A tu per tu con il fashion designer barlettano Ruggiero De Santis – Parte I

Eravamo rimasti al Gos in Fashion dove sir De Santis era ospite alla conferenza stampa di inaugurazione dell’evento. Il grande – per la sua carriera ancora in evoluzione – e giovane – per i suoi 30 anni – talento della nostra città che ha fatto della sua passione per la moda un lavoro ma anche la sua esperienza di vita, ha catturato la mia attenzione per il suo essere così eclettico e poliedrico.

Basti notare il suo percorso artistico: dopo la maturità studia fashion design all’istituto Marangoni di Londra, lavora per dei brands prestigiosi da Alexander McQueen a Burberry, insegna a Shangai alla Mod’Art International, due fiere al Pitti di Firenze e Berlino, per non parlare del suo nome apparso sulle riviste di moda più importanti, amante della cultura giapponese, ha girato il mondo, insomma chi più ne ha più ne metta. Ma approfondiamo il nostro incontro, una chiacchierata molto piacevole e amichevole di vari argomenti, iniziando dai suoi attuali progetti:

Quest’inverno è uscita una nuova collezione del marchio 11/UN-DICI venduto in giro per l’Italia e all’estero collaborando con Gallerie La Fayette. ora sto lavorando con uno progetto personale ma non svelo tanto, perché deve ancora uscire”. La produzione avviene in Puglia ma i canali di comunicazione dove possiamo conoscerlo e contattarlo sono sia il suo sito al momento chiuso per rinnovo e Facebook in cui ha tantissimi amici, soprattutto del settore, in giro per il mondo che lo seguono e sanno già dei suoi progetti. Nonostante sia tornato da poco da Milano molti buyers sono in attesa della sua nuova collezione di t-shirts con delle illustrazioni fatte a mano perché “la cosa che mi diverte – dice –  oltre a lavorare nel reparto sartoriale uomo che è una cosa molto specifica, tecnica, di nicchia, ho anche realizzato t-shirts più commerciali e divertenti e felpe con parole anche volgari ma che sono piaciute tantissimo”. Inoltre sempre su Facebook si può vedere un suo album dedicato alle sue illustrazioni di persone che ammira e che gli ispirano. Non a caso gli domando appunto a cosa si ispira e lui risponde che può essere qualsiasi cosa: “Un film o un libro, non mi faccio ispirare dalla moda, non la seguo e non sono un fanatico, al massimo la anticipo: è così sin da piccolo, gli altri mi seguono. La mia persona e il mio stile sono in continua evoluzione sicuramente mi son fatto ispirare a qualcosa, si è cosi bombardati da tante immagini che è impossibile non farsi influenzare ma non sono un cinese che prende e copia, c’è il mio tocco e chi mi conosce lo sa. Cerco di creare qualcosa che  sia vicino al mio gusto anche se mi reputo ancora agli inizi”.  Prima di “11/UN-DICI” ha realizzato due collezioni per Two Italian boys e, nel frattempo, ha seguito altre aziende perché fa anche consulenza di immagine e di cataloghi. Al Gos in Fashion mostrarono gli abiti creati da lui per l’inverno scorso e sono: l’Abito a Salopette indossato al pitti per la collezione Two Italian Boys dove fu fotografato da Scott Schuman il più importante blogger di moda The Sartorialist, la Giacca Zaino che permette una volta levata di tenerla sulle spalle proprio come uno zaino grazie alle bretelle create appositamente, indossata al Gos, il  “3 Pezzi”  – gilet, giacca a bottoni con le tasche e pantalone a sigaretta e il Trench giallo disegnato per Two Italian Boys, immortalato da celebrità come il noto calciatore Pirlo. Ma avendo così tanto da fare, avrà il tempo per gli hobbies e sports? “Mi piace fare pilats e yoga, mi faccio seguire da un personal trainer quando posso e quando sono libero però il mio hobby preferito è viaggiare, ho girato il mondo: Giappone, Cina, America, l’Europa l’ho quasi vista tutta, ti permette di fare ricerca” e per il suo lavoro direi che è più che azzeccato. Adora l’arte a 360 gradi: dalle mostre agli spettacoli teatrali, danza inclusa, infatti sta collaborando con un ballerino di Milano nel ruolo di drammaturgo, cercando di comporgli un’opera teatrale di danza contemporanea.

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