Attività illegittima della Pubblica amministrazione: basta la declaratoria d’illegittimità per essere risarciti?

La sentenza del T.A.R. Puglia Bari n. 1162/ 2014  ha accolto il ricorso per illegittimo esercizio dell’attività amministrativa accertata con sentenza del Tar Puglia, Bari, sez. I, n. 4184, passata in giudicato, per danno ingiusto ai sensi dell’articolo 30 del codice della pubblica amministrazione il quale prevede chi è legittimatoo a chiedere tale risarcimento.

Il Tar nella sentenza che stiamo esaminando ha ritenuto che ” occorre procedere alla verifica ulteriore della ricorrenza, nella specie, dei presupposti richiesti dall’art. 2043 c.c., non essendo sufficiente la declaratoria dell’illegittimità degli atti adottati dall’amministrazione resistente” ciò concordemente con i precedenti decisi  ( Consiglio di Stato, Sez. V, 15 settembre 2010, n. 6797) e che ” occorre siano anche provati, con onere a carico del danneggiato ex art. 2697 cod. civ., sotto il profilo oggettivo, il danno  ed il nesso causale tra l’illecito e il danno che ne è derivato; mentre trattandosi di controversia afferente la materia dei pubblici appalti, non occorre procedere alla verifica ulteriore dell’elemento soggettivo dell’illecito” e ancora che “ la regola comunitaria vigente in materia di risarcimento del danno per illegittimità accertate in materia di appalti pubblici per avere assunto provvedimenti illegittimi lesivi di interessi legittimi configurerebbe una responsabilità non avente natura né contrattuale né extracontrattuale, ma oggettiva, sottratta ad ogni possibile esimente, poiché derivante da principio generale funzionale a garantire la piena ed effettiva tutela degli interessi delle imprese, a protezione della concorrenza, nel settore degli appalti pubblici, ” quest’ulttimo punto precisato anche dal Consiglio di Stato, sez. V, con sentenza n. 966 del 18 febbraio 2013.

Per il caso de quo il Tar ha sostenuto che ” risultano integrati gli estremi della ingiusta lesione […]che ciò che viene lamentato con l’odierno ricorso è il danno conseguente all’affidamento ad altri (dipendente comunale coadiuvato da un direttore tecnico esterno) dell’incarico di direzione dei lavori, ad essi aggiudicato anni addietro e solo implicitamente oltre che illegittimamente revocato.”

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