La compagnia de La Pirandelliana è nella splendida cornice del Teatro “Curci” di Barletta per una tre giorni della commedia plautina “Anfitrione”, il cui ultimo spettacolo si terrà questo pomeriggio alle 18:30.

Un consolidato cast, formato da Gigio Alberti, Barbara Boulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Valeria Angelozzi, conduce gli spettatori in un viaggio mai banale e per nulla scontato su tutti i principali pregi e virtù della società odierna.

Sebbene si tratti di un testo appartenente alla fine del III secolo a.C, infatti, la riscrittura da parte di Sergio Pierattini compie uno sbalzo temporale rendendo i personaggi contemporanei.

Lo spettacolo, come noto, racconta di una storia torbida che da sempre ha appassionato le varie epoche: quello del tradimento inconsapevole di una moglie che si concede tra le braccia della divinità Giove. Il re degli dei, infatti, desidera essere amato da Alcmena, moglie di Anfitrione, proprio come la donna ama sua marito, richiedendo da lui attenzioni troppe volte date per scontato. 

Per allontanare il povero sventurato dalla propria abitazione, Giove permette ad Anfitrione di sbaragliare la concorrenza e di diventare presidente del Consiglio. A partire da questo momento in poi, quindi, il leader politico si trasforma in un essere ossessionato solamente dalla sua carica politica e dal contatto con il mondo esterno, che avviene con il sempre carico cellulare, tenuto rigorosamente in mano.

Pungente al punto giusto, la commedia accompagna lo spettatore verso un lieto ma quanto mai amaro fine: prima che questo accada, però, non mancheranno in scena momenti di pura ilarità che spesso sfoceranno nei limiti del paradosso: in particolare la simpatia di Sosia, in età plautina schiavo e ora autista portaborse, rende lo spettacolo piacevole e divertente.

La cornice perfetta all’interno del quale tutto si sviluppa non poteva che essere nel suo continuo paradosso: non è un caso che, nonostante si tratti di vicende private, il tutto si svolge all’esterno.

Nel cortiletto ambiguo, e per certi versi anonimo, lo svolgersi della vicenda suggerisce una riflessione profonda, quasi archetipica dell’essere mortali, del rapporto che ciascuno di noi ha con se stesso e quindi anche con le paure più recondite, tra le quali rientra anche l’essere a contatto con un proprio doppio. 

Sarà poi compito dello spettatore, dunque, riuscire a cogliere tra le righe il senso più profondo di quello che Plauto prima e Pierattini poi hanno cercato di trasmettere.

 

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Sonia Tondolo
Sonia Tondolo classe 1993, consegue la maturità classica presso il Liceo Classico “A.Casardi” di Barletta. Prosegue gli studi umanistici laureandosi in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari “A.Moro”. È appassionata di letteratura e giornalismo e sta proseguendo il suo percorso di studi specializzandosi in giornalismo e cultura editoriale. Attualmente è redattrice di Barletta News e si occupa di attualità ed eventi cittadini.

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