A Barletta contenuti i danni provocati dal punteruolo rosso

Sono definiti tecnicamente “incoraggianti” i risultati degli interventi manutentivi del verde pubblico volti a contrastare l’infezione – per la quale, com’è noto, non è stata ancora individuata una cura totalmente risolutiva – del cosiddetto “punteruolo rosso” che minaccia il patrimonio delle palme in città.

Il punteruolo rosso, o Rhynchophorus ferrugineus, è originario dell’Asia sudorientale e della Melanesia, dove è responsabile di seri danni alle coltivazioni di palma da cocco. A seguito del commercio di esemplari di palme infette, raggiunse negli anni ottanta gli Emirati Arabi e da lì si diffuse in Medio Oriente (segnalata in Iran, Israele, Giordania e Palestina) e in quasi tutti i Paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo, compresa l’Italia, in cui ha avuto modo di diffondersi rapidamente dal 2005 in tutta la Penisola.

L’infestazione da punteruolo rosso può essere a lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata. I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato “ad ombrello aperto”. Nei casi più gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per cui la pianta appare come “scapitozzata”. Nello stadio terminale della infestazione si produce un vero e proprio “collasso” della pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare.

Qui a Barletta, in cui il parassita ha colpito già numerosissime palme, un primo trattamento biologico a base di nemotadi, eseguito a tappeto ad opera della BarSA tra il 27 e il 30 gennaio scorso e completato tra il 10 e il 13 marzo, ha interessato 438 esemplari di palme Phoenix Canariensis, 210 Washingtonia e 290 Chamaerops, per un totale di 938 palme presenti in strade e piazze cittadine.
Un secondo trattamento mirato è stato eseguito tra il 14 e il 20 marzo su 295 palme del tipo Phoenix Canariensis.

Da inizio aprile è stato avviato il posizionamento di trappole e cattura massale per il monitoraggio dell’infestazione del punteruolo adulto.
L’efficacia dei trattamenti è monitorata con attenzione, ed è già stato ipotizzato un altro trattamento a tappeto entro la prima decade di giugno su tutto il patrimonio palmizio presente in città.
L’Amministrazione rinnova l’appello a quanti possiedono palme in aree private affinché provvedano agli opportuni interventi diretti in modo da contrastare il rischio di contagi.

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