Arrivano le “nuove” Province tra democrazia indiretta e innovazione apparente

elezioni provinciali

Emanate dal Ministeri degli Interni le linee guida per le prossime elezioni dei nuovi amministratori

Sembrano passate solo poche ore dall’annuncio dell’approvazione del ddl Delrio e invece, gira che ti rigira, sono trascorsi oltre tre mesi da quel lontano tre aprile ed entro appena altri due mesi le “nuove” Province prenderanno forma. E se fino ad ora, come più volte sottolineato, il preciso iter che avrebbe portato all’introduzione dei cambiamenti previsti dal disegno di legge erano avvolti da una spessa (e piuttosto insistente) coltre di incertezza,  oggi, finalmente, il Ministero degli Interni ha emesso una circolare diretta a tutte le prefetture in cui sono contenute le linee guida sullo svolgimento di quelle che saranno le “elezioni” dei nuovi componenti dell’ente Provincia.

Giova ricordare, anche per spiegare le virgolette appena usate, che il nuovo presidente e i componenti della giunta e del consiglio non saranno più scelti direttamente dal cittadino, ma dai sindaci e dai consiglieri in carica (nei 35 giorni precedenti alla data delle elezioni) nel territorio della Provincia stessa, rendendoli di fatto “organi elettivi di secondo livello”, sempre cavalcando l’onda per cui, nell’art. 1 della Costituzione, si dovrebbe ormai usare la locuzione “repubblica indirettamente democratica

Queste “elezioni” (si scusi l’abuso di virgolette ma definire queste elezioni come tali senza l’uso di una buona dose di sarcasmo riesce quasi impossibile) dovranno tenersi entro il 30 settembre, la data “preferibile” indicata dal Ministero è quella di domenica 28 settembre; i seggi dovranno essere aperti dalle 8,00 alle 20,00 e a gestire il tutto sarà un ufficio elettorale appositamente creato all’interno dell’ente (alla faccia della razionalizzazione e del risparmio!). Potranno candidarsi alla carica di Presidente solo i sindaci della Provincia il cui mandato non scada nei 18 mesi successivi, mentre al Consiglio potranno candidarsi sia i primi cittadini che i consiglieri comunali.

Potere particolare quello dato ai consiglieri provinciali che, dallo sparire completamente e perdere la loro attuale carica, avranno la possibilità di candidarsi tanto nel “nuovo” Consiglio quanto alla carica di Presidente, ennesimo schiaffo alla presunta natura razionalizzatrice della riforma. Al candidato presidente sarà collegata una lista di candidati consiglieri che andrà da un minimo di otto a un massimo di sedici candidati che si divideranno le sedici poltrone a disposizione nel Consiglio. Niente è stato stabilito riguardo eventuali quote rosa obbligatorie, lasciando scoperto un tema che sembrava, almeno in apparenza, stare a cuore al governo Renzi, e i componenti eletti secondo il metodo su illustrato, pur non percependo nulla da questa nuova carica, avranno piena competenza sulla gestione del budget (rimborsi pazzi, stiamo arrivando!).

Ultima caratteristica di questo nuovo sistema sarà il peso dei voti: non tutti i voti, infatti saranno uguali ma il loro valore cambierà a seconda del numero di abitanti delle città rappresentate: per fare un esempio banale, il voto del sindaco Cascella, rappresentante di una città con quasi centomila abitanti, “varrà” di più del voto del sindaco di Bisceglie, città con oltre 55 mila abitanti, o Canosa, che conta 30 mila abitanti. Scatterà, dunque, un classico gioco di alleanze politiche inter-comunale alla ricerca del giusto candidato e della coalizione più forte, in un sistema di voto che ricorda più i tre stati del Regno di Francia pre-rivoluzione che una vera e propria democrazia.

Questa quindi la situazione che si profilerà tra poche settimane, all’indomani della pausa estiva dei nostri amministratori, e tutto questo si può riassumere, in maniera tanto sommaria quanto purtroppo veritiera e in un certo qual senso molto, molto triste, con una stra-abusata citazione gattopardesca: “Cambiare tutto affinché nulla cambi”.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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