Anche la libreria Chiandetti si arrende e rabbuia via Garibaldi

Molto spesso, nell’arco delle nostre vite ci ritroviamo a pensare a determinati luoghi e/o figure presenti così stabilmente nel trascorrere del tempo che difficilmente si arriva  ad immaginare una loro eventuale scomparsa. Ma, citando l’aforisma summa della dottrina di Eraclito, “panta rei”, “tutto scorre” e, col passare del tempo, anche le istituzioni più solide vengono a mancare.

E così la Città della Disfida perde un’altra delle sue istituzioni più antiche, quella che, a dirla tutta, solo fino a pochissimi anni fa era l’unica vera libreria della città: ieri infatti è stato ufficialmente l’ultimo giorno di attività della Libreria Liverini.

Non molto tempo fa, in un precedente articolo, è stato ricordato l’importante ruolo di questa libreria, la  più antica della nostra Città risalente  all’ormai lontano 1945, anno in cui Solidio Liverini, di professione propagandista librario, chiedeva all’amministrazione comunale il rilascio della licenza di esercizio per quella che, ripetiamo, è diventata negli ultimi 70 anni una vera propria istituzione che ha provveduto alla diffusione della cultura fornendo libri a intere generazioni di Barlettani.

Si era anche parlato che ormai attività come la Libreria Liverini, gestita da anni dai fratelli Chiandetti, fosse una specie in via d’estinzione, un’affermazione che oggi suona davvero come un presagio profetico. Sopravvissuta per decenni, avendo visto nascere e morire numerose altre librerie, oggi uno dei centri nevralgici della cultura barlettana è entrato a far parte ufficialmente della storia passata, soccombendo sotto il peso di numerosi fattori: un po’ la crisi economica, un po’ l’avvento dei nuovi media che ha gettato nel caos il mondo dell’editoria “tradizionale”, un po’ perché a Barletta, città in cui ci si spreca abbondantemente e continuamente a parlare di cultura, a fare vera cultura sono davvero in pochissimi, e tra questi solo una bassissima percentuale acquista ancora libri.

Certo, i tempi che corrono sono difficili e il prezzo dei libri è oggettivamente aumentato, ma a Barletta sembra vada più di moda aprire un bar/pizzeria/ristorante ogni cinque metri piuttosto che investire seriamente sulla vera cultura, non quella fatta dai vecchi protagonisti della storia locale che, nel migliore dei casi, pubblicano libri su avvenimenti conosciuti “per sentito dire”, senza il minimo controllo sull’accuratezza di certi dati, novelli aedi capaci di trasformare ogni piccolo avvenimento in una grande Odissea.

La Libreria Liverini chiude i battenti e l’unica fortuna che rimane a noi cittadini è che, negli ultimi anni, abbiamo potuto assistere alla nascita di altre librerie che, con la loro piccola, grande attività, forse stanno riuscendo a risollevare le sorti di una città che, pur basando tutta la sua fortuna sulla cultura, era totalmente sprovvista di una vera libreria.

Per il resto, tutto quello che si può provare davanti la “morte” di una figura così longeva che è stata un caposaldo per intere generazioni di barlettani, è solo una sensazione di infinito rammarico perché, se è vero che “tutto scorre”, ultimamente non sembra che le cose scorrano realmente nella direzione corretta.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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