American Sniper, tra grande cinema e limite del racconto

L’ottantaquattrenne icona statunitense torna a parlare e a far parlare di sé, e lo fa sfruttando l’ancora del cinema di guerra, genere a cui Eastwood è legato a doppio filo, anche come interprete. Perché il Clint cineasta e il Clint di “Dove osano le aquile” non possono in alcun modo prescindere dal Clint idealista, e dal suo pensiero politico. Spesso le pellicole dell’ottuagenario californiano vivono della linfa e del tessuto sociale statunitense, ed “American Sniper” costituisce in quest’ordine di idee, conferma e smentita. Trattasi di un opera d’origine autobiografica (tratta dalla biografia omonima di Chris Kyle) sviluppata e vissuta con gli occhi del celebre cecchino americano, assassinato nel 2013. Il buon Eastwood ci arriva dopo l’esperienza del dittico “Flags of our fathers” – “Lettere da Iwo Jima”.

Nel pensiero dell’uomo senza nome, di Leoniana memoria, la decostruzione dell’ideale eroico e patriottico dell’America percorre la linea protesa alla demistificazione di un culto cieco ed assolutorio. Punti di vista e vibrazioni, depravazione e amarezza della pochezza umana che Eastwood inscena senza alcuna vergogna, pur non rinunciando alla spettacolarità di alcune sequenze. Autore poliedrico e regista intelligente, il californiano si confronta quindi adesso con materiale già scritto (e non è la prima volta, se pensiamo al recente “Invictus”, film del 2009).

“American sniper” non è però compiutamente opera di ampio respiro, ma il sunto di una visione strettamente personalistica. Si colga dunque la differenza non sottile tra questo ed alcuni dei suoi precedenti lavori. Nel teatrino d’ombre cinesi allestito dal cineasta, ogni inquadratura è propria di una visione individuale parzialmente efficace. Ragioni e giustificazioni, moventi e propensione al dramma si metabolizzano e si dissolvono nelle azioni sullo schermo, ma rimangono chiuse nell’alveo del “raccontato”.

Non specula , quindi, il Chris Kyle di Clint Eastwood, e non specula a maggior ragione la cifra stilistica della pellicola, che rimane ancorata allo sviluppo del dato esistenziale del singolo in scena. americansnipermovieE dunque ne risulta una prima parte lenta, forse volontariamente ovattata, che annega nel paradosso del rigore scenico, cosa senz’altro nuova a chi si avvicinasse a questa pellicola con la pretesa o il ricordo di uno Spielberg o d’un Michael Bay d’annata (il pensiero corre a “Salvate il soldato Ryan” e a “Pearl Harbor”).

Si potrebbe contestare il tutto anteponendo alle tesi esposte il concetto per il quale in un’opera cinematografica- derivata che si rispetti, la fedeltà al testo è un elemento imprescindibile. Ma sarebbe un grosso errore non notare come l’intero film, compresa la recitazione di un palestrato Bradley Cooper, giovi e non poco dei concitati 50 minuti finali.

Ed in quel contesto Eastwood può liberarsi totalmente della retorica e didascalica presentazione di Kyle, dando vita ai volti sullo schermo con sequenze straordinarie, permettendosi il lusso di un cenno di caratterizzazione psicologica con l’uso del primo piano negli attimi precedenti una Mogadiscio in piena regola, muovendo impercettibilmente le inquadrature e dilatando i silenzi ed i tempi scenici in uno spettacolo in cui, per pochi ma significativi attimi, battiti e immagini cavalcano il medesimo destriero.

Voto: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)half star

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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