5 miliardi di tagli per il Meridione. D’Amato: “Daremo battaglia”

Tagli

“Doppia stangata in arrivo dall’Europa per il Sud Italia, almeno 5 miliardi di tagli” a lanciare l’allarme è l’europarlamentare tarantina del M5S Rosa D’Amato, componente della Commissione Sviluppo Regionale del Parlamento europeo.

La Commissione europea ha, infatti, presentato le linee guida della riforma della politica di coesione che verrà presentata a maggio: ci saranno tagli almeno del 5% al budget rispetto alla programmazione 2014-2020. Alle Regioni più povere d’Europa verranno dunque diminuiti drasticamente i trasferimenti dei fondi europei. Su 42 miliardi di euro che può contare adesso, le Regioni più povere (principalmente Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo e Lazio) potrebbero perdere fra i 2 e i 3 miliardi di euro. Questa cifra comprende anche i tagli dei fondi previsti per gli agricoltori di tutta Italia. Inoltre, nell’ambito della riforma delle politiche strutturali, la Commissione intende dirottare ben 21 miliardi di euro (circa 2,4 per l’Italia) destinati nella programmazione attuale alla coesione economica, sociale e territoriale per rivolgerli ad altri obiettivi come, ad esempio, privatizzazioni del sistema sanitario, riforma sistema pensionistico o Jobs Act.

“Per l’Italia ed in particolare per il Meridione sarà una vera e propria mazzata. – commenta D’Amato (M5S) che annuncia battaglia al Parlamento europeo – Anziché aiutare e sostenere le aree più povere, la Commissione a trazione tedesca taglia le risorse programmate e invece di tagliare gli sprechi, come la doppia sede del Parlamento europeo e le pensioni privilegio ai parlamentari europei, si tagliano gli aiuti ai cittadini bisognosi. Un’assurdità, l’unica politica europea realmente redistribuitiva corre il rischio di essere seriamente depotenziata, sia nell’attuale che nel nuovo quadro regolamentare.”

L‘europarlamentare evidenzia come il voto del 4 marzo abbia dimostrato che i cittadini non vogliono queste riforme strutturali calate dall’alto che servono solo alle multinazionali per limitare ulteriormente i diritti dei cittadini e che, non hanno nulla a che vedere con la ratio della politica di coesione. “Siamo assolutamente contrari – prosegue l’europarlamentare pugliese – a tutte quelle misure che intaccano il Welfare State, inclusi gli interventi sul mercato del lavoro, mentre siamo aperti a discutere le misure relative al miglioramento sulla capacità amministrativa o alla lotta all’evasione fiscale. Chiediamo alla Commissione di ascoltare le richieste e gli appelli che arrivano dall’Alleanza europea per la coesione (in rappresentanza di 100 regioni, 70 città e province, fino a rappresentare circa il 93% della popolazione europea) che ha raccolto ben 4.000 firme contro questa controriforma europea. Faremo di tutto – conclude – anche grazie alla forza che arriva dai cittadini italiani, per trasformare questa Europa in una terra in cui nessuno rimarrà indietro”.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here