Anziani, disabili e bambini maltrattati: formazione del personale e videosorveglianza in arrivo

Quando calci, spintoni e insulti prendono il posto di una parola di conforto e di un aiuto concreto verso chi non è autosufficiente, non si può restare a guardare.

La tutela dei soggetti più deboli deve divenire la priorità.

E’ questa la finalità del disegno di legge approvato il 23 ottobre dalla Camera dei deputati.

Trattasi di proposta contenente misure finalizzate a prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone anziane e disabili ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali.

Gli episodi di violenza fisica e verbale, a carico dei predetti soggetti,  sono purtroppo  in continua crescita e a nulla servirebbe interrogarci sul perché di tali condotte.

Viviamo in una società arida di sentimenti nella quale alcuni ma forse troppi, decidono di svolgere lavori per i quali dovrebbero possedere oltre le competenze settoriali anche sensibilità e pazienza.

Quello degli educatori nonché degli operatori sanitari e socio-assistenziali è una missione d’amore.

E’ un lavoro che dovrebbe essere svolto guardando con tenerezza coloro che necessitano di assistenza per il compimento di azioni che a noi appaiono banali.

Di maestre violente, incapaci di educare e supportare bambini che quale unica colpa hanno la loro tenera età e l’incapacità di difendersi, ho già trattato.

Oggi voglio invece dar voce a quegli anziani e disabili, di ogni parte d’Italia, picchiati e umiliati da chi doveva prendersi cura di loro.

L’ultimo episodio, consegnatoci dalla cronaca, racconta delle atrocità di cui si è resa protagonista una casa di riposo di Pavia.

Un’indagine questa avviata, come purtroppo spesso accade, a seguito delle segnalazioni dei parenti che avevano notato lividi in diverse zone del corpo dei propri cari.

Dai video diffusi in rete, tra le altre crudeltà, si può notare una donna a testa in giù, caduta con la sua sedia a rotelle ribaltatasi.

Colui che doveva aiutarla a rialzarsi, ma prima ancora a non cadere, era seduto, poco distante, intento a consultare il suo telefonino.

Calci e pugni anche a Castel San Niccolò (Arezzo) e a Careggio (Reggio Emilia) dove addirittura  gli anziani venivano lasciati tra i loro escrementi nei letti.

Sedati e picchiati a San Lazzaro nonché legati ai letti a Trapani.

Come si può anche solo pensare di picchiare un bambino, un anziano o un disabile perché piange o si lamenta?

Tali sofferenze e  umiliazioni vanno raccontate perché a questi soggetti indifesi bisogna dar voce.

Il disegno di legge, da poco approvato alla Camera, si spera possa presto diventare legge invece di essere accantonato in Senato come è successo nella scorsa legislatura nella quale il testo non giunse mai all’esame dell’assemblea.

Cosa prevede il disegno di legge?

 Formazione del personale, prevenzione e monitoraggio  affinché la cura dei soggetti deboli non dipenda più unicamente dai familiari dalle cui segnalazioni soltanto (il più delle volte)  vengono avviate indagini.

Si punta così a formare il personale docente e non docente degli asili nido e delle scuole dell’infanzia nonché gli operatori socio sanitari e gli infermieri.

Prima dell’assunzione sarà necessaria una valutazione attitudinale che dovrà essere ripetuta con cadenza periodica, anche in considerazione del progressivo logoramento psicofisico derivante dalle mansioni  che richiedono assistenza continuativa a soggetti in condizione di vulnerabilità.

Non mancheranno, altresì, percorsi di formazione professionale continua e incontri periodici tra famiglie e operatori o educatori, finalizzati a potenziare il patto di corresponsabilità educativa e la presa in carico di anziani e persone con disabilità.

Sempre con la finalità di prevenire condotte di maltrattamento, si legge che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministero delle Salute dovrà emanare linee guida sulle modalità di accesso nelle strutture socio sanitarie e socio-assistenziali per garantire, ove possibile, le visite agli ospiti lungo l’arco della giornata.

Come sarà regolamentato l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza?

Potranno essere installati sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, con modalità atte a garantire la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi.

Non vi sarà pertanto un accesso generalizzato atteso che questo sarà consentito solo in caso di notizia di reato.

Ovviamente, la presenza delle telecamere dovrà essere adeguatamente segnalata a tutti i soggetti aventi accesso all’area videosorvegliata.

In considerazione dell’urgenza di intervenire per porre fine al dilagante fenomeno, si confida nell’approvazione del disegno anche da parte del Senato, evidenziando che tra la salvaguardia dell’immagine degli istituti scolastici e sanitari e la tutela dei bambini, anziani e disabili, il Parlamento non può aver dubbi su quella che deve essere la priorità!

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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