Banda Ultra Larga Vendola: “La sfida non è della Puglia, ma dell’Italia intera”

“Per noi è molto importante il colloquio con il Governo nazionale e anche la comprensione di quale sia lo sforzo che in questa parte del Sud stiamo compiendo. Il sud è sempre raccontato con malignità. E del sud fanno notizia prevalentemente le cose che non funzionano. Il sud che funziona è oscurato.
Per questo per me è un elemento di gratificazione essere accompagnati dal Governo nel raccontare una identità differente e positiva del Sud”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola questa mattina a Bari nel corso della conferenza stampa di presentazione del bando per la BUL (Banda Ultra Larga) che interessa l’infrastrutturazione del territorio regionale, alla quale hanno partecipato anche l’assessore regionale Loredana Capone, il Sottosegretario alle Telecomunicazioni e frequenze Antonello Giacomelli e il direttore generale di Infratel, Salvo Lombardo.

“Per noi la Banda Ultra Larga – ha detto Vendola – è l’equivalente di ciò che è stata la ferrovia 100 anni fa, qualcosa cioè che ha a che fare con il cambiamento in corso. Banda larga e Banda Ultra Larga hanno a che fare con l’esercizio pieno dei diritti di cittadinanza fondamentali. In Puglia oltre, a concentrarci sul differenziale di reddito tra chi ha e chi non ha e sulla differenza altrettanto feroce tra chi sa e non sa, oggi siamo all’opera anche nel rapporto tra chi si connette e chi invece è sconnesso dal resto del mondo. Per noi l’innovazione tecnologica è straordinariamente decisiva nella misura in cui incrocia con l’innovazione sociale”.

“Le Regioni – ha aggiunto Vendola – dovrebbero scambiarsi le buone pratiche, ci sono cose in cui noi siamo in affanno e tante cose in cui ci piacerebbe avere un ruolo di tutoraggio. Ecco, mi piacerebbe immaginare che le macroregione fossero a geometria variabile fondate sulla socializzazione di buon pratiche piuttosto che essere un regresso al regno delle due Sicilie. Il tema è proprio questo, chi è più avanti in un modello per esempio di infrastruttura sociale o culturale, in qualche modo deve porsi come una locomotiva, deve cioè agganciare gli altri territori e cercare di portarli ad obiettivi condivisi. Anche perché – ha concluso il Presidente – se celebro un buon risultato in Puglia, questo rischia di non avere alcun significato se intorno c’è il deserto. La sfida dunque non è della Puglia, ma è dell’Italia e per questo condividiamo volentieri, con il Governo nazionale, gli obiettivi di innovazione di cui abbiamo parlato”.

Per il sottosegretario alle Telecomunicazioni e frequenze, Antonello Giacomelli, “l’esperienza della Puglia e delle sue politiche innovative costituiscono un segnale positivo per tutte le Regioni. E proprio le buone pratiche della Puglia, con il coordinamento del Governo, possono essere esportate e diffondersi come un contagio. L’Italia vuole fare lo stesso percorso che ha fatto la Puglia con le sue buone pratiche, consapevoli di poter raggiungere l’obiettivo di realizzare la banda Ultra larga in Italia entro il 2020”.

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