“Un millimetro più in là”, un saggio sul ruolo della cultura

A Cialuna il direttore di Radio Tre Rai, Marino Sinibaldi

Il ruolo della cultura al tempo di Internet: un tema che potrebbe dare adito a facili pessimismi e che invece merita una riflessione sugli aspetti positivi che sottendono ai cambiamenti, come la storia insegna. Se ne è occupato uno che fa della comunicazione il suo lavoro quotidiano:  Marino Sinibaldi, direttore di Radio Tre Rai,  ideatore della trasmissione Fareneith, ha presentato ieri sera a Cialuna il suo libro “Un millimetro più in là – Intervista sulla cultura”, a cura di Giorgio Zanchini, edito da Laterza. “Il nostro è un tempo dominato da una forte contraddizione – ha detto Sinibaldi conversando con il Dirigente del Liceo Classico,Giuseppe Lagrasta – perché da un lato l’accesso alla cultura è molto più libero rispetto al passato, dall’altro questa quantità maggiore di conoscenze non ha prodotto fiducia, anzi ci ha spostato, appunto, solo di un millimetro più in là, come dico nel titolo”.

E invece, ha ribadito più volte l’autore, la cultura, anche se si modifica nelle forme e nelle modalità di fruizione, non deve perdere il suo potere di cambiamento nei confronti del mondo.  Ai 5 piaceri, propri delle idee,  citati da Gustavo Zagrebelsky nel suo saggio sulla cultura come funzione fondante della nostra Costituzione, (il piacere del conoscere, del risolvere, del comprendere, del progettare, del sognare), Sinibaldi ne aggiunge due, quello di combattere, cioè di criticare l’esistente,  e quello di condividere. “Condividere non è semplicemente connettere, ha chiarito Sinibaldi, precisando che “il rischio della rete è il venir meno del concetto di responsabilità, del rispetto dell’altro”. Un esempio felice di condivisione, secondo l’autore, è proprio il fenomeno Wikipedia, un’enciclopedia libera, fatta da persone che offrono le proprie conoscenze in anonimo e in assoluta gratuità, elementi entrambi inspiegabili in una società dominata da impulsi di protagonismo e interessi economici”.

Insomma l’invito è a non demonizzare la Rete, perché, anche se  la scomparsa della centralità del libro è drammatica per l’umanità, ogni cambiamento all’inizio è sembrato negativo, persino la scrittura. Dobbiamo, insomma imparare a sfruttare le potenzialità dei mezzi che la tecnologia ci offre, per esempio la possibilità di accedere, nell’immediato, alle informazioni, è vero che può abituare a non esercitare più la memoria, ma può anche essere occasione per acquisire altre informazioni; “l’importante è, come dice il filosofo Edgar Morin, che ci sia una testa ben fatta e non solo una testa piena”.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here