Barletta Calcio, tempo di summit

Continua la caccia agli imprenditori, poche le novità

A bocce ferme e spareggi in vista, il Barletta non è più interessato al calcio giocato. La salvezza finanziaria diventa ufficialmente l’unica preoccupazione della piazza biancorossa, con un mese e mezzo di grande intensità ancora da vivere. La situazione sul piano societario, però, vive ancora di pochi sprazzi.

La caccia agli imprenditori rimane intricata, le soluzioni tardano ad arrivare. Ed è difficile che sia altrimenti, visto il monte debitorio da scavalcare in un ipotetico tavolo delle trattative. Ipotetico sì, perchè al momento si parla soltanto di sondaggi che riguardano sia forze locali, sia figure esterne al tessuto cittadino che si sarebbero interessate nelle scorse settimane, prima di declinare un futuro rapporto con i venditori.

A ciò si aggiunge la suddivisione del pacchetto azionario, che porta le diverse fazioni ad intraprendere più strade. Il trio di mediatori barlettani Zingrillo-Iannone-Ferrigni, detentori del 29+2% delle quote societarie, attendono di acquisire la maggioranza effettiva della società ottenendo il 20% di Federico Trani, vicepresidente e figlio di Anna Durio, figura economicamente di spicco nel Barletta Calcio, nonostante un costante posizionamento dietro le quinte.

Proprio le due parti, infatti, si sarebbero incontrate nella giornata di ieri per discutere le attuali posizioni all’interno dello scacchiere dirigenziale. In attesa di novità, si rimane con l’ormai acclarato appoggio in quella che ormai si può definire una maggioranza fittizia. Il nero su bianco, però, potrebbe ratificare un’eventuale cessione e quindi l’acquisizione di più della metà del pacchetto di via Vittorio Veneto.

Dall’altra parte c’è Perpignano, al 49%, che proverà a saldare la parte di debito a lui intestata: la soluzione più immediata, a questo punto, sarebbe quella delle rescissioni, affiancate da qualche vendita di giocatori come Fall, sempre seguito dalla Salernitana.

Nulla di nuovo all’orizzonte, dunque, in un mosaico che attende di vedere collocate tutte le sue tessere. E se quelle tessere fossero contante fresco per superare gli scogli economici di questi mesi, sarebbe ancora meglio. Il Barletta attende un responso dalle parti.

A cura di Antonio Gargano

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