altri popoli, in un processo di crescita reciproca. Palmitessa coltiva una consapevolezza che è evidente sin dalle prime pagine del suo lavoro: chi non ricorda, si smarrisce e si perde. Ricordare è un modo per far tesoro del passato, ma è anche certamente un modo per affrontare il futuro. Risiede tutta qui l’importanza di quest’opera: oggi l’Europa mediterranea deve elaborare la sua verità storica. Solo attraverso la conoscenza di ciò che siamo stati possiamo riprendere a intrecciare il filo del dialogo, della cooperazione e della creazione di condizioni di benessere sociale e di crescita economica per tutti. Sono questi i veri antidoti ai fondamentalismi e a chi nega al Mediterraneo la possibilità di essere un mare di pace e di fratellanza.

Presidente della Provincia BT, Avv. Nicola Giorgino: “Valorizzare l’identità marinara delle nostre città, e di conseguenza del nostro territorio, è uno sforzo senza dubbio apprezzabile che il saggista e storico barlettano Nicola Palmitessa da tempo sta profondendo con lavori di ricerca dai risultati sicuramente soddisfacenti. Le sue due nuove opere, “Barletta: La Città marinara per il regno. Tra Angioni e Aragonesi (sec. XIV-XVI)” e “Un regno per le città marinare di Puglia. Barletta, Trani, Taranto (sec. XIV-XVI)”, riapriranno certamente un dialogo con la nostra storia e le nostre tradizioni. – E riscoprire le radici storico-culturali delle proprie città significa riavvolgere quel filo conduttore che lega il nostro passato a quel ruolo strategico che il mare oggi rappresenta, sempre più proiettato verso un rilancio della nostra economia e la difesa del nostro ecosistema. All’autore Nicola Palmitessa giungano, dunque, i più sinceri sentimenti di riconoscenza e gratitudine per l’impegno profuso nella valorizzazione del patrimonio storico-culturale del nostro territorio”.

Il Sindaco di Trani, Avv. Amedeo Bottaro: “Un regno per le città marinare, Trani, Taranto e Brindisi (Vol. II). L’idea metodologica centrale del libro è quella di dare una configurazione storica ben precisa ad uno dei periodi di massimo fulgore delle nostre città, incardinata in un contesto più ampio di riferimenti e di luoghi”, in tale contesto si pensi anche al codice marittimo di Trani, “testimonianza eloquente della prosperità economica raggiunta dalla città”. Infine, “La rotta è scontata: le nostre città devono essere sempre più unite e protese verso un comune progresso, come già scandito dalla grandeur del passato”. L’ex sindaco Pasquale Cascella: “Barletta e la sua identità. Barletta nell’arco dei secoli”. Ricostruendo il passato, potremo così riconoscerci in un presente che ci proietti al futuro consapevoli della nostra storia”. (pp. 14-18)

Ed ecco la proposta cinese di acquisire il dominio web del nostro sito, giacché pare avrebbero già registrato: “barlettacittàmarinara.com”, “barlettacittàmarinara.net.cn”, “barlettacittàmarinara.org.cn”, “barlettacittàmarinara.asia”.  Intanto provano ad acquisire tali marchi o brand sul piano legale – mi consola un amico – magari per utilizzarli un domani: quando e come loro riterranno commercialmente opportuno.

Mentre a Sagunto si discute, a Roma (cioè il made in Italy) si muore. Intanto crediamo di essere in pochi a lavorare per un “Via Europea della Seta”, da “Barletta Città Marinara” Venezia passando anche per la Puglia di Barletta” dal sec. XII-XIII. Sempre se le nostre istituzioni pubbliche e imprenditoriali non sonnecchino tristemente, pensando alle festaiole città pagane del buon Gran Kane (Kublai Khan) o alle infelici “città dei morti”, di Italo Calvino.

Dott. Nicola Palmitessa – Centro Studi: La Cittadella Innova

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