“Negano i diritti e svendono la città” recita la missiva giunta in redazione

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Di seguito pubblichiamo la lettera pervenuta in redazione a cura di Francesco Caputo (Collettivo EXIT), Michele Rizzi (Partito di Alternativa Comunista), Michele Pio Antolini (Attivista LGBT) e Movimento Homophobie Pour Tous Puglia

“Dopo quasi un anno e mezzo di amministrazione di centro-sinistra guidata dal Sindaco Cascella è ormai evidente che dietro ai vuoti proclami, alle promesse pubblicamente sbandierate e nei fatti costantemente disattese, dietro alla vacua eloquenza con cui si giustificano farragini burocratiche e procedurali, l’obiettivo dei partiti di maggioranza non è altro se non quello di galleggiare comodamente sul vuoto politico e sociale che attanaglia questa città. Non scuotere niente, non cambiare niente, e lasciare inalterata e libera di agire quella rete di interessi economici e di relazioni clientelari e di potere che da anni strangola e immobilizza il tessuto sociale cittadino. E per far ciò, per continuare a mantenere questo clima di immobilismo utile solo per chi da questa situazione ci guadagna, non si esita a scaricare sulle fasce più deboli della popolazione tutto il peso di una crisi economica che da anni ormai amplia le diseguaglianze economiche e sociali in tutto il territorio. Basta dare un’occhiata alle recenti azioni di governo del sindaco Cascella e del consiglio comunale per rendersi conto di questa tendenza. Da una parte l’amministrazione, con un’insolita celerità di azione, non si fa scrupoli ad aumentare le aliquote delle imposte comunali, aumentando la pressione fiscale a detrimento degli strati sociali meno abbienti; con altrettanta urgenza, unita alla tracotanza tipica di chi si arroga diritti non suoi trincerandosi dietro una facciata legalitaria e procedurale, si decide di svendere e alienare una parte del patrimonio immobiliare comunale, tra cui alcuni edifici con valore storico e culturale, cercando così di risanare debiti di cui la città non è responsabile tramite beni appartenenti all’intera comunità. Dall’altra parte, si mette in scena un tristissimo teatrino a base di incontri in commissioni che non producono nulla(a parte i gettoni di presenza pagati dalla collettività per i consiglieri comunali), rimpalli di responsabilità, ritardi, addirittura schermaglie verbali, non del tutto convincenti in realtà, tra esponenti della stessa maggioranza in merito ad alcuni basilari provvedimenti riguardanti il registro delle unioni civili, il regolamento sullo ius soli e sugli istituti di partecipazione. Delle semplici questioni di civiltà e di eguaglianza tra i cittadini, quali il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, omosessuali ed eterosessuali, tutelandone la dignità e il pieno rispetto o il riconoscere la cittadinanza agli immigranti di seconda generazione nati in Italia, sebbene rappresentino dei primissimi passi verso una strada ben più lunga, vengono trattati dal PD e dai partiti della coalizione con la mal dissimulata noncuranza e ipocrisia di chi è costretto ad ascoltare qualcosa a cui non è minimamente interessato. Un atteggiamento ancora più grave se si considera il semplice fatto che tali questioni erano addirittura chiaramente esplicitate nel programma presentato dalla maggioranza prima delle elezioni comunali. Il tema dell’allargamento dei diritti è una questione che disturba fortemente le gerarchie ecclesiastiche del nostro territorio a cui molti consiglieri comunali fanno riferimento. Oramai è evidente come i temi delle unioni civili e dello ius soli siano state utilizzate come mero strumento per racimolare qualche voto in più e dare una facciata moderatamente “progressista” a una coalizione che fin’ora ha seguito esclusivamente la via delle disparità, dell’austerity e della crisi usata come arma sociale. Tutti i partiti della coalizione di maggioranza sono a questo punto responsabili di un vero e proprio attacco ai diritti di tutti. Diritti civili, non riconoscendo le unioni di fatto e continuando a discriminare i migranti; diritti sociali, svendendo un patrimonio appartenente alla comunità; diritti economici, aumentando tasse e balzelli e punendo le fasce meno agiate della popolazione facendo sostenere loro il peso del debito. Lo spettacolo indecoroso che ha offerto l’amministrazione nel trattare questi temi rende evidente come l’attendere un chissà quale rinsavimento o chissà quale tipo di mediazione della classe politica nostrana per raggiungere degli obiettivi minimali di giustizia sociale e politica sia oramai vano. Come realtà sociali che da anni lavorano su questi temi, abbiamo perciò deciso di far partire un percorso di mobilitazione cittadina affinché vengano approvati i regolamenti in merito a unioni civili, ius soli, e istituti di partecipazione e che il regolamento sul piano di valorizzazione e alienazione dei beni immobili comunali sia del tutto stralciato perché mai discusso con la cittadinanza. Perché il tempo dei giochi di palazzo e delle recite pre-elettorali finisca, e prenda avvio una volta per tutte il tempo dei diritti per tutti, nessuno escluso”.

 

 

 

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