“Storie di vita vissuta”, la storia che non si legge sui libri

Una performance teatrale in ricordo dell’eccidio del 12 settembre 1943

In tempi di pre-serate quasi obbligatori che precedono le varie febbri del sabato sera, cerchiamo di far luce sulle iniziative che la nostra città propone, ma che troppo spesso non divulga sufficientemente e adeguatamente, lasciando molti barlettani alla solita lamentela: «Qui non c’è mai nulla di diverso da fare». Quest’affermazione però non corrisponde alla realtà. Sabato 30 ad esempio, presso la Sala Athenaeum, il Gruppo Filodrammatico Teatro-Animazione della Ce.S.A.Coo.P. Arte ha offerto al pubblico la possibilità di visionare gratuitamente “Storie di vita vissuta”, una performance teatrale in ricordo dei 70 anni dall’eccidio del 12 settembre 1943. Quel tragico giorno in cui i soldati tedeschi fucilarono senza pietà undici vigili urbani e due netturbini lungo il lato sinistro dell’Ufficio Postale che oggi porta ancora i segni di quel massacro.

L’intento di Maria Antonietta Di Bitonto, Gennaro Antonio Capriuolo, Valentina Rizzi e Francesco Matera è stato quello di portare letteralmente tra il pubblico i pensieri e gli stati d’animo che i barlettani hanno vissuto in quei giorni maledetti. Sono riusciti a mostrare al pubblico quella parte di storia che non trova posto nei libri o nei manuali perché non condita da grandi nomi o grandi battaglie. E così, attraverso le loro parole, si scopre che Barletta dopo i bombardamenti dell’antenna del porto, fu isolata praticamente da tutto: a poche ore dall’armistizio e dall’idea di una pace illusoria, divenne una città pronta per essere rasa al suolo in assoluto silenzio. Nello scompiglio generale c’è chi grida di andare al palazzo delle poste ed è così che ci si ritrova sul palco, allestito con due sole lenzuola oblique che simboleggiano per l’appunto la visione distorta della storia, che ognuno modifica a suo piacimento. Si scopre, infatti, che gli interventi di salvataggio spesso non sono menzionati o vengono del tutto eclissati perché a quel tempo risultavano in contrasto col potere, con il Duce, con Hitler, con la violenza che dettava legge.

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La storia invece è proprio quella vissuta dagli uomini tra le strade delle città, o meglio di ciò che restava delle città. Uomini che si trasformano in vittime, talvolta in carnefici, la cui essenza è simboleggiata da una coperta militare posata per terra. Una coperta che a sua volta rappresenta la storia e per questo viene tirata da entrambi i lati. In questa storia di vita vissuta trova posto il gesto eroico di Addolorata Sardella che, dopo un turbine di pensieri, incertezze e paure, decise di salvare il vigile Francesco Falconetti, unico superstite dell’eccidio delle poste. Un atto d’amore nell’orrore della guerra che è valso alla signora Sardella la medaglia d’onore al valore civile.

La performance è terminata con la visione di una video-intervista alla signora Nicoletta Marino, testimone degli scempi della Seconda Guerra Mondiale quando i suoi occhi erano quelli di una bambina ancora troppo piccola per assistere ad un inferno in cui trovavano posto solo grandi fughe, rifugi, e migliaia di lacrime versate. Con quel velo di paura che non abbandona nessun sopravvissuto alla guerra, Nicoletta racconta alla nipote di come a Barletta si riusciva a sopravvivere solo quando si saccheggiava il castello, che allora fungeva da deposito di vivande per i soldati. Racconta di come tantissimi cittadini cercarono di salvare i soldati italiani giunti in città, fingendo che fossero loro figli. Ricorda le ore in cui con altra gente si ritrovava distesa sul pavimento per sfuggire ai colpi dei fucili tedeschi o la paura di quando il fratello scendeva in strada per riempire i secchi d’acqua. Terrore che siamo abituati a ricondurre ad altri contesti o personaggi famosi e che invece è stato vissuto sulla pelle dei nostri concittadini che nei giorni 10, 11, 12 e 13 settembre del 1943 hanno vissuto sul filo del rasoio sperando di sopravvivere anche solo un’ora in più.

 

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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