Ė arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti, non servono proclami e buone intenzioni, bisogna creare una sinergia operativa tra Comuni ed Arpa per fare in modo che l’emergenza venga definitivamente superata come già successo in altri territori”. Ad intervenire sul fenomeno dell’aria maleodorante che sta affliggendo la BAT ed in particolare Barletta, è il presidente della II commissione “Affari Generali” della Regione Puglia, Filippo Caracciolo.

“Quanto sta accadendo da tempo a Barletta e nella nostra provincia- spiega Caracciolo– deve indurci ad una riflessione finalizzata alla ricerca di soluzioni utili per superare l’emergenza e rispondere all’esigenza di chiarezza sul rispetto della salute e dell’ambiente giustamente manifestata dai cittadini. Una soluzione possibile è quella di creare una sinergia fattiva tra comuni ed Arpa per rendere più efficace l’azione delle istituzioni, evitare dispersione di informazioni ed offrire ai cittadini possibilità di collaborare in caso di emergenze. Proprio su questo aspetto vorrei soffermarmi”.

“La grande mole di segnalazioni che cittadini ed associazioni ambientaliste (che ringrazio in particolar modo per la sensibilità e l’attenzione prestate verso queste tematiche) inviano alle istituzioni- prosegue il presidente della Commissione Affari Generali– andrebbero canalizzate verso un unico indirizzo. Suggerisco perciò al comune di Barletta la creazione di una “app” per smartphone e tablet (come già realizzato a Monopoli, Modugno ed Andria), alla quale chiunque possa rivolgersi per segnalare le emergenze olfattive. I dati raccolti da tale applicazione sarebbero poi convogliati attraverso una convenzione direttamente all’Arpa facilitandone così le operazioni di monitoraggio ed approfondimento scientifico dei dati in autonomia“.

“Istituire un’applicazione per le segnalazioni garantisce trasparenza ed offre ai cittadini un riferimento certo per dialogare con le istituzioni. Non è però l’unica soluzione percorribile. A questa va aggiunta, vista la notevole presenza nella BAT di industrie e attività che producono emissioni odorigene, l’adozione del progetto sperimentale di monitoraggio Odortel.A Taranto- aggiunge Caracciolo– l’utilizzo di Odortel ha consentito per la prima volta di gestire in modo sistematico le lamentele di molestia olfattiva e di ottenere informazioni su entità e distribuzione del fenomeno odorigeno, da anni lamentato. I risultati ottenuti hanno costituito un valido supporto per l’autorità di controllo, in termini di comprensione del fenomeno ed individuazione del nesso causale fra percezione e sorgente”.

Mi auguro che dalle tante buone intenzioni si passi ai fatti concreti, l’emergenza si può superare utilizzando gli strumenti sperimentati con successo in altri territori afflitti dalle stesse problematiche. La salute- conclude Caracciolo– deve essere sempre in cima alle attenzioni delle istituzioni”.

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