“Arte e fotografia nell’era del 2.0” – Meeting interclub al Circolo Unione

Immagine e fotografia: due concetti da tenere separati
1
Testimoniano mondi ed emozioni talvolta irraggiungibili. Frammenti di esistenze sfuggenti al primo sguardo, capaci di racchiudere in uno scatto tutta la bellezza che spesso si nasconde dietro il ‘brutto’ che ci circonda. Sono le fotografie, figlie di un’arte in continua evoluzione, che ieri sera è stata protagonista del meeting interclubs “Arte e comunicazione nell’era del 2.0”, organizzato presso il Circolo Unione dai Lions Club di Barletta, Andria, Minervino e Margherita di Savoia. Il ricavato delle fotografie vendute durante l’evento finanzierà il progetto “Viaggio nella mente di un cane”, dedicato all’addestramento di cani da supporto ai diversamente abili. Ospiti della serata alcune delle eccellenze della fotografia pugliese presentate al pubblico dal Dott. Antonio Luzzi: FRANCESCO BOSSO (artista fotografo), CLAUDIO BRUFOLA (manager media content), RUGGERO DI BENEDETTO (presidente nazionale Fiof), CLAUDIO GRENZI (photo editor), ENZO LATTANZIO (medico prestato alla fotografia) e DOMENICO TATTOLI (fotografo in bianco e nero). Assente JOSEPH CARDO, il fashion photographer italiano più richiesto dalle celebrity, che però ha parlato al pubblico attraverso un video messaggio proiettato sul grande schermo: «La cosa più difficile per un fotografo, specialmente ad inizio carriera, è riuscire ad ottenere credibilità imponendo il proprio linguaggio che si traduce in immagini che sappiano parlare di te. Questo lavoro è bellissimo perché è un gioco. Ci si annoia a fare sempre le stesse cose perciò bisogna sempre sperimentare. Io ho solo 36 anni, sono solo all’inizio del mio percorso e ho ancora tante foto da scattare esportando il made in Puglia in tutto il mondo».Sulla scia degli esperimenti fotografici, è impossibile non affrontare il dibattito che da diversi anni ormai contrappone la bellezza e l’immortalità della fotografia analogica nel senso più classico e tradizionale del termine, e la fotografia digitale che racchiude in se tutta l’originalità e la stravaganza tipiche dell’era 2.0, in cui un po’ tutti – smartphone alla mano – sono diventati fotografi. Dal 1800 in poi, il compito del fotografo è stato quello di immortalare una realtà istantanea da poter rivivere in un secondo momento per assaporarne le molteplici sfumature. La fotografia nasce in bianco e nero da un gioco di luci ed ombre studiate meticolosamente per dar vita allo scatto perfetto, che dunque era frutto di un lungo lavoro. Oggi, nell’era 2.0, l’era del ‘tutto in tempo reale’, questo studio viene meno: «Gli artisti esprimono il realismo che li circonda con il linguaggio e i mezzi tipici della loro epoca. Oggi esiste Instagram, un’applicazione per smartphone in cui circa 90 milioni di utenti tentano di lasciare il segno attraverso un’immagine. Lanciano un messaggio che però sarà subito dimenticato. L’avvento del computer è stato rivoluzionario ma l’errore più comune è non saper distinguere un’immagine da una fotografia» ha affermato l’eclettico Ruggero Di Benedetto che proprio attraverso un uso intelligente del digitale ha dato vita a capolavori artistici. «L’accessibilità della fotografia a luogo pubblico ha portato ad una scarsa consapevolezza dell’alfabetizzazione dell’immagine. È importante, per chi vuole intraprendere questo mestiere, capire quanto una singola fotografia possa manipolare la mente a seconda dell’obiettivo utilizzato. Con un grandangolo ad esempio, possiamo essere proiettati a 360 gradi in uno scenario di guerra e sentire il terrore sulla nostra pelle. Diversamente con il teleobiettivo la stessa immagine risulterebbe distante. È fondamentale imparare a leggere le immagini, a avere una propria capacità critica, altrimenti nell’era del progresso andremo in contro al regresso» sottolinea Grenzi.

Invalid Displayed Gallery

Il mondo è fatto di immagini e questo sta portando alla crisi della fotografia professionale. Oggi purtroppo si tende ad accostare la figura del fotografo unicamente ai matrimoni, sacrificando l’immagine di un’artista che invece si è perfezionata in oltre due secoli. È ciò che ha sottolineato Claudio Brufola, fotografo e giornalista freelance, che proprio in questi giorni sta presentando il suo libro sull’eccellenza del territorio e del vino pugliese:«La massificazione della fotografia sta regredendo il progresso. Io ho cominciato a fare il fotografo per vivere, unendo l’utile al dilettevole e ho scoperto che è il lavoro più bello del mondo. Bisogna rapportarsi alla fotografia un po come si fa con la pittura. Quando osserviamo un quadro non ci chiediamo quali pennelli o tela abbia utilizzato l’artista, ma ci limitiamo a contemplarne l’infinita bellezza. Il digitale è stata una rivoluzione che ci ha colto alla sprovvista eppure, immaginare la fotografia come facevamo fino a qualche anno fa oggi è impossibile».

Il giovane Domenico Tattoli invece, specialista di fotografia jazz, ha un’idea ben precisa e nostalgica della fotografia: «Lavoro esclusivamente in bianco e nero, carpendo l’anima della fotografia stessa attraverso luci ed ombre. Oggi, purtroppo, attraverso la fotografia si rende falsa la realtà mostrando agli occhi del pubblico solo prodotti artefatti. Il bianco e nero mette a nudo l’anima della realtà attraverso le stesse luci ed ombre che caratterizzano la vita degli esseri umani». Il concetto di trasposizione fotografica realistica o artefatta è argomento di dibattito dall’avvento del digitale che oltre a portare con sé innovazioni, nuove opportunità di lavoro e strumentazioni futuristiche, ha innestato nel mondo della fotografia di nicchia (relativa ai fotografi che hanno avuto una formazione tradizionale su pellicola) non poche problematiche che possono in parte risolversi con una sapiente fusione dell’analogico e del digitale. Nell’era del 2.0, ossia quella dei social network che ogni giorno propongono vetrine contenenti milioni si scatti amatoriali, risulta di vitale importanza imparare a riconoscere la sottile linea che separa il mondo della fotografia professionale e ricercata da quello delle immagini scattate e postate online come se non ci fosse un domani. Come ha sottolineato lo stesso Bosso «Bisogna avere una totale apertura verso i nuovi mezzi perché è anche grazie ad essi che si può far conoscere il mondo della fotografia intesa come arte. Siamo proiettati verso il futuro perciò siamo obbligati a guardare avanti». E speriamo di riuscire farlo ricercando esclusivamente la perfezione di uno scatto nei giochi di luci ed ombre più che nelle applicazioni e nei programmi di fotoritocco che, se non usati con limitata parsimonia, possono creare dipendenza!

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedente“Arte e fotografia nell’era del 2.0”
Articolo successivoBarletta Pet Friendly – Entro in punta di quattro zampe
Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here