ABA…Metodo, Metodologia, Approccio , Procedura ??. Che cosa si intende per ABA?

autismo

ABA è l’acronimo di Applied Behavior Analysis, tradotto in italiano con Analisi Comportamentale Applicata, ed è la scienza applicata (JABA, 1968) che deriva dall’Analisi del Comportamento (Skinner, 1953).

L’Analisi Comportamentale Applicata, promuove  interventi tesi a migliorare comportamenti socialmente significativi (Baer, Wolf e Risley 1968; Sulzer-Azaroff e Mayer, 1991), dimostrando che l’intervento è responsabile del cambiamento.

Analisi Comportamentale Applicata e autismo sono un binomio da almeno trenta anni anche se l’analisi comportamentale applicata non nasce proprio con l’autismo ma come metodologia per il recupero delle disabilità intellettive ed evolutive in genere. L’analisi comportamentale applicata è diventata popolare anche in Italia negli ultimi 15-20 anni. Nelle linee guida della  Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, SINPIA 2011, si suggeriscono gli approcci comportamentali. È giusto ricordare che ABA per l’autismo è stata convalidata da diversi istituiti/enti nazionali ed internazionali tra cui: l’ Ente Istituzionale Statunitense per la Salute Mentale NIMH e l’Istituto Superiore della Sanità (https://www.stateofmind.it/2018/03/aba-applied-behaviour-analysis-autismo/).
Diverse ricerche hanno appurato che un intervento precoce migliora la prognosi per i bambini con autismo, che iniziano il trattamento prima dei cinque anni (Fenske, Krantz, McClannhan , 1985; Lovaas, 1987). Non esiste però un’età per la quale ABA è considerata inefficace.

I casi di autismo in aumento determinano un’alta richiesta di personale che possa applicare ABA. E’ necessario a questo proposito precisare che non ci si può improvvisare “specialisti ABA”. Le figure professionali che applicano ABA sono analisti del comportamento, assistenti analisti e tecnici comportamentali. Ognuno ha precisi compiti e competenze e per ottenere il titolo, deve frequentare percorsi di studio diversi. E’ opportuno che il case manager, in quanto non prende in carico il singolo bambino, ma l’intero sistema familiare con tutte le dinamiche annesse che gravitano attorno all’accettazione e all’elaborazione di una diagnosi di autismo abbia competenze specifiche. Il coinvolgimento dello psicologo nel trattamento dell’autismo può essere declinato su diversi ambiti d’intervento: dalla valutazione funzionale, propedeutica alla messa a punto di un progetto individualizzato, all’analisi funzionale, necessaria per affrontare i frequenti problemi comportamentali, alla consulenza sulle modalità di conduzione del trattamento e sulle strategie d’intervento, all’intervento diretto con la persona e la sua famiglia. Anche questo ruolo molteplice viene riconosciuto nei documenti di indirizzo internazionali.l’Educating Children With Autism(National Research Council, 2001) in più punti traccia il ruolo dello psicologo come mediatore e facilitatore. 

Immaginiamoci, quindi, una piramide dove al vertice si colloca l’analista del comportamento, sotto l’assistente e sotto il tecnico. Il master in analisi del comportamento di secondo livello, permette di acquisire il titolo di analista del comportamento che è colui che fornisce le indicazioni cliniche ed è il case manager che fa le supervisioni sul progetto. L’analista del comportamento può essere certificato al Board americano e allora si parla di BCBA.

L’assistente all’analista del comportamento è colui che ha un diploma di master di primo livello e supporta l’analista nelle applicazione delle indicazioni cliniche e non può fare ciò che compete ad un analista del comportamento. Anche l’assistente può sostenere la certificazione al Board americano e allora si parla di BCaBA. Il tecnico comportamentale infine applica le procedure suggerite.

Queste precisazioni sono importanti per la tutela del soggetto al quale si applicano le strategie.

E’ importante quindi ricordarsi che ABA non è un metodo ma l’applicazione di una scienza che va applicata con coscienza perché eventuali danni si riversano su soggetti che sono già in difficoltà.

 

Baer, D. M., Wolf, M. M., & Risley, T. R. (1968). Some current dimensions of applied behavior analysis. Journal of Applied Behavior Analysis, 1, 91‐97. 

 

Fenske, E., Zalenski, S., Krantz, P., & McClannahan, L. (1985). Age at intervention and treatment outcome for autistic children in a comprehensive intervention program. Analysis and Intervention in Developmental Disabilities, 5, 49‐58.

 

 

Lovaas, O. I. (1987). Behavioral treatment and normal educational and intellectual functioning in young autistic children. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 55, 3‐9. 

 

Skinner, B. F. (1953). Science and human behavior.

 

Sulzer‐Azaroff, B., & Mayer, R. (1991). Behavior analysis of last changes. Fort Worth, TX: Holt,   Reinhart & Winston, Inc

 

Buone prassi per l’autismo (2019). Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi

 

 

 

 

Chiara Ferrari

Psicologa, Analista del Comportamento BCBA

 

Erica Lacerenza

Psicoterapeuta, Analista del Comportamento

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