Archeologia asfaltata: con l’ordinanza del Comune di Barletta (Settore Servizi di Vigilanza – Ufficio Tecnico del Traffico) sui lavori di bitumazione in corso a via Trani, da oggi vengono definitivamente “tombati”, proprio nei giorni tristi della commemorazione dei defunti, i ritrovamenti archeologici riemersi a giugno scorso nel tratto stradale ad angolo con via Vespucci. Ritrovamenti definiti importanti dagli studiosi per documentare l’esistenza di borghi a ridosso delle mura cittadine e di cui già si occuparono le cronache giornalistiche nel 1976 per altri più importanti ritrovamenti (le lastre tombali oggi al lapidarium del Castello) nel cosiddetto Borgo San Vitale e dintorni.

 

Le opere odierne consisteranno nella rimozione del manto stradale superficiale nell’area degli scavi realizzati per l’inserimento del collettore di fogna nera e al rifacimento del manto bituminoso, proprio dove per parecchie settimane una campagna di ricerca archeologica aveva consentito di… rivedere ampie tracce di una domus medievale, con relativi reperti e visibilità mediatica.

 

Successivamente, a mezzo comunicato stampa (“Completate le indagini archeologiche in via Trani,  chiuso lo scavo come disposto dalla Sovrintendenza Bat e Foggia”), l’amministrazione comunale faceva sapere: ” Come disposto e annunciato dalla Sovrintendenza archeologica Bat e Foggia, a conclusione della campagna di indagine, con saggi archeologici, che si è svolta su via Trani e via Vespucci, si è provveduto al rinterro del saggio di scavo e della parte residua aperta trasversalmente su via Trani. Al di là dei tecnicismi, ciò vuol dire che, compiute le necessarie indagini e saggi archeologici, la Sovrintendenza ha portato a termine la procedura con la chiusura del saggio, in attesa di compiere ulteriori approfondimenti con indagini geofisiche. Tanto si rende necessario chiarire per fugare immotivati allarmismi dei cittadini palesati attraverso i social, sui quali campeggiano post nei quali la chiusura del saggio viene interpretata come una sorta di “occultamento” di quanto scoperto”.

Con lettera del 14 luglio, tuttora inevasa da parte dei destinatari, Archeoclub d’Italia Onlus sede di Canne della Battaglia-Barletta indirizzava al sindaco Cannito e per conoscenza alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province Barletta-Andria-Trani e Foggia una formale proposta avente ad oggetto: “Archeologia alla fermata dell’autobus. Un progetto-service Archeoclub d’Italia per pannellistica informativa sui ritrovamenti archeologici medievali area via Trani/via Vespucci”.

Si legge: “L’evidenza mediatica sui più recenti ritrovamenti archeologici di epoca medievale avvenuti in Barletta nella maglia urbana via Trani-via Vespucci ha indotto Soci e simpatizzanti della nostra Sede (anche per propria testimonianza personale e giornalistica) ad intervenire mediante proposte concrete verso la conoscenza relativa all’identità storica cittadina “emersa” durante le opere di scavo. Tale istanza trova giustificazione, come da vigente Statuto associativo, nel vivo desiderio di affidare il recupero della memoria collettiva, con l’osservanza del pieno rispetto di arredo e decoro urbano, alle più corrette forme della comunicazione culturale: nel caso specifico mediante impiego della pannellistica informativa da installare in loco previa condivisione tecnica (per materiali, struttura, testo, immagini, posizionamento e quant’altro) con le preposte Autorità, ed in particolare con il Funzionario di riferimento della Soprintendenza nella persona del Dott. Italo Muntoni il quale ha anticipato “motu proprio” tale desiderio riscuotendo generale plauso e immediato consenso in varie interviste televisive.

Viene così proposta l’idea progettuale di service dal titolo “Barletta, via Trani – via Vespucci: Archeologia alla fermata dell’autobus” nella quale tale pannellistica sarà realizzata direttamente a propria cura e spese ovvero a titolo assolutamente gratuito dalla scrivente Sede, in raccordo e con l’auspicato Patrocinio della nostra Presidenza nazionale – che legge in copia – previo rilascio delle prescritte necessarie autorizzazioni e mercé la più stretta sinergia collaborativa ai livelli di competenza (Comune di Barletta-Soprintendenza) come nello spirito di Volontariato, alla luce delle disposizioni in materia vigenti e nel convincimento di rendere utile servizio a Cittadinanza, Scuole, utenti dell’area”.

Riferisce il presidente di Archeoclub d’Italia Onlus sede di Canne della Battaglia-Barletta, Nino Vinella: “Preso atto della singolare mancanza di risposta (come purtroppo sempre più spesso accade nei rapporti con le realtà associative riconosciute) da parte dei destinatari tutti, e viste le motivazioni addotte da noi, la lettera è stata consegnata pubblicamente in copia alla presidente della Commissione consiliare cultura, Stella Mele, durante i lavori della riunione con le Associazioni svoltasi in sala giunta lo scorso 24 ottobre, con viva sollecitazione di evidenziarla – tecnicamente ed amministrativamente – al sindaco Cannito per il riscontro formale, l’esame e l’adozione dei conseguenti provvedimenti per il conseguimento degli scopi indicati”. 

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