25 anni di sacerdozio di Padre Saverio Paolillo e il suo compleanno

Il 30 settembre 2014, Padre Saverio Paolillo, missionario comboniano in Brasile, nativo di Barletta, celebrerà il 25° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, avvenuta il 30 settembre 1989.

Lo ha ricordato egli stessi in un breve comunicato ai suoi amici sparsi un po’ in tutto il mondo: “Desidero ringraziare il Signore per essersi fidato di me e per prendersi cura della mia vita e tutti voi per il vostro appoggio fraterno. Vi aspetto a uno di questi appuntamenti”: 18/09 a Vitória dello Espírito Santo – Brasile; 28/09 a Santa Rita – Paraíba – Brasile; 19 ottobre a San Paolo – Brasile; 28 dicembre a Barletta – Italia – Parrocchia sant´Andrea.

Di seguito, si propone un profilo biografico di Padre Saverio, da cui viene fuori la figura di un religioso che, in nome del Vangelo della Carità che è Gesù Cristo, si è fatto da sempre vicino ai poveri, agli ultimi, soprattutto bambini e ragazzi, difendendone a diversi livelli e con forza, rischiando anche per la propria vita, la dignità.

Padre Saverio è nato a Barletta il 16 settembre 1962. Qui ha frequentato la scuola elementare. Durante la quinta elementare ha avuto la possibilità di incontrare un missionario comboniano reduce dall’Africa, rimanendo affascinato per la vocazione missionaria. Ha cominciato a corrispondere con i missionari e nel 1973, con soli 11 anni, ha chiesto di entrare nel seminario minore dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, a Troia, in provincia di Foggia. Dopo tre anni delle medie, è stato trasferito nel seminario di Bari, dove ha frequentato il liceo classico. Nel 1981 è passato al Postulantato di Firenze, dove ha studiato filosofia presso l’Istituto Teologico Fiorentino. Nel 1983 ha fatto il suo ingresso nel noviziato di Venegono Superiore in provincia di Varese e il 25 maggio del 1985 ha fatto la prima professione religiosa non l’emissione dei voti di povertà, castità e obbedienza.

Subito dopo lo professione religiosa è stato destinato a San Paolo, in Brasile, per completare gli studi teologici. Nella periferia della grande metropoli brasiliana, ha lavorato nella promozione umana dei poveri ammucchiati nelle favelas, dedicandosi soprattutto ai bambini abbandonati. Nel 1986, con l’aiuto di un gruppo di volontari, ha aperto una casa di passaggio per le ragazze prostitute e nel 1989 è stato uno dei fondatori del “Centro di Difesa dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti”. Terminati gli studi di teologia a San Paolo, nel giugno del 1989 è stato chiamato in Italia.

Ordinato sacerdote il 30 settembre 1989, è stato destinato a Verona, dove ha lavorato come redattore del “Piccolo Missionario”, una rivista missionaria per bambini e adolescenti. Dal 1993 è giornalista pubblicista.

Nel 1993 ha chiesto ed ottenuto di ritornare in Brasile, ancora una volta a San Paolo, dove ha lavorato come direttore di “Alo Mundo”, rivista missionaria per bambini e adolescenti, e coordinatore del “Centro di Difesa dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti”. Sono stati anni difficili, di persecuzione e minacce. Autore di diverse denunce di tortura da parte della polizia su minori, è stato varie volte arrestato e minacciato di morte. Per garantire un futuro migliore ai ragazzi e alle ragazze, ha creato corsi di formazione professionale e numerose altre iniziative.

Nel 1998 è stato trasferito a Serra, nello stato dello Spirito Santo, a oltre mille chilometri a nord di San Paolo. Trovandosi anche qui di fronte a situazioni  di grande miseria, ha fondato vari centri di appoggio all’infanzia maltrattata e impoverita. Attualmente coordina la Pastorale dei Minori dell’Arcidiocesi di Vitòria, dirige il “Projeto Ciadado” e il “Progetto Legal”, due centri che accolgono durante il viaggio 300 bambini e adolescenti, e una “Casa di accoglienza” per ragazzi abbandonati. Due volte alla settimana le carceri minorili e si occupa del reinserimento nella società dei ragazzi che escono dal carcere

Il 25 agosto  2011è  stato a Bogotá, in Colombia, su invito della Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), per descrivere la situazione delle carceri minorili di Vitória dello Spirito Santo a seguito di un processo aperto da lui e dai suoi collaboratori, culminato il 25 febbraio 2011 con l´imposizione al Brasile da parte della Corte di adottare misure cautelari per garantire l’integrità fisica  e psicologica degli adolescenti rinchiusi nel carcere minorile di Vitória dello Spirito Santo.

Nel dicembre 2012, a cura dell’Onu, è stato presentato un libro omaggio relativo a dieci militanti di diritti umani minacciati, tra cui lo stesso Padre Saverio

Il 22 agosto 2013 il Governatore dello Stato dello Spirito Santo, ha consegnato alla RET AICA (Assistenza Integrale ai Bambini e agli Adolescenti), coordinata dallo stesso religioso comboniano.

Dai primi mesi del 2014 opera nel comune di Santa Rita nello stato della Paraiba nel caldo nordest brasiliano. Abita in un quartiere povero con fratel Francesco d´Aiuto, occupandosi di tre attività: la difesa e promozione dei diritti umani attraverso il Centro di Difesa Dom Oscar Romero; l´economia solidale con la Cooperativa di riciclaggio e la Pastorale dei Minori con la fondazione del Progetto Legal.

Su Padre Saverio sono stati pubblicati tanti articoli e scritti. Qui si vuole ricordare il volume “Lettere dalla strada. Storie, esperienze, riflessioni dal Brasile nell’epistolario di un missionario comboniano”, a cura di Riccardo Losappio, Editrice Rotas, Barletta 2002, da cui è tratta la seguente riflessione del sacerdote:

Tutta la mia vita,

negli anni trascorsi a San Paolo, e ancora oggi,

è tutta vissuta sulla strada.

Io mi considero un prete di strada!

Tutto il mio lavoro è sempre essere sulla strada.

Se noi apriamo la Bibbia, è sulla strada

che sono avvenuti i principali incontri di Dio con l’umanità.

E non qualunque strada!

Sono soprattutto

le strade malfamate,

le strade percorse dai briganti,

le strade percorse dalle prostitute,

le strade percorse dalle persone abbandonate;

sono i corridoi dei commissariati,

i corridoi e le celle delle carceri,

sono i corridoi degli ospedali

dove giacciono gli ammalati abbandonati a se stessi,

sono le baraccopoli,

sono i cortisus,

sono tutte quelle situazioni disumane.

E, come prete di strada,

devo celebrare la messa ventiquattro ore al giorno sulla strada..

La strada diventa l’altare su cui io celebro la messa

della mia donazione ogni giorno.

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