La consigliera del M5S Antonella Laricchia ha preso parte ieri mattina a una riunione con le famiglie dei disabili gravissimi esasperati per la situazione degli assegni di cura.

 

“Emiliano – dichiara la pentastellata – non ha avuto il coraggio di presenziare, e come lui l’assessore al Welfare Ruggieri,  inviando i dirigenti del Dipartimento Salute (tra cui il direttore Montanaro in carica da meno di due mesi) tecnici e il suo consigliere per i Rapporti con il Parlamento e gli Enti Locali Domenico De Santis (ci chiediamo che c’entri) a fare da “pungiball” per lui. Già a maggio avevamo denunciato la gravità della situazione e chiesto chiarimenti, ma niente è stato fatto. Nel mio intervento oggi – incalza – ho suggerito una soluzione possibile a breve termine in cinque fasi: innanzitutto, l’immediata pubblicazione della graduatoria oggi ancora non disponibile; l’individuazione delle storture paragonando la situazione pugliese con quella delle diverse regioni; l’avvio di un’istruttoria attraverso una task force di tecnici per rivedere tutti i punteggi perché non è affatto chiaro come mai da un anno all’altro le famiglie hanno avuto punteggi molto diversi a parità di condizioni e per aspetti che non sono variati nel bando; l’individuazione di coloro i quali risultano ingiustamente penalizzati (o anche, a onor del vero, ingiustamente premiati) per le storture precedentemente individuate. Infine, far valutare alle famiglie quale preferiscono tra i tre scenari possibili: quello attuale, quello che si sarebbe avuto con un bando con le storture corrette, quello possibile se si scegliesse di assegnare la stessa somma a tutti i richiedenti”

In Puglia si è creata una situazione che non ha eguali nel resto d’Italia perché il bando per l’erogazione degli assegni di cura prevede alcuni criteri che penalizzano alcuni disabili gravissimi. Si è scelto di privilegiare i malati che fruiscono delle cure domiciliari integrate mentre contemporaneamente si escludono dall’accesso gli autistici che frequentano i centri diurni o che beneficiano dell’incentivo regionale per progetti di vita indipendente o  di “dopo di noi”, così applicando due metodi di attribuzione di punteggi opposti per diverse tipologie di disabilità. 

 

“Un fallimento quello degli assegni di cura – continua Laricchia – testimoniato anche da una delibera con cui la Giunta attesta l’inadeguatezza del suo sistema di assistenza e tenta di rimediare assegnando poteri straordinari ai direttori generali delle Asl in modo da consentire l’accesso al beneficio a chi non avrebbe i requisiti indicati nell’avviso. La toppa è molto peggio del buco insomma. Abbiamo già suggerito tantissime volte metodi per la soluzione del problema a lungo termine e mi riferisco in particolare al sistema del “budget della salute” che permetterebbe ai beneficiari di scegliere più liberamente a chi rivolgersi per l’assistenza sanitaria. Non solo, riteniamo importante per il futuro stabilire dei criteri validi per l’accesso agli assegni di cura che tengano conto esclusivamente della spesa che la famiglia deve affrontare per la disabilità”.

 

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