Nell’ambito del nuovo turismo locale i B&b giocano un ruolo importante.  

I B&B, nati  in Inghilterra qualche decennio fa, sono presto diventati la forma di accoglienza alberghiera più diffusa nel mondo. Si pongono a metà strada tra l’albergo e l’ostello.

I B&B originariamente offrivano un letto  in camere da condividere con altre persone e una piccola colazione al mattino. Il bagno era nel corridoio e in comune. Costavano poco e   offrivano il brivido dell’imprevisto; poteva capitare di condividere la stanza con belle ragazze o con spaventosi energumeni che come te che volevano dormire in un letto pagando poco. Da studente ho approfittato appieno di questa opportunità, in quei giorni irripetibili quando, per andare all’estero, si facevano piccoli lavoretti e si viaggiava in autostop o in treno.

Ricordo con sgomento e piacere quella volta ad Amsterdam: dopo un viaggio interminabile arrivammo finalmente nella città alternativa a Londra, più libera e fumante. Dormii in un capannone industriale con altre duemila ragazzi di ogni cultura e paese. Spettacolo impressionante, era una Woodstock al coperto, si faceva tutto tranne che dormire.  

Dopo quarant’anni il concetto di viaggio e ospitalità sono cambiati e con essi i modelli di accoglienza. La soglia del confort e della privacy sono molto aumentate, le stanze dei B&B sono rigorosamente singole, molto pulite, il bagno è in camera e la colazione è buona ed è esclusa la variante “incontri indesiderati”.  

Come sappiamo, Barletta è una città molto creativa. Si è inventata di tutto: l’industria calzaturiera, l’industria tessile, la sua piccola movida provincialotta ma intensa e, infine, si è inventata la sua vocazione turistica, la sua piccola ambizione internazionale.  Barletta ha deciso cioè di essere in grado di offrire ai turisti di passaggio, prima pochi poi sempre più numerosi, una buona sistemazione per la notte, ben sapendo che un giorno o due erano il massimo che ci si potesse aspettare. E poi? Poi si pensa. Sono nati così per caso come molte altre cose, i B&B, che oggi secondo le stime ufficiali (per difetto) del SUAP sono oltre 60.

Bisogna aggiungere che a Bari in anticipo coi tempi, la Regione  aveva già individuato nel turismo la nuova frontiera. Intuirono che nel turismo la Puglia avesse qualche buona chance, altro che: mari,  spiagge, arte , cultura, cucina, paesaggio. Per dare un senso a questa ispirazione presero un pacco di milioni e investirono in comunicazione e infrastrutture. Quindi grazie a Nichi Vendola e al team di ispirati collaboratori che lo aiutarono, nasce una Puglia nuova, la Puglia turistica. Geniale.

Barletta veloce come sempre si mise in scia ed entrò nel circuito del turismo “mordi e fuggi” che non è un granché ma è pur sempre un’inizio. Destinata a essere la sorella povera di altre zone ad alta densità turistica e spettacolare, è rimasta  ancora tale, schiacciata tra il mare tropicale del Salento, la natura e i borghi marinari  del Gargano e la magica bellezza dei trulli. A quei tempi ( solo 10 anni fa )  la città poteva mettere sul piatto indovinate cosa? Palazzo della Marra, De Nittis, un po’ di Canne della Battaglia, il Castello ancora inteso come puro e semplice edificio storico; la stessa offerta che facciamo ancora oggi.

Sorvolando sui problemi ambientali di cui si parla da anni, la città turistica non riesce ad esprimere il suo potenziale: va avanti arrancando, zoppicando, malmessa, incompleta ma non per questo, a detta dei moltissimi turisti, è meno affascinante, accogliente, bellissima. Mistero. Il merito di questi flussi in larga parte va dato proprio ai B&B, che sono il primo punto di impatto con il mondo alieno. I B&B sono organizzati, volenterosi e accoglienti e, miracolo, sanno parlare almeno una lingua straniera; promuovono una mole di lavoro notevole e qualificata.Sono sui siti del turismo internazionale, dialogano con i clienti prima e dopo il loro arrivo, e hanno una loro associazione. Ci conforta sapere che tutti i B&B siano prenotati per tutto luglio e agosto; è un buon segno ed è anche la conferma del buon lavoro svolto gli anni precedenti dalle strutture coinvolte. In poche parole, senza B&B niente turismo organizzato. 

Dal buon andamento dei B&B dipende in parte lo sviluppo dell’economia turistica: pizzerie, ristoranti, garage, negozi  ma  questo non basta a rendere l’offerta della città  più competitiva e attraente rispetto alle città vicine. Non abbiamo l’abbagliante bellezza di Trani o un formidabile sito Unesco come Castel del Monte. Il lavoro da svolgere è quello di rendere omogeneo tutto il comparto dell’accoglienza incominciando dal mare, dalle litoranee, dalle bonifiche che hanno bisogno di attenzioni particolari e investimenti consistenti. La Ciappetta-Camaggio, per esempio, resterà  una spina nel fianco anche di questa Amministrazione se non si interverrà con decisione sia sullo sblocco dei finanziamenti  che sulla operatività di un progetto. Ci vuole cultura, esperienza, capacità.

Il Sindaco Cannito ha tenuto per sé le deleghe alla Cultura e all’Ambiente e all’Urbanistica, conscio dell’importanza strategica di questi tre settori per lo sviluppo di tutto il territorio, e ha dichiarato di aver bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Faccio una proposta: sarebbe bello, oltre che utile per dare sostanza ai progetti vecchi e nuovi e per rendere attuabile un programma di interventi a medio termine sullo sviluppo complessivo della città, che il Sindaco creasse una Consulta cittadina in cui  tutti gli attori delle attività produttive, turismo compreso, abbiano un loro rappresentante permanente.

a cura di Luigi Damato                                                   

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