Ascoltare, parlare ed agire. Tavola Rotonda del Partito Democratico sull’ Autismo presso la Sala Rossa del Castello Svevo

La Puglia, una regione all’avanguardia, la prima in Italia ad affrontare in maniere diretta e diversa, l’autismo, una condizione sociale più che sanitaria che da sempre sul fronte nazionale è stata trattata con superficialità e difficoltà.
Un percorso e delle linee guida, quelle date per prime dalla nostra regione che adesso cominciano a trovare un seguito nazionale con un primo disegno di legge. Da qui l’esigenza di parlare e discutere di quanto fatto e quanto va ancora fatto, alla tavola rotonda organizzata dal partito democratico presso la Sala Rossa del Castello Svevo. Intervenuti sull’argomento oltre al sindaco Pasquale Cascella e al Presidente Regionale PD Puglia e componente III Commissione Sanità Filippo Caracciolo, due senatrici PD Giuseppina Maturani, e Emilia Grazia De Biasi presidente commissione sanità del Senato.

L’incontro ha voluto chiarire, anche grazie all’intervento delle associazioni, tra cui l’associazione nazionale ANGSA, FISH e l’associazione FANTASIA, come parlare di autismo non significa parlare di una patologia, ma parlare di autismo significa parlare di una condizione sociale. E’ importante proprio per questo, secondo le associazioni, che sono soprattutto rappresentate da genitori di ragazzi affetti da autismo, non soffermarsi a voler curare la condizione solo con una terapia farmacologica, ma a voler e dover lavorare con questi ragazzi in un ambiente naturale, un ambiente che li porti a potersi relazionare con la società e che tenti una possibile convivenza nel mondo, anche fatta di istruzione, educazione e lavoro.

Negli anni molte sono state le risorse andate perse, sbagliato il punto di partenza, sbagliato il modo di affrontarlo dalle istituzioni, sempre, qualora venisse fatto. Essenziale è per questo una educazione e delle figure professionali che siano preparate in maniera pedagogica e speciale, che vivano nella naturalezza del mondo dei ragazzi autistici e che sappiano affrontarla supportati da percorsi formativi e strutture adatte allo scopo.
E’ necessario aprirsi e capire prima di tutto di cosa si sta parlardo, affrontare il discorso in termini educativi e formativi, e questo a volte vuol dire ascoltare chi ne sa di più, come i genitori di questi ragazzi, lasciati soli nel silenzio delle istituzioni, negli anni diventati medici, psicologi e assistenti semplicemente per amore.

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