Artigli della maggioranza su sindaco Cascella

Faticosamente approvate linee programmatiche e piano sociale di zona

 

Torna a riunirsi il Consiglio Comunale, nel secondo appuntamento di questo nuovo anno.
L’orario di inizio dei lavori ufficialmente comunicato, viene puntualmente e incomprensibilmente disatteso. Distrazione, imprevisti istituzionali (e non) sopravvenuti o non curanza dell’impegno al rispetto della puntualità, doveroso, nei confronti della cittadinanza? La terza ipotesi sembrerebbe quella maggiormente rispondente alla realtà, attesa la mancanza di giustificazioni plausibili e scuse provenienti dagli organi istituzionali preposti al disbrigo dell’incresciosa e consueta pratica alla quale alcuno rivolge più attenzione, neanche chi si era presentato in consiglio fresco di nuova carica quale paladino e controllore del rispetto delle regole.
E se il buongiorno si vede dal mattino, il prosieguo non è altrettanto incoraggiante. Per il sindaco Cascella, difatti, ha inizio una settimana tutt’altro che semplice, a fronte degli accadimenti che hanno caratterizzato il weekend appena trascorso, weekend che ha visto concretizzarsi la sfiducia nei confronti dell’assessore al Bilancio Lorenzo Chieppa da parte della forza politica di sua appartenenza, Scelta Civica, di cui era espressione.

Conseguenziale, l’assessore Chieppa, che, nella presa d’atto del documento di sfiducia ai suoi danni fa pervenire, quasi nell’immediatezza, attraverso la voce del coordinatore provinciale di scelta civica Giovanna Bruno, la comunicazione relativa alle sue dimissioni, non ancora, però, ratificate apprendiamo dal Sindaco nel corso del Consiglio comunale svoltosi in data odierna.
Questa la motivazione fornita dal primo cittadino a chi invocava a gran voce, distraendo l’attenzione, dagli ODG calendarizzati, una dichiarazione resa all’Assise, volta ad ufficializzare le dimissioni dell’assessore Chieppa, rendendone conto al consiglio comunale.
Monopolizzano il dibattito dell’odierna assemblea consiliare, due dei tre punti inseriti all’odg: l’approvazione delle linee programmatiche del sindaco e quella relativa al terzo piano sociale di zona.

Quella che doveva essere una mera presa d’atto da parte del Consiglio comunale del documento attraverso il quale la nuova amministrazione rende espliciti gli obiettivi e gli indirizzi a cui conformare la propria azione nel corso del quinquennio che si appresta a governare, si trasforma in una articolato dibattito finalizzato a suggerire ulteriori aggiustamenti anche sotto forma di mancati emendamenti, in un clima a tratti arroventato, dalle consuete ed inevitabili contestazioni nel metodo e nel merito.
Contestato, in primis, dai banchi dei socialisti il sindaco ritenuto, “in perfetta continuità con il passato”, tuona il consigliere Cannito dal suo scranno.
Cascella uomo della svolta, Cascella acclamato dalla Città alla guida di un rinnovamento tanto sperato ma, allo stato, ancora non avviato.
Ergo, contestata al sindaco la non ancora realizzata aspettativa di cambiamento radicale nell’approccio alla governance amministrativa, in cui lo stesso Cascella ha, ad onor del vero, creduto fortemente e a tal punto da rinunciare agli allori romani.

Sulla Giunta Cascella, però, sin dal suo esordio, incombe, e il segnale è stato inequivocabile sin dal primo consiglio, lo spettro di quelli che “contano”, i quali segnano il passo e dirigono il dietro le quinte.
Contestata, inoltre, al primo cittadino, l’incompiutezza del progetto di legalità e trasparenza che si intendeva avviare attraverso l’illustre guida del Prof. Villani, dimessosi, invece, a pochi mesi dall’insediamento.
Si è rivelata, dunque, impresa più che ardua, per l’Uomo del Quirinale, l’essere investito e quasi catapultato alla guida di una Città difficile come Barletta, i cui lasciti ereditari afferenti alla precedente amministrazione costituiscono un patrimonio, tutt’altro che di valore e dalla difficoltosa gestione.

Eredità che, difatti, annovera tra le sue “ricchezze”, annose problematiche da sempre irrisolte ma puntualmente utilizzate come specchietto per le allodole in occasione di ogni campagna elettorale, quali, giusto per citarne qualcuna, la questione relativa alle litoranee ( sospese tra fantomatici progetti quali waterfornt, drain front e “dietrofront”), alla zona 167, ancora sprovvista dei servizi di urbanizzazione, alla intricata vicenda di via dei muratori, passando per le questioni di natura ambientale che vedono Barletta come unica città, co-capoluogo con Trani e Andria, in cui non è mai partita la raccolta differenziata “porta a porta” e nella quale si consente ai siti industriali di essere ubicati ad un passo dal centro abitato e di emettere fumi potenzialmente nocivi, purchè “a norma di legge”, senza dimenticare il problema sicurezza e l’allarme che investe i servizi sociali.

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La seduta del consiglio comunale è stata ,dunque, accentrata per lo più sulla questione relativa all’approvazione delle linee programmatiche del sindaco che ha finalmente svelato alla cittadinanza, dopo ben circa 8 mesi dall’insediamento, la nuova “vision” che guarda al futuro della Città di Barletta, elencando azioni e progetti da realizzare nel corso del percorso che caratterizzerà la sua amministrazione.
Il documento strategico viene approvato a maggioranza e la discussione prosegue relativamente alla illustrazione del terzo piano sociale di zona la cui elaborazione viene tempestivamente contestata dal consigliere Cannito che ne denuncia l’assegnazione relativa alla sua preparazione a tecnici esterni, retribuiti con risorse dell’Ente, e non ai dirigenti comunali preposti al ramo che se ne sarebbero dovuti occupare, nell’adempimento della loro funzione.

Contestata duramente, dunque, la razionalizzazione delle risorse pubbliche, propagandata ma nei fatti disattesa, non solo attraverso la dispendiosa iniziativa menzionata, bensì anche attraverso altre pratiche ritenute poco virtuose al pari della succitata. A questo punto viene spontaneo chiedersi come mai piuttosto che sprecare risorse pubbliche affidando l’elaborazione del piano ad esperti esterni, non ci si sia avvalsi, oltre che del doveroso contributo dei dirigenti del settore preposti, come come giustamente evidenziato dal consigliere Cannito, anche dell’apporto degli altri consiglieri e operatori locali del settore? A questo interrogativo tra i banchi della maggioranza nessuno ha pensato di fornire spiegazione alcuna, questo a rimostranza del fatto che i cittadini, nonché contribuenti, sono sempre gli ultimi a venire a conoscenza della destinazione dei soldi che erogano all’Ente attraverso la sempre più incalzante pressione fiscale esercitata in danno delle proprie tasche.

Il piano sociale di zona, presentato alla cittadinanza in data 3 febbraio, attraverso un incontro pubblico svoltosi presso la sala Rossa del castello svevo, è lo strumento di programmazione delle politiche sociali finalizzato a realizzare un sistema integrato di interventi e servizi in tale ambito. L’obiettivo perseguito da tale piano è duplice, afferma l’assessore alle Politiche Sociali e  Vicesindaco Francabandiera: da un lato, dunque, porre al centro della sua mission, la persona e il suo essere espressione di un disagio o di una temporanea difficoltà, dall’altro, proiettarsi non verso l’assistenzialismo, bensì spendersi per il miglioramento e il potenziamento della qualità dei servizi offerti.

Numerose, dunque, le proposte che dai banchi dell’opposizione, attraverso un dibattito molto serrato e incalzante, sono state presentate all’amministrazione nel benevolo tentativo di implementare e migliorare il succitato piano che, all’esito della discussione è stato approvato all’unanimità.
Ora che le linee di mandato hanno ottenuto “la benedizione” del consiglio comunale, l’auspicio è che ottengano anche l’apprezzamento dei cittadini ai quali sia restituita una città amica e non ostile ai suoi stessi abitanti, una città intelligente, sostenibile, una città in cui la crisi delle economie, della giustizia sociale, dell’occupazione, non si trasformi in crisi della speranza.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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