Ancora dubbi sulla riforma delle Province da parte della Libera Associazione Civica Andria

Come prevedibile, non si placano i dubbi e le perplessità riguardanti il ddl Delrio, da due giorni ufficialmente approvato dal Parlamento. Dopo il commento del Presidente della Provincia Bat, Francesco Ventola, riportiamo quello espresso dalla Libera Associazione Civica Andria, attraverso la persona del suo presidente, Vincenzo Santovito.

La notizia è arrivata e appena quella notizia è diventata ufficiale qualcuno ci ha già chiamati per darci atto di aver avviato noi da anni quel processo e la consegna delle simboliche mille firme autentiche, espressione sintetica della diffusa e generale volontà dell’intera popolazione della Sesta Provincia, martedì 17 gennaio 2012 presso la sede di Andria fu un momento importante perché presagiva quanto ora accaduto grazie all’attivismo di Renzi che speriamo continui nella sua opera di pulizia e smantellamento istituzionale.

Se per alcuni meritevoli dipendenti dell’Ente manifestiamo la solidarietà per il disagio che sarà loro arrecato in seguito alla soppressione della Provincia, altrettanto non possiamo dire per le schiere di privilegiati che si sono ripetutamente attaccati alla mammella della mucca grassa da mungere e munta fino all’esaurimento del bene primario.

I cittadini spremuti, quindi, sono ben felici della demolizione ma sono ancora scettici che il percorso giunga a destinazione finale visti i lupi che aleggiano attorno alla loro preda da azzannare ancora.

Per quanto riguarda i rappresentanti del popolo ora finalmente avremo modo di apprezzarne doti volontaristiche in quanto continueranno a svolgere i loro compiti fino a dicembre mettendo a loro spese anche la benzina per raggiungere la sede del consiglio provinciale a meno che non decidano di utilizzare le biciclette e non farebbe loro male. Dimentichino, quindi, caffé pagati e rimborsi perché ora la politica deve mostrare la sua vera faccia cioè quella della passione e dell’impegno civico al servizio della comunità e non quello del profitto.

I nostri auguri perché ben presto il carrozzone venga definitivamente portato in demolizione con buona pace di quanti dovranno tornare ad occuparsi del loro lavoro, accorgendosi che non c’è neanche per loro, della loro famiglia, dei propri cari e delle proprie cose, lasciando in pace i cittadini smettendola di tartassarli e di sottometterli.

Ma di Andria cosa sarà ora? Il paesone, la grande città conosciuta nel mondo ancora come grande borgo agricolo che destino vede all’orizzonte? Area metropolitana? Area vasta? Sicuramente questo sarà il tempo in cui gli errori del passato si pagheranno e il tempo sprecato dietro alle illusioni è stato tanto e vano. Le divisioni politiche, istituzionali e personali hanno caratterizzato in negativo un percorso che ha prodotto disoccupazione e povertà ed è inutile tentare di nascondere tutto questo perché è la realtà che neanche diecimila telecamere amiche potranno mai nascondere.

Per i nostri figli e nipoti proviamo grande preoccupazione e pensare che il loro futuro possa passare dalle mani di altri giocolieri e mangiafuoco ci fa star male.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here