21 dicembre: Barletta e il Servo di Dio Fra Dionisio

Fra’ Dionisio, al secolo Fabio Antonio Filisio, nacque nella celebre città marinara pugliese di Barletta nel 1682 da una povera famiglia di solidi principi cristiani. In giovane età, dopo aver aiutato suo padre Domenico di professione arrotino, entrò come fratello coadiutore tra i Minori Cappuccini presso il convento di S. Maria delle Grazie, ubicato nella periferia di Barletta, dando inizio al noviziato il 9 ottobre 1703. Sulle orme di san Francesco d’Assisi, condusse una vita sobria e poverissima e in tutta umiltà, tesa solo al raggiungimento della perfezione cristiana.
Fu molto dedito alla vita di preghiera: trascorreva molte ore in adorazione ai piedi del Tabernacolo. Nel contempo fu anche molto tentato dal demonio. Testimonianze dell’epoca raccontano che una volta, dopo aver reagito con tutte le sue forze alla tentazione, ebbe uno slancio mistico, nel quale gli apparve la Beata Vergine (di cui era molto devoto) che lo consolò e gli concesse di baciare il bambino Gesù.
Agli inizi della vita religiosa, al giovane fra’ Dionisio, in qualità di fratello laico, gli fu affidata la mansione di aiutare il fratello cuoco in cucina. Ben testimoniato è, inoltre, il suo ufficio di andare in giro per la città di Barletta e dintorni a chiedere le elemosine e buona parte di ciò che riceveva lo dispensava ai poveri, tanto da meritarsi l’appellativo di “Cercatore benefico”. Interveniva nelle situazioni familiari per ristabilire l’armonia, cosicché, tutti coloro che ricorrevano a lui, ricevevano pace e serenità. Attesta di lui un suo confratello: “Provvisto provvide, arricchito arricchì, generosamente ricevette e generosamente dette, per quasi cinquant’anni, quel che riceveva, tanto potea dire di non poter essere insensibile al grido di dolore che saliva a lui dal tugurio cui si fermava questuando”. Ritenuto già santo in vita, per la tanta stima e benevolenza che riscosse in convento e soprattutto tra il popolo, possiamo affermare che fra’ Dionisio, più che frate cercatore, fu un frate “cercato”.
Sono tanti i miracoli che costellarono la sua esistenza terrena. Ci sono moltissime testimonianze che raccontano di guarigioni di bambini e di ammalati, profezie e parti ben riusciti grazie all’intervento del Servo di Dio.
Nel 1755 l’umile frate, colpito da una violenta malattia, attese sorella morte il 21 dicembre dello stesso anno: aveva 73 anni. Tutta Barletta pianse la morte del “frate santo”.
Fu sepolto nel cimitero dei frati, fiancheggiante il convento. La sua fama di santità, essendosi conservata intatta nel tempo, anzi, aumentando sempre più, portò nel 1855 all’effettuazione della ricognizione del suo corpo, presente l’Arcivescovo di Trani. Fu tumulato all’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie (oggi Santa Maria degli Angeli).
In seguito alle vicissitudini del regime di soppressione anticlericale degli ordini religiosi del XVIII sec., i Frati Cappuccini furono costretti a lasciare con grande sofferenza anche il convento di Barletta. Voluti con insistenza dalla popolazione della città pugliese nei primi del ‘900, appena edificarono il Santuario dell’Immacolata, fu premura dei frati traslare dall’antica chiesa conventuale le venerate spoglie del loro confratello. Ciò avvenne nell’agosto del 1938. Questa traslazione fu un ulteriore atto di riconoscimento plebiscitario della fama di santità di cui ancora gode il Servo di Dio.

Per maggiori informazioni e per conoscere meglio Fra Dionisio http://fradionisiodabarletta.blogspot.it/

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