Assuntela Messina Politico non ad ogni costo

Dal PD arriva il primo dignitoso incarico alla bella Barlettana

Assuntela Messina è uno di quei rari casi in cui un figlio (una figlia) d’arte non fa rimpiangere il padre. Del padre, sindaco ai tempi della Prima Repubblica di fede democristiana, ha ereditato la fede cattolica e l’impianto classico che nel nostro Paese ha, almeno da don Sturzo, il cattolicesimo sociale. Di quella matrice ha privilegiato il filone più critico: da Primo Mazzolari, attraverso don Milano, fino al nostro don Tonino Bello. E su questo ha innestato,  negli anni degli studi, la critica feroce al consumismo di Pier Paolo Pasolini.

Non è una disamina oziosa questa. Perché Assuntela Messina è, prima di ogni altra cosa una studiosa, una docente, una educatrice. Una professoressa appassionata e amata (posso testimoniarlo avendolo vissuto in presa diretta quando ero docente tirocinante nella sua scuola, il liceo scientifico Cafiero). E con questa identità forte si è presentata in politica. Ha provato, assieme al fratello magistrato, ad aprire un dibattito libero e autonomo nella città con la Democrazia delle parole. La sua carriera politica, fino a oggi almeno, è stata costellata di numerosi insuccessi. Dalle provinciali, disastrose per il centrosinistra che sciaguratamente non scelse Salerno, fino alle Parlamentarie dello scorso anno. Parlamentarie in cui la Messina si scontrò in solitaria, senza appoggio di alcuna corrente del PD, contro gli uscenti Boccia e Mastromauro. Ottenne un buon risultato a Barletta, nonostante l’ostracismo di tutti i signori delle tessere e delle preferenze. E nonostante il tradimento di quasi tutti i giovani cresciuti (sarebbe meglio dire: allevati) nella palestra della Democrazia delle parole e prontamente e furbescamente approdati su lidi più comodi e facili.

Questi due elementi, l’ostilità dei sempreverdi e il tradimento dei giovani virgulti, ci conducono a quello che può essere considerato il principale difetto di Assuntela Messina: una certa dose di ingenuità. Ma se l’ingenuità è il contrario della furbizia, e la furbizia è la prostituzione dell’intelligenza, allora questo difetto si rovescia nel suo opposto: un pregio ancora più grande. Oggi finalmente, con la nomina a vicesegretario regionale del PD, finisce la lunga stagione in cui Assuntela è stata ingiustamente oscurata. Da oggi, avrà la possibilità di intervenire da un punto di osservazione (e di azione) autorevole, importante, strategico. Oggi per lei è il momento di festeggiare. Verrà poi il tempo per provare a portare dentro un contenitore complesso (a volte perfino inutilmente complicato) la sua visione, i suoi principi, il suo stile. L’unico augurio possibile è proprio quello di non perdere mai il suo unico difetto. Parafrasando Guevara: senza mai perdere l’ingenuità.

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32 anni, laureato in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma e docente abilitato tramite TFA, Tirocinio formativo attivo. Ha conseguito inoltre: il dottorato di ricerca in Diritto delle relazioni di lavoro (Fondazione Marco Biagi di Modena), il master in Counseling filosofico ed esistenziale (Università Pontificia Salesiana di Torino) e il Diploma avanzato in studi europei (Collegio europeo di Parma). Ha lavorato su temi europei presso: il Patto territoriale Nordbarese ofantino a Bruxelles, il Parlamento europeo, il Ministero della Pubblica Istruzione, l'Ufficio scolastico regionale pugliese. Ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei ed è docente di Istituzioni e Programmazione comunitarie per il Master in Europrogettazione della società Eurogiovani. Ideatore del progetto "Punti di fuga", counseling filosofico per i detenuti. Ha svolto il praticantato da giornalista pubblicista presso Barlettalife. Attualmente è HR Assistant per la società Proger a Riyad, Arabia Saudita. Grande passione per la politica e grande allergia per i politici. Ama la musica classica e il jazz, la scrittura in tutte le sue forme, i gatti (soprattutto uno, il suo, che si chiama Garibaldi)

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