BAR.S.A: ma quale certificato di residenza!?

La scorsa settimana tutte le testate hanno riportato un comunicato della BAR.S.A. che, nel consentire il conferimento dei rifiuti nella giornata di venerdì 31 ottobre, anche se pre-festiva, avvisava la cittadinanza che, per ottenere un nuovo kit di sacchetti, bisognava presentarsi presso il centro di distribuzione muniti di certificato di residenza. Poiché non c’è soltanto il diritto di informazione, ma anche il dovere di informazione, che impedisce a chiunque di rimaneggiare un comunicato ufficiale, anche Barletta News ha riportato questo comunicato in modo integrale.
A cose fatte, ora si può dire: il certificato di residenza non può essere richiesto dalla BAR.S.A. e nessuno è tenuto a consegnarlo, essendo ormai sostituito da un’autocertificazione a decorrere dal 1° gennaio 2012. Tanto stabilisce l’art. 40 del DPR 28.12.2000 n. 445, come integrato dall’art. 15 comma 1 lett. a) della Legge 12.11.2011 n. 183 (Legge di stabilità 2012). La norma si applica espressamente non solo agli organi della pubblica amministrazione, ma anche ai gestori di pubblici servizi. Non solo: sulle certificazioni attestanti stati, qualità personali e fatti (quindi innanzitutto quelle anagrafiche) va apposta la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”.

Scontato che la BAR.S.A. sia un gestore di pubblico servizio, vi è da aggiungere:

  • che l’Accordo collettivo nazionale in materia di garanzia del funzionamento dei servizi pubblici essenziali nell’ambito del comparto Regioni – Autonomie Locali del 19.9. 2002, all’art. 2 lett. e) individua la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti quale servizio pubblico essenziale;
  • che, benché la legge non faccia distinzioni e quindi la norma si applichi a tutti i gestori di servizi pubblici, anche se totalmente di proprietà privata, nel caso specifico ci troviamo di fronte anche ad una azienda a totale proprietà del Comune.

Non ci sono dubbi quindi che nei rapporti con la BAR.S.A. il cittadino debba avvalersi di una autocertificazione, oggi per dichiarare la sua residenza e ricevere il kit e in futuro, nei suoi rapporti con l’azienda, per ogni altro tipo di attestazione avente le caratteristiche definite dalla legge, ferme restando le sanzioni previste in caso di falsa dichiarazione, che è comunque onere dell’Ente o dell’azienda dimostrare.
Dopo alcuni giorni dal fatto, trovo incredibile che nessuno, dirigenti della BAR.S.A. e del Comune, testate giornalistiche e quant’altri, abbia avuto nulla da rilevare in proposito, pur in uno scenario legislativo di semplificazione e decertificazione che sarà pure insufficiente, ma che comunque qualcosa negli ultimi anni ha innovato nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione. Vi immaginate le file all’Anagrafe per fare un certificato che per legge non serve?
Allora non mi resta che appellarmi direttamente al presidente prof. Pannarale che, da giurista qual è, certamente non è al corrente di questo atto meramente gestionale, affinchè, dopo aver effettuato tutte le verifiche sulla fondatezza di quanto qui sostenuto, intervenga per semplificare la vita ai cittadini per ora e per il futuro, possibilmente, per andare ancora più loro incontro, facendo predisporre moduli prestampati di autocertificazione.

 

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