Associazioni Civiche Andriesi: Prefettura ad Andria

La sede della Prefettura della Bat sia trasferita ad Andria, sua naturale e predestinata destinazione. E’ l’ora della permuta tra Sede legale e Ufficio Territoriale del Governo.

Lo prevede espressamente lo Statuto della Provincia di Barletta Andria Trani ed è espressione della massima assise cioè del Consiglio provinciale il quale, con un emendamento, stabilì che si sarebbe dovuta concretizzare, in tempi brevi, la decisione già formalizzata e iscritta negli atti ufficiali cioè la cosiddetta “permuta” degli Uffici ossia la sede legale della Provincia trasferita a Barletta dove di fatto già esiste una sede che ha assunto sin da subito “le sembianze” della Sede ufficiale anche se in realtà ospita ben altri uffici dell’Ente mentre la Prefettura avrebbe dovuto essere trasferita ad Andria, sua sede naturale e predestinata. Una decisione supportata e conseguente ad una serie di azioni preliminari come una visita ufficiale in Viminale da dove arrivarono chiare condizioni per lo scambio degli uffici.

Un accordo condiviso, quindi, che era guidato da quell’irrinunciabile condizione sulla quale venne basato l’intero iter costitutivo dell’Ente cioè la salvaguardia del principio di policentrismo.

Una decisione, quella della “permuta” che vide anche il gradimento del Governo di allora il qaule intravide in questa soluzione la realizzazione di un altro obiettivo strategico cioè l’accorpamento degli uffici per funzioni, con il riconoscimento a Barletta del Polo Istituzionale, con sede legale, giunta e consiglio, ad Andria il Polo della sicurezza, con la Questura e la Prefettura. Un accordo peraltro già sottoscritto e condiviso dai Sindaci il 28 luglio 2006, tanto discusso ma mai modificato quindi a tutti gli effetti ratificato e valido.

Alla luce delle suddette riflessioni e argomentazioni le Associazioni Civiche Andriesi, riunitesi nella serata del giorno mercoledì 11 giugno 2014 ad Andria, hanno deliberato la reiterazione dell’invito rivolto agli Amministratori comunali, provinciali e regionali, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e a S.E. il Prefetto della Provincia Bat affinché immediatamente e prima che cominci l’opera di smantellamento logistico, operativo ed istituzionale dell’Ente declassato, si adoperino affinché venga raggiunto l’obiettivo statutario prefissato quindi:

– A. venga chiarito a che punto è l’iter relativo alla costruzione e realizzazione della Questura ad Andria e se tale realizzazione sia ancora possibile, concretizzabile o sia superata dagli eventi e dalla nuova linea governativa;

– B. qualora l’obiettivo della realizzazione della Questura fosse ancora realizzabile che si provveda immediatamente a dare seguito a quanto previsto dallo Statuto dell’Ente cioè al trasferimento ad Andria della Prefettura e di tutti gli altri Enti e servizi in essa allocati e comunque ad essa contingenti e collaterali, sancendo il principio statutario del Policentrismo secondo il quale laddove c’è la Prefettura non può esserci anche la sede legale.

Questo intervento si inserisce in una più ampia riflessione all’ordine del giorno della riunione delle Associazioni Civiche Andriesi che ha focalizzato la propria attenzione anche sull’attuale dibattito sulla riorganizzazione e riordino delle Prefetture.

A tal proposito sull’argomento ha relazionato il presidente dell’Associazione Culturale e di Volontariato “Io Ci Sono!”, Savino Montaruli del cui intervento riportiamo un breve stralcio: “Nell’ambito del progetto di riforma degli Enti e delle funzioni esiste una parte molto interessante che riguarda il futuro ruolo e la futura organizzazione logistica ed operativa dei presidi di sicurezza e degli Uffici territoriali del Governo. In particolare il riassetto organizzativo riguarda un processo di razionalizzazione che, seppur discutibile nella formulazione e privo di qualsiasi preliminare confronto che fosse al di fuori degli ambiti prettamente politici e partitici, riguarda anche il Ministero degli Interni cioè la riduzione del numero delle Prefetture facendo venir meno il tradizionale e consolidato parametro esistente cioè la presenza dell’Ufficio Territoriale del Governo cioè della Prefettura in ogni Provincia, introducendo il concetto della Prefettura quale ufficio destinato ad operare solo in talune particolari zone ed aree cioè quella a più alta densità criminale, soprattutto di quella organizzata. Anche se l’argomento “risparmio” è tutta da dimostrare comunque, se non in maniera assoluta, risparmi, a nostro avviso, ce ne possono essere ma vanno ben individuati negli sprechi.
Nell’ambito della discussione avviata per le finalità di cui sopra esistono anche numerose altre ipotesi che da più parti stanno avanzando e tutte oltre che meritevoli di attenzione appaiono anche fortemente sostenute politicamente quindi senza alcuna esclusione preconcetta di una loro approvazione e tra queste esiste anche una possibile rimodulazione che investa non solo le Prefetture ma anche altri uffici periferici dello Stato e del Ministero dell’Interno quindi le Questure, i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco ed altri comparti e Dipartimenti possibile oggetto di accorpamento se non addirittura di dismissione e riorganizzazione.
Analizzata quindi la delicatezza del dibattito politico e parlamentare – ha concluso Montaruli – è quanto mai opportuno porre all’attenzione degli Organi cui le Libere Associazioni di Andria si rivolgono l’argomento legato al futuro riassetto territoriale degli Uffici e Funzioni della Provincia Bat e la concretizzazione dei Poli: Istituzionale, Giudiziario e della Sicurezza e Ordine Pubblico. Un dibattito aperto che dovrebbe (ri)suscitare l’interesse dei cittadini, delle Istituzioni e dell’intera classe politica che, invece, continua a far trascorrere il tempo come se fossimo fermi a cinque anni fa e il mondo non fosse per loro cambiato.”

Dibattito aperto, quindi, in una città che, uno dopo l’altro, si vede sfilare da sotto gli occhi uffici periferici e fondamentali servizi in un clima di indifferenza totale e senza una minima reazione.

Anche questa indifferenza era programmata e faceva parte degli “accordi”?

Coordinamento Associazioni Civiche Andriesi

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