Auguri di Buon Natale da Padre Saverio Paolillo

    Carissimi Amici, non vorrei rovinare il Natale con parole banali. In questo avvenimento i discorsi sono quelli che meno contano. Natale è il momento della contemplazione gioiosa. Il silenzio come quello di Maria, che meditava tutto nell´intimo del suo cuore (Lc 2,19), è l´atteggiamento migliore. È ora di tacere per capire quello che succede senza farsi sfuggire nessun particolare. L´lncarnazione è un Mistero troppo grande. Ma, allo stesso tempo è ineffabile. Le parole non bastano per descriverlo. È da vedere. Va goduto in tutte le sue minuzie. A prima vista predomina il “niente”. Non c´è casa. Non c´è posto. Non c´è culla. Non c´è luce perchè è notte. Non c´è la sala parto e manca la levatrice. Non c´è nessuno che possa dare una mano. È silenzio assoluto. Ma all´improvviso in questo niente prorompe la gioia. Qual è il motivo di tanta allegria? “È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini” (Tt 2,11). Dio non è piú un´idea astratta, non è un teorico trattato di teologia, não è un´ invenzione degli uomini, non è una favola per ingannare le persone immature, non è soltanto qualcosa da intuire dalle parole. Egli è apparso “in carne e ossa”. È venuto in mezzo a noi. Si è fatto uomo. È diventato uno di noi. Fino all´Antico Testamento aveva parlato in diversi modi, molto spesso incomprensibili, “ma ora è avvenuto qualcosa di più: Egli si è mostrato. È venuto allo scoperto. È uscito dalla luce inaccessibile in cui dimora. Egli stesso è venuto in mezzo a noi. È in questo che consiste la gioia del Natale”. (Benedetto XVI) Come è apparso? Chi è Lui veramente? Ancora una volta è Paolo ad aiutarci a capire: “apparvero la bontà di Dio … e il suo amore per gli uomini. Egli ci ha salvati” (Tt 3,4). Quanti dubbi ci assalgono su Dio e la sua identità. Spesso i suoi comportamenti ci sembrano assurdi. La fede nella sua esistenza è messa a dura prova dagli orrori della guerra, dalle aberranti violazioni ai diritti umani, dalla morte prematura di tanti innocenti, dalle tragedie del mondo e dalle contraddizioni della vita quotidiana. Il Creatore onnipotente sembra impotente di fronte al male. Non riesce ad impedirlo. Non ce la fa neanche a liberarsi dalla croce a cui è stato appeso. A volte dà l´impressione di essere un “vigliacco”, un latitante, uno che se la svigna davanti alle tragedie umane. Si presenta così fragile che il mondo può abbandonarlo a se stesso e dichiararlo morto. Sembra non prendersi cura neanche dei suoi discepoli. Coloro che decidono di seguirlo finiscono per “mettersi nei pasticci”. Sono i più provati, i più perseguitati. Spesso rischiano la pelle. Dio ci appare crudele, disumano e arbitrario. Le vicende della vita ce lo fanno sembrare piú un giudice spietato o un implacabile ragioniere o un essere insensibile che se ne infischia di tutto o di tutti.. Il Natale, invece, ci regala la vera Epifania del volto di Dio. Dio è pura bontá. È l´amore in persona. Anche se le apparenze ci danno l´impressione di un mondo che va a rotoli sotto gli occhi indifferenti di Dio, il Natale ci rivela che la nostra vita non è sorretta dal male, ma dall´amore. Dio è Emmanuele, il “Dio con noi”. Non è assenza, ma presenza. Non è fuga, ma coinvolgimento totale nelle vicende umane. Non è indifferenza, ma compassione. Non è castigo, ma misericordia. Non è disprezzo, ma tenerezza. “Egli è venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: Gesù è l’Amore fattosi carne. Non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua tenda in mezzo a noi” (papa Francisco). Questa è la nuova e consolante certezza che ci viene donata a Natale. Ma le sorprese non finiscono qui. C´è qualcosa di più straordinario: Dio si dà a noi come bambino. “Um bambino c´è stato dato” dice il profeta Isaia. “Troverete un bambino” annunciano gli angeli ai pastori. Veramente questo è un Dio misterioso, che ci sorprende e ci lascia spiazzati. Ci vogliono un´ intensa contemplazione e un´autentica fede per riconoscere che lí, in una una stalla, in una una magiatoia, in un un bambino avvolto in fasce, c´è Dio. E la cosa che ci sorprende ancora di piú è che tutto ció non avviene per caso, ma è voluto: Dio per rivelarsi sceglie la nuditá, per manifestarsi assume la fragilitá, per farsi accogliere preferisce farsi povero. Vuole cosí per farsi conoscere ed accettare per quello che è e non per la sua grandezza e per i suoi poteri straordinari. Dio viene per amore. L´amore è libero ed è gratuito. Non si compra e non si vende. Non rivendica diritti e non si impone con la forza. Non cerca il proprio interesse e la sua auto-affermazione. Dio non ci corrompe con le mazzette dei suoi miracoli. Non compra la nostra adesione affascinandoci con i suoi poteri straordinari. Non ci vuole schiavi, né fanatici, ci desidera come figli che Lo amano disinteressatamente. Disprezza la considerazione di chi pretende usufruire del suo potere per fare i propri capricci. Vuole essere accolto soltanto per amore, gratuitamente. Ele viene al nostro incontro di nascosto, pieno di amore da dare e ardentemente bisognoso di ricevere il nostro amore. Dio si fa povero perché noi l´accogliamo. Dio si desnuda perché noi lo rivestiamo. Dio assume la fragilitá perché noi lo proteggiamo. Dio si fa bambino per essere accolto, accudito, amato… È tutto il contrario di quello che siamo abituati a fare. Noi andiamo da Dio perché Lui si prenda cura di noi e Dio, al contrario, viene al nostro incontro perché ci prendiamo cura di lui. Nel Bambino Gesù, Dio si è fatto dipendente, bisognoso dell’amore di persone umane, in condizione di chiedere il loro – il nostro – amore. È questo il vero Natale. Il Dio che noi immaginavamo felice in Cielo, ritorna finalmente alla terra. Perché è qui che Lui vuole vivere. È stanco di essere lasciato da solo da una umanitá che lo tradisce continuamente lasciandosi sedurre dal peccato. Il posto di Dio è qui sulla terra, nel nostro cuore, al centro della nostra vita. Fino all´incarnazione Dio era come un re in esilio, uno straniero senza cittá, ed eccolo fare ritorno alla sua dimora. Perché la terra, prima di essere la terra degli uomini, è la terra di Dio. E, ritornando tra noi, rifá della terra la sua casa, un giardino dove gli uomini possano vivere la pienezza della comunione con Lui. Dio ritorna alla terra per rimetterla in sesto. Così Natale è la festa della creazione ricostituita. Natale è la festa che fa di noi nuove creature e della terra una nuova creazione. Tutto ció è fuori dai nostri schemi mentali. Per capire questo Dio, dobbiamo restare zitti e dobbiamo metterci in ascolto. Per trovarlo dobbiamo lasciarci guidare da una stella che ci mantiene alla larga dal potere assassino di Erode e ci fa andare verso la periferia dove sono andati a finire quelli per i quali non c´è piú posto in questo mondo. Per avvicinarci alla sua fragilitá e toccarlo dobbiamo disarmarci. Per riverstirlo dobbiamo spogliarci dei nostri schemi mentali, delle nostre teorie, di tutto ció che noi abbiamo fatto di Dio e di tutto ció che noi abbiamo reso dio. Per accoglierlo dobbiamo impoverirci come Maria. Dobbiamo svuotarci di noi stessi e del nostro orgoglio per lasciare spazio a Lui. Per accettarlo, dobbiamo inginoccharci, credere e adorare. Questo semplice gesto Dio vuole da noi nella Notte di Natale. Se siamo capaci di farlo una grande trasformazione accadrá nella nostra vita. Gesù è un potenziale d’amore divino che, inserito nel tronco inaridito dell’umanità, la trasforma radicalmente. Questo è il vero Natale. Ecco il nostro Dio e le sue credenziali. Come ho già scritto in altre occasioni, la sua umiltá impallidisce la nostra arroganza. La sua fragilitá sgonfia la nostra mania di grandezza. La sua povertá rallenta la nostra pazza corsa agli acquisti. La sua tenerrezza ammorbidisce la nostra rudezza. La sua solidarietá con i poveri interroga la nostra indifferenza. La sua maniera pacifica di vivere rasserena i nostri rapporti con gli altri. È questo il Natale che dobbiamo augurarci tra di noi, altrimenti il nostro Buon Natale diventa una formula di una ritualitá banale. Con le parole di don Tonino Bello, desidero augurare un Natale pieno di speranza alla folla dei «nuovi poveri» che il nostro sistema di vita ignora e, perfino, coltiva. Agli anziani reclusi in certi ospizi o abbandonati nella solitudine delle loro case vuote. Ai tossicodipendenti che non riescono ad abbandonare il tunnel della droga. Agli sfrattati che imprecano contro se stessi e contro il destino. Ai dimessi dagli ospedali psichiatrici che si aggirano come larve. Agli operai in cassa integrazione e ai disoccupati senza denaro e senza prospettive, vittime di una economia che mette il lucro al di sopra dei diritti umani. Ai detenuti che vivono ammucchiati in carceri disumane. Buon Natale a tutta la gente, insomma, priva dell’essenziale: la salute, la casa, il lavoro, il salario familiare, l’accesso alla cultura, la partecipazione. Buon Natale pieno di vitalitá ai giovani appiattiti dal consumismo, resi saturi dallo spreco, devastati dalle passioni, incerti del domani, travagliati da drammi interiori, incompresi nei loro problemi affettivi. Buon Natale pieno di solidarietá a coloro che si sono costruiti i loro idoli di sicurezza: il denaro, il potere, lo sperpero, il tornaconto, la violenza premeditata, l’intolleranza come sistema, il godimento come scopo assoluto della vita. Buon Natale all´insegna della pace ai signori della guerra, ai gruppi malavitosi, agli uomini violenti che uccidono in maniera spietata perché depongano le armi e si arrendano alla logica della pace e del rispetto per la vita e la dignitá umana. Buon Natale all´insegna dell´onestá e del bene comune agli amministratori pubblici, soprattutto a quelli che rottamano i servizi pubblici a causa della corruzione. Buon Natale pieno di speranza a tutti voi. Non arrendetevi né rassegnatevi. Abbiate il coraggio di andare controcorrente e di costruire un’autentica cultura di vita, che possa battere ogni logica di distruzione, di avvilimento e di morte. Gesù che nasce per amore ci dia la nausea di una vita egoista… E ci conceda la forza di inventarci un’esistenza carica di solidarietá. Il Bambino che dorme sulla paglia ci coinvolga in tutte quelle attivitá dedicate a strappare i bambini dalle grinfie della violenza e dell´ingiustizia. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, ci spinga a lottare contro la cultura dell´aborto che trasforma il bidone della spazzatura o l’inceneritore di una clinica in una tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, ci insegni ad essere solidale con quei genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro. Gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame. Buon Natale! Che nel nostro vecchio mondo nascano la speranza, l´accoglienza e l´amore. Nella logica dell´economia umana questo è un Natale sotto tono perché il rito dell´acquisti è in ribasso. Nella logica dell´economia di Dio dá a questo Natale il tono di una vita totalmente rinnovata. Grazie per tutto quello cha fate per i nostri bambini e adolescenti. Dio vi ricolmi di ogni bene. La pace vera scenda su di voi perchè possiate provare e gustare la bontà del Signore. Dio dica bene di tutti noi Santa Rita/PB, 01 dicembre 2014 P. Saverio Paolillo PS: Come ho già scritto in alttre occasioni, sarò in Italia da 15 dicembre al 14 gennaio 2015. Celebrerò i miei 25 anni di servizio sacerdotale.

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