Van Gogh è tornato a vivere durante i 75 minuti di spettacolo andato in scena ieri sera al Teatro Curci di Barletta e in replica anche questo pomeriggio alle ore 18:00.

Alessandro Preziosi, infatti, si è calato in una magistrale interpretazione del genio della pittura, per una resa scenica ricca di emozioni, riflessioni e perché no, anche di colpi di scena.

La follia del pittore olandese, dunque, è solamente la punta dell’iceberg: il testo, accuratamente scritto da Stefano Massini, è una vera e propria esaltazione della psiche dell’uomo e non dell’artista, che vive i suoi giorni lontani dalla gloria che in realtà meriterebbe.

L’odore assordante del bianco, questo il nome dello spettacolo, è una contraddizione vivente: uno dei pittori più grandi degli ultimi tempi viene, in un certo senso, umiliato e sopraffatto da eventi più grandi di lui. Il vero emblema dell’intera pièce andata in scena, quindi, è tutto racchiuso lì: nella sinestesia del titolo.

Un Alessandro Preziosi particolarmente in forma, dunque, ha poi contribuito ad avvicinare lo spettatore all’uomo, riuscendo, attraverso le sue parole, a far immedesimare la platea al proprio stato d’animo. Van Gogh (l’attore si è calato così tanto nella parte che sarebbe difficile chiamarlo diversamente), si mostra per la prima volta al pubblico sdraiato per terra e in preda alla sua follia. Circondato da quell’assordante bianco che lo attanaglia, il pittore appare in scena mentre si rotola, muove e rantola.

La ricerca dei colori tanto cari all’artista si sviluppa durante tutto lo spettacolo: anche la scenografia, curata da Marta Crisolini Malatesta, riproduce sulle pareti il quadro Campo di grano con volo di corvi, ma in bianco.

La sua ossessione nei confronti delle tinte non ha mai fine: L’odore assordante del bianco si conclude solamente quando il palcoscenico viene riscaldato dalla tanto agognata luce gialla. Solamente così, dunque, Van Gogh ha la possibilità di tornare a fare ciò che meglio gli riesce: utilizzare la variopinta tavolozza tanto amata.

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