“Non è come appare”: l’altra faccia della Puglia

Giuseppe Di Pace presenta il suo romanzo noir a Cialuna

Si può riuscire a spiegare perché un commissario di polizia, ad un certo punto della sua vita e della sua carriera, decide di scrivere un romanzo? Ha provato a farlo Giuseppe Di Pace, in un incontro ieri presso la libreria Cialuna, nel quale ha presentato il suo romanzo noir “Non è come appare”.

Di Pace, che vive a Bari ma è originario di Margherita di Savoia e di fatto barlettano, come ha tenuto a precisare nel corso della presentazione a cura di Riccardo Filograsso, è infatti vice questore della Polizia di Stato, dopo aver diretto per molti anni il Gabinetto di Polizia Scientifica della Puglia e aver girato l’Italia con vari incarichi di responsabilità nella Polizia.

Il dato pugliese sembra un vantaggio iniziale, quasi una carta in più per chi si accinge oggi a scrivere questo genere di romanzo. “Certo la Puglia – ha detto lo stesso Di pace – potrebbe essere un palcoscenico privilegiato, anche se “confrontarsi con due giganti come Carofiglio e De Cataldo non era facile”. Senz’altro anche il lavoro in Polizia rappresenta un osservatorio particolare, eppure l’autore racconta che per scrivere ha dovuto togliersi la divisa, quasi dimenticare di essere un poliziotto. “Per noi i morti ammazzati non hanno nulla di letterario, sono fatica, sudore, paura di sbagliare; l’atto creativo è un’altra cosa”.

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La storia è nata in maniera quasi casuale, quando un giorno l’autore scopre che nel cuore di Bari, nel villaggio Trieste, vivono molte famiglie slave, oltre mille persone, profughi dai paesi Balcani dopo la seconda guerra mondiale. “Tutto questo dolore vicino casa nostra andava raccontato – continua Di Pace- e così ho deciso di costruirci una storia”. E la storia prende il via a Bari dall’indagine intorno all’omicidio di un barbone. Protagonista, il commissario Rinaldi che, incarnando  il tipico personaggio inquieto e problematico, “in lotta costante con il commissariato stesso, un po’ a metà strada fra Maigret e Montalbano” , riuscirà a risolvere il caso in un intreccio complesso che si sonda fra la Puglia e l’Estonia.

Sullo sfondo la città di Bari, oscura e spietata, che sfata l’immagine da cartolina di un Sud allegro e solare. “Non occorre certo scrivere un poliziesco per descrivere la società- dice Di Pace – ma nessuna opera d’arte si sottrae al ruolo quasi naturale di farci comprendere meglio la realtà. Volevo che il mio personaggio girasse per Bari e implicitamente raccontasse, in questo girovagare, quanta bellezza c’è nelle nostre città pugliesi di cui non siamo coscienti e che spesso, anzi, offendiamo”.

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