“Petali di Rose”, piccola grande storia di una donna

Antonio Caradonio racconta la vita di Rose Montmasson, l’unica donna presente nella Spedizione dei Mille

Silvia Grima

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La Storia, si sa, racconta le imprese dei vincitori, dei protagonisti, e spesso non si preoccupa dei personaggi secondari, delle tante figure silenziose che con il loro lavoro in ombra, hanno contribuito ad imprimere una svolta ai grandi eventi. Eppure di loro non resta traccia nei libri e forse nulla mai ne sapremmo se queste tracce non riemergessero, nelle pieghe della casualità, grazie alle ricerche degli appassionati . E’ il caso della storia di Rose Montmasson, moglie di Francesco Crispi e a lui legata per lunghi anni, ma soprattutto unica donna a partecipare alla Spedizione dei Mille. La sua straordinaria vicenda, individuale e storica, è stata raccontata dal medico barese Antonio Caradonio nel romanzo “Petali di Rose”, presentato ieri sera alla libreria “La penna blu”a Barletta.

Il racconto attraversa un arco di tempo che va dal primo incontro di Rose Montmasson con Francesco Crispi a Marsiglia, fino alla prima guerra mondiale e anche ai giorni nostri perché, in un intreccio di storia e invenzione, saranno quattro studenti a ritrovare il diario in cui la donna raccontava quanto aveva vissuto. “L’artificio, di manzoniana memoria, del manoscritto ritrovato – dice l’autore – non è solo un omaggio al genere del romanzo storico,tipicamente ottocentesco,ma mi è servito per indicare metaforicamente i miei destinatari ideali,i giovani, A loro è affidato il compito di conoscere la storia nella sua verità e soprattutto una pagina così importante come quella del Risorgimento, scritta in gran parte da giovani”.

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Il titolo fa riferimento ai versi che a Rose dedicò l’ambasciatore inglese a Roma, Lord James Rennell of Rodd quando, nel 1911, trovò al monte dei pegni il diario della donna. “Spesso queste storie tornano a galla per circostante del tutto casuali- continua Caradonio – proprio come è capitato a me, quando a Firenze ho notato la targa di una via dedicata a Francesco Crispi e a Rose Montmasson, unica donna a far parte dell’impresa garibaldina. E’ stato questo ad incuriosirmi”. Già, una donna. Una donna che, come tante, ha sostenuto il suo uomo con il suo lavoro e i suoi sacrifici e poi di lei non si è saputo più nulla. Rose, che per amore di Crispi e dell’Italia adottò il nome italiano di Rosalia, (e questo nome si legge oggi sulla sua lapide) fu infatti abbandonata dal suo uomo quando le posizioni politiche dei due si allontanarono al punto da non essere più conciliabili, dopo che Crispi aderì a idee monarchiche e filogovernative mentre lei rimase fedele agli ideali garibaldini.

Servendosi anche degli elementi tipici della detective story (nella cornice che racconta la ricerca di documenti segreti, come il patto con cui l’Italia, alle soglie della prima guerra mondiale, si accordò con Francia e Inghilterra nonostante l’alleanza con Austria e Germania), l’autore riesce ad incuriosire anche il lettore meno avvezzo al genere storico, nella consapevolezza, come ha concluso lo stesso Caradonio “che è necessario parlare ai ragazzi, risvegliare in loro l’amore per la storia e per il proprio passato”.

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