Assistenza domiciliare, M5S: “Piccoli passi avanti nell’indifferenza della politica”

Presidente del Consiglio

“L’assistenza domiciliare (SAD) dovrebbe semplificare la vita delle persone affette da disabiltà e delle loro famiglie, invece la complica enormemente, privando i malcapitati di servizi essenziali che le famiglie sono costrette a pagarsi privatamente.” queste le dure parole del consigliere M5S Mario Conca dopo l’incontro di questa mattina presso il cinema Sidion a Gravina con famiglie, sindacati, operatori, cooperative, l’ufficio di piano e rappresentanti comunali di Santeramo e Gravina, nel corso del quale sono state raccontate “tante verità agli assistiti ed è stato acceso un faro su una questione che diventa sempre più annosa.”

In seguito alle mie pressioni nelle settimane scorse verso l’assessorato al welfare regionale e l’ufficio d’ambito – dichiara Conca – lunedì 9 novembre le ore d’assistenza passeranno da due a quattro. Ore che comunque saranno insufficienti a garantire dignità ai pazienti e un aiuto concreto alle famiglie, ma che fortunatamente saranno rimpinguate con l’andata a regime del buono servizio.”

Domani tutti gli ambiti pugliesi sono stati convocati in Regione per la sottoscrizione dei disciplinari che daranno il via al secondo step per l’implementazione dei buoni servizi, che sarà curato dagli uffici di piano e che consisterà nella sottoscrizione dei contratti di servizio con le strutture accreditate sul catalogo online. “Verosimilmente – commenta il consigliere pentastellato – entro la prima decade di dicembre, le famiglie saranno in grado, con il supporto delle cooperative e dei servizi sociali, di fare richiesta aggiuntiva di ore direttamente sul portale sistema.puglia.it e in conformità con quanto previsto dal loro piano terapeutico o UVM.”

Incalza il consigliere tarantino M5S Marco Galante il quale denuncia una completa disattenzione della politica nazionale, regionale e comunale verso tali problematiche che peraltro attengono alla parte più sensibile e fragile della popolazione pugliese, ma confido – prosegue – nella sensibilità di quanti sono preposti alla gestione del welfare, affinché comprendano che l’assistenza domiciliare non è un costo. Infatti, quello che la politica non ha compreso è che se il SAD, l’ADI e il buono servizio funzionassero ininterrottamente e con sufficienti risorse economiche, oltre a non rappresentare un costo, a regime si tradurrebbe in un risparmio per il sistema sanitario regionale che eviterebbe così ricoveri inappropriati e affidamenti presso RSA, molto più onerosi per il pubblico.”

Nel corso dell’incontro mattutino molto toccante è stato l’intervento di una ragazza ventiseienne costretta sulla sedia a rotelle e con lieve ritardo mentale che, con le lacrime agli occhi ha detto di aver bisogno di assistenza ma che al tempo stesso sua madre non ha le risorse economiche per sostenere le spese.

Lasciamo che queste anime vengano coccolate amorevolmente in famiglia ma mettiamo queste ultime nelle condizioni di farlo. Continueremo a vigilare – concludono i pentastellati – sulle procedure e nei prossimi giorni chiederemo un tavolo che possa finalmente affrontare seriamente le criticità e la penuria di fondi che hanno decretato il fallimento dei piani sociali di zona.”

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