“Noraneko Produzioni”, un giovane team milanese, lavora per portare sul web la nostra storia, con una serie, dal titolo “13“, che promette di tradurre in immagini tutto il fascino di una vicenda che ha in sé una grande carica simbolica: la Disfida di Barletta.

La prima cosa che sorprende di questi ragazzi è lo spirito, la loro enorme voglia di scommettere sulle proprie capacità e l’incredibile ambizione testimoniata da ogni inquadratura nel loro lavoro. Cogliere il potenziale di un episodio storico forse rimasto troppo a lungo intrappolato tra le mura delle biblioteche e nei meandri di libri impolverati, vuol dire colorare di contemporaneità la sfida tra i 13 cavalieri italiani e i 13 francesi, restituendogli la ribalta della telecamera a 41 anni da Il soldato di ventura.

Noi di BarlettaNews, dopo averli introdotti pochi giorni fa, abbiamo intervistato questo fantastico gruppo di videomakers ed ex studenti di cinema, per scoprirne propositi, progetti, speranze.

 

Buongiorno, ragazzi. Parlateci di “Noraneko Produzioni”: qual è il vostro sogno nel cassetto, in qualità di giovani videomakers ed ex studenti di cinema?

Ci siamo avvicinati durante la scuola, ognuno con competenze diverse, con l’intenzione di darci una mano l’un l’altro nel realizzare i nostri progetti. Noraneko è nata solo per dare un nome a questo aiuto reciproco, ma oggi il nostro “sogno nel cassetto” è diventare a tutti gli effetti una società dedicata alla produzione di video commerciali e parallelamente a progetti indipendenti. In sostanza, vivere facendo ciò che ci piace.

 

La web serie come nuovo canale dell’audiovisivo: come giudicate questo fenomeno e dove lo ponete nel contrasto odierno tra televisione e cinema?

Internet è stato un oceano blu in cui tutti hanno avuto modo di esprimersi. Non è differente per i videomakers; anche loro hanno avuto modo di potersi esprimere liberamente producendo e divulgando quello che volevano. Questo ha creato tanta competizione e cose di dubbio gusto – e magari anche le nostre lo sono – ma anche infinite nuove idee, che non avrebbero mai trovato spazio in altri media. Oggi anche la pubblicità va ad attingere molto in questo senso, e tante sono ormai le web serie o web sitcom brandizzate. Per noi, comunque, rimane il modo più libero che un autore ha di raccontare una storia.

"13" Serie sulla Disfida 2 -barlettanews

 

Veniamo adesso ad Ettore Fieramosca e alla Disfida. Raccontateci come e quando siete stati stuzzicati dall’idea di trasporre in immagini questo episodio storico tanto romanzato e cosa vi ha colpiti del suo significato politico?

Alcuni di noi sono sempre stati appassionati del genere storico ed hanno sempre fantasticato di girare un film in merito prima o poi. (Alessandro Lovecchio, regista) “Non ricordo esattamente come ho conosciuto la disfida ma probabilmente è stato per caso, guardando un vecchio film di Bud Spencer. Mi avevano incuriosito due cose; non c’era Terence Hill ed era ambientato nel rinascimento. Era un film commedia degli anni 70 e si chiamava “Il soldato di ventura”. Facendo ricerche ho scoperto la vera storia della disfida ed ho passato l’anno seguente documentandomi, leggendo il romanzo di Massimo d’Azeglio, guardando un altro film del 1938 (con protagonista Gino Cervi) ed iniziando un adattamento personale della vicenda. Nell’estate 2016 sono poi venuto a Barletta per visitare il centro storico, la Cantina della sfida e il Castello Svevo. Ed esattamente a settembre del 2016 abbiamo iniziato a muoverci per sceneggiare i primi episodi, arrivando poi a girare le 3 scene del teaser a maggio 2017. I significati politici della disfida possono essere molteplici; nello specifico, può essere tradotta come la prima vera dimostrazione di coscienza italiana. La serie “13” vuole poi elevare la disfida a punto chiave della storia d’Italia, andando a terminare ***SPOILER*** appena prima della battaglia di Cerignola.”

 

I Borgia, I Medici, Vikings, Black Sails, solo per citarne alcune; L’ambientazione storica può rendere “13” una storia paradossalmente moderna, stante l’autentica fioritura di questo genere di produzioni, soprattutto in ambito televisivo?

È esattamente così. Secondo noi la Disfida può essere non solo una vicenda storica di Barletta, ma un pezzo di storia d’Italia da raccontare su larga scala. Abbiamo iniziato a raccogliere il budget online perché vogliamo innanzitutto far vedere il potenziale di questa storia, ma grazie all’aiuto di tutti, degli enti e di altre case di produzione interessate, potremmo davvero aspirare a far diventare la Disfida una serie allo stesso livello dei titoli che hai citato.

 

Il dualismo che contrappone Ettore Fieramosca al transalpino Guy de La Motte offre spunti letterari e di sceneggiatura notevoli, soprattutto nel tratteggio che accomuna, non senza il rischio di cadere nel facile stereotipo, il francese all’arroganza e l’italiano alla volontà di preservare l’onore del nascente spirito italiano. Che posizione prende “13” sul contrasto tra due personalità tanto diverse e come avete scelto di caratterizzare i due antagonisti?

Quando parlavamo dell’idea a qualcuno veniva spesso citata, scherzando, la “testata di Zidane” o la classica melodia di Seven Nation Army. Francesi e italiani hanno sempre avuto una storia di rivalità, negli ultimi anni soprattutto in ambito sportivo, e su questo certamente giocheremo. La Motte odierà Ettore per tante ragioni, ma forse la più umana è l’invidia. Vede in Ettore un uomo inferiore ma di inspiegabile talento e ne farà una questione personale. Ettore dal canto suo non sarà senza macchia, un uomo giusto ma ancora giovane e per questo un po’ sbruffone. Entrambi si renderanno però conto che il grado militare e le origini non contano, e che si è sempre tutti pedoni della scacchiera di qualcun altro.

"13" Serie sulla Disfida 3

 

Ci rivolgiamo adesso ad Alessandro Lovecchio, al timone e alla regia di questo interessante e audace progetto. Alessandro, quali sono i tuoi modelli nell’approccio alla ripresa e quali fonti, film o registi, se ci sono, ti hanno ispirato stilisticamente?

Sono convinto che qualsiasi adattamento debba essere equilibrato, ma che debba anche prendere una direzione precisa. Non puntiamo a cercare di accontentare tutti, altrimenti la serie non avrebbe spina dorsale. Con questa serie sulla disfida, vogliamo realizzare qualcosa che sappia attrarre un pubblico trasversale. L’approccio alla ripresa non può essere mai uguale e può dipendere da tanti fattori, per esempio economici/produttivi; si pensa ad una scena come la si vorrebbe, per esempio con 100 comparse a cavallo in armatura completa, ma poi il budget permette di chiamare solo 10 persone e l’approccio alla ripresa cambia. Si deve ripensare alle inquadrature e far in modo che quelle 10 sembrino 100, e ci sono tanti trucchi per farlo. Sembrerà banale, ma sono cresciuto con i B movie anni ottanta, i fantasy ed i blockbuster americani. Solo a scuola ho iniziato ad apprezzare i classici della storia del cinema. Ma forse va bene così perché, come ho detto prima, nelle cose ci vuole equilibrio. Se dovessi citare qualche autore contemporaneo a cui mi ispiro, direi sicuramente Christopher Nolan e Edgar Wright.

 

Avete dimostrato di credere nel mezzo del crowdfunding: ritenete il rapporto con questa nuova forma di finanziamento solo una tappa di passaggio nella vostra carriera di produttori?

Certamente no: sarà sempre il modo migliore per qualsiasi progetto indipendente di trovare il suo pubblico. Ci sono stati casi, anche recenti, di interi film finanziati tramite piattaforme crowdfunding. Però contiamo che non sia il solo modo. Anche per questo progetto speriamo che la raccolta che stiamo facendo grazie ad Ulule, la piattaforma a cui ci siamo affidati, possa attrarre anche enti e produttori del settore che riconoscano le potenzialità di “13” ed abbiano voglia di investire anche cifre maggiori per la crescita dello stesso.

Si può contribuire alla realizzazione della serie con una donazione tramite la pagina internet https://it.ulule.com/13webserie/. Sperando che “13” riscuota l’appoggio e il successo che merita, salutiamo il team di Noraneko e auguriamo loro buona fortuna, per questo e per i prossimi progetti. 

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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