Barletta città inquinata? Ogni cittadino può chiedere un risarcimento

45 centri abitati italiani sono già finiti nel mirino: non lasciamoci avvelenare in silenzio

Verità nascoste perché dispendiose. Certo non costituiscono una novità ma è bene che i barlettani ne siano a conoscenza, specie per chi abita in prossimità della Buzzi Unicem (che in data 05/07/2012 è stata autorizzata ad incenerire 65.000 tonnellate di rifiuti annui), della zona industriale o di punti strategici particolarmente soggetti al fumo di sigaretta o ai tubi di scappamento delle automobili (leggi zona Castello ad esempio). Ebbene sappiate che gli abitanti delle città italiane inquinate, si sono ribellati e possono ancora ribellarsi all’immobilismo delle amministrazioni silenziose e consenzienti chiedendo il risarcimento per DANNI DA INQUINAMENTO. Certo il concetto di inquinamento comprende infinite realtà, ma grazie al Codacons l’anno scorso ogni cittadino costretto a vivere in un ambiente inquinato e a respirare aria malsana, ha potuto chiedere 2.000 euro di risarcimento danni attraverso l’apposita azione lanciata sul sito www.codacons.it che nel 2013 ha coinvolto 45 centri abitati.

Dunque, perché non prendere esempio? Visti i danni che smog, diossine, polveri sottili, CO2 e altre sostanze cancerogene possono provocare, 2000 euro potrebbero sembrare pochi, se non ridicoli. Ma questo risarcimento va interpretato come un diritto del cittadino, come un nuovo punto di partenza o quanto meno come un ennesimo tentativo di far valere il diritto alla salute e alla salvaguardia della città e dell’ambiente. Perciò la richiesta di massa di più risarcimenti potrebbe finalmente far smuovere qualcosa. Purtroppo presidi, proteste e manifestazioni non sono sempre sufficienti, tant’è che diossine e sostanze inquinanti aleggiano spensieratamente sopra le nostre teste e dimorano nei nostri polmoni – ma anche sotto la pelle di chi ci volta le spalle in nome del dio denaro. Se poi a questo tetro quadro aggiungiamo che proprio a due passi dall’inceneritore continuano a sorgere nuovi edifici, è davvero lecito pensare che le tante mani che stringono le redini di questa città non stanno facendo altro che condurla al baratro. Non è un caso, infatti, che il Codacons abbia affermato che la responsabilità dello sforamento delle soglie limite è di regioni e comuni, i quali devono sentirsi obbligati a monitorare costantemente gli agenti inquinanti dannosi per la salute. Ricordiamo – forse inutilmente – che più le città sono inquinate più gli abitanti sono soggetti a malattie cardiorespiratorie, malformazioni e tumori. Per farsi un’idea basta dare un’occhiata all’incidenza di patologie tumorali nella vicina area di Taranto.

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L’inquinamento atmosferico rappresenta l’alterazione delle condizioni naturali dell’aria, dovuta alle emissioni dei gas di scarico di autoveicoli, caldaie, centrali elettriche, fabbriche, impianti di incenerimento. Le sostanze inquinanti più diffuse in atmosfera sono il biossido di zolfo (So2, di è responsabile il settore industriale, che per ovvi motivi deve essere lontano dal centro abitato), gli ossidi di azoto (Nox), il monossido di carbonio (CO), l’ozono, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le polveri (soprattutto il particolato di diametro inferiore a 10 milionesimi di metro, il Pm10, causato prevalentemente dallo smog), le polveri ultrasottili come il Pm2,5 (non possono essere bloccate neanche con i più moderni impianti di filtraggio) e il piombo. Le centraline spesso non riescono a rilevare la presenza di queste sostanze in quanto le emissioni sono composte prevalentemente da nanoparticelle, perciò può risultare impossibile far riferimento a parametri reali. Detto ciò, non si può non sottolineare che un inceneritore è un impianto nocivo e molto costoso, senza dubbio utile solo a chi lo costruisce/gestisce. I venti che soffiano in città, infatti, trasportano polveri residue e ceneri nocive per la nostra salute. Per ridurre i rifiuti e dar loro nuova vita è sufficiente applicare il principio delle 4R: riciclo, riuso, riduzione, recupero. Concetto ampiamente divulgato dal Colletivo Exit, Beni Comuni e Circolo Arci. È il silenzio dei singoli che lascia marcire la città nell’indifferenza.

Inquinamento da diossina, inquinamento ambientale, inquinamento acustico, inquinamento atmosferico. Quattro ecomostri partoriti dall’uomo che pesano sulla salute pubblica come macigni avvelenandoci in silenzio. A completare il quadro, il miraggio della delocalizzazione degli impianti industriali e lo spettro della perdita dei posti di lavoro (ricordiamo che per salute pubblica s’intende anche quella dei lavoratori). Perciò, in assenza di reali provvedimenti impariamo a denunciare a ad auto-tutelarci anche con una semplice richiesta di risarcimento.

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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