Bari, Giurisprudenza – Sesso in cambio di esami

Si sente spesso parlare di “proposte indecenti” dei professori nei confronti dei loro studenti, ma è spesso considerata una di quelle realtà lontane anni luce da se stessi e dagli ambienti che si è soliti frequentare, quasi fosse un’aura che si vede e c’è, ma non si può toccare. Questa volta a finire sulle più note testate nazionali è proprio la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari. Una studentessa ha denunciato il suo professore Fabrizio Volpe, associato di istituzioni di diritto privato, con l’accusa di averle rivolto delle avances esplicite, prospettandole una brillante carriera universitaria: in una sola parola il professore è accusato di concussione.

«Mi ha subito dato del tu, chiamandomi per nome, e mi diceva “come sei bella, sei davvero una bella ragazza”. Aveva un atteggiamento confidenziale – ha raccontato la ragazza a “La Repubblica” – e io mi sono sentita a disagio, mi sono irrigidita». Il tutto non si sarebbe fermato solo a semplici parole, scritte o verbali che fossero, ma si sarebbe evoluto in un vero e proprio approccio. «Ha cercato di mettermi le mani addosso – ha continuato la vittima – e io gli ho detto che ero disposta a dargli dei soldi».

La denuncia della ragazza è considerata un vero e proprio atto di coraggio dato che ciò che ha raccontato non è l’espressione di un caso isolato, ma di qualcosa che accadeva all’interno dell’Università da tempo, che in molti già sapevano e che era stato già segnalato in maniera non ufficiale. «Sono contenta se indagate – aggiunge la ragazza – così capirete che il mio non è un caso isolato, ma che sicuramente ci sono altre ragazze coinvolte».

Purtroppo il caso di questa studentessa non è il primo e non sarà probabilmente neanche l’ultimo. Ricordiamo, ad esempio, lo scandalo che nel 2008 coinvolse Massimo Del Vecchio, professore dell’Università di Economia e Commercio di Bari. Attraverso le intercettazioni telefoniche fu possibile risalire non solo alle sue proposte di sesso in cambio di ottimi voti, ma di una vera e propria “rete” che coinvolgeva docenti di tutte le facoltà in uno scambio continuo di sesso, soldi e raccomandazioni.

Il rettore Antonio Uricchio ha provato a rassicurare l’ambiente universitario e in particolare i suoi studenti che, quasi superfluo dirlo, sono indignati per l’accaduto . «Il mio impegno per il rispetto delle regole etiche è massimo. Non abbiamo elementi, ma appena la Procura ci dirà qualcosa potremo eventualmente intervenire dal punto di vista disciplinare».

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