Il ricorso al cartaceo sta per lasciare spazio in via definitiva alla telematizzazione.

E’ l’INPS ad annunciare tale novità con messaggio datato 27 luglio.

Tuttavia, al fine di garantire la più ampia informazione in merito alle nuove modalità di presentazione delle domande, è previsto un periodo transitorio entro il quale sarà ancora possibile il ricorso al cartaceo e precisamente fino al 27 ottobre, data quest’ultima a partire dalla quale dovrà dirsi definitivamente addio all’obsoleta modalità.

Analizziamo in cosa consistono l’assegno di maternità e i predetti riposi, a chi spettano e  quali sono gli esclusivi  canali attraverso i quali le domande potranno essere presentate.

L’assegno di maternità

L’assegno di maternità è una prestazione previdenziale a carico dello Stato, erogata direttamente dall’INPS, ai sensi del D.Lgs 151/2001 art. 75, per ogni figlio nato o per ogni minore in affidamento preadottivo o in adozione.

La domanda deve essere presentata entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso del minore in famiglia in caso di affidamento o adozione.

Per poter ottenere l’assegno sono necessari la residenza in Italia e la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione Europea.

Ai cittadini extracomunitari è richiesto il possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

 

L’importo dell’assegno viene rivalutato ogni anno sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati e quantificato sulla base dei salari medi convenzionali che l’Istituto pubblica annualmente sul proprio sito.

I riposi giornalieri per allattamento

I riposi giornalieri per allattamento sono permessi orari che vengono riconosciuti alle lavoratrici madri dipendenti in caso di parto, adozione e/o affidamento, durante il primo anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.

I riposi ammontano a due ore al giorno in caso di orario lavorativo pari o superiore alle sei ore; ad un’ora se l’orario di lavoro è inferiore alle sei ore giornaliere.

E’ importante sottolineare che tali riposi possono essere riconosciuti a favore del padre in caso di morte o grave infermità della madre o in caso di abbandono del figlio da parte di quest’ultima.

Ulteriori situazioni legittimanti la richiesta da parte del padre, lavoratore dipendente, sono l’eventuale rinuncia della madre (lavoratrice dipendente), nonché il caso in cui vi sia affidamento esclusivo del figlio al padre.

Infine, i riposi spettano al padre se la madre, pur lavorando, non ha diritto agli stessi perché ad esempio libera professionista.

Affinché i riposi possano essere riconosciuti è in tutti casi necessario, sia per la madre che per il padre, che sia in corso il rapporto di lavoro dipendente e che vi sia stata fruizione del congedo di maternità.

Come dovranno essere presentate le domande di assegno di maternità e quelle per riposi giornalieri da ottobre?

Da ottobre, abbandonato il cartaceo, le predette domande potranno essere presentate unicamente attraverso i canali indicati in questi giorni dall’INPS:

  • Tramite il servizio on line, collegandosi al sito inps.it. A tal proposito il cittadino dovrà utilizzare il PIN.
  • Chiamando il n° 803.164 (da telefono fisso) o il numero 06164164 (da cellulare), con tariffazione a carico dell’utenza).
  • Rivolgendosi ai patronati ed in tal caso al cittadino non è richiesto il possesso del PIN.

L’INPS chiarisce che l’eventuale certificazione medico-sanitaria, necessaria all’istruttoria, dovrà essere fornita in originale o, nei casi previsti dalla legge, in copia autentica, direttamente allo sportello oppure a mezzo raccomandata.

Alla luce delle predette novità, si invitano le neo mamme ma anche i papà, alla consultazione del sito www.inps.it per un corretto esercizio dei propri diritti.

 

 

 

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