“La bella tarantolata nel grano”, commedia on the road alla scoperta della Puglia

Lo spettacolo, a cura del Teatro dei Borgia, rappresentato a La Vallisa di Bari

silviaCi sono almeno due Puglie: la Puglia da cartolina, quella delle grotte di Castellana e dei trulli di Alberobello, quella di Lecce e della notte della Taranta; e poi c’è una Puglia più segreta, quella del profumo del pane e dei paesini dell’entroterra salentino, una dimensione dell’anima, insomma, che va scoperta e vissuta lontano dagli stereotipi. La differenza fra questi due punti di vista è quella che all’inizio separa i due protagonisti de “La bella tarantolata nel grano”, commedia musicale ad opera del Teatro dei Borgia, rappresentata ieri sera a Bari presso l’Auditorium Diocesano Vallisa.

Lei è Bella, interpretata da Elena Cotugno: giovane e affascinante presentatrice televisiva, incarna il prototipo della donna moderna, tutta lavoro e carriera, è abile ed efficiente e odia gli imprevisti; lui è Paolo, interpretato da Giampiero Borgia, operatore televisivo, al contrario di lei, è disordinato e idealista. Lavorano insieme in una emittente televisiva della Svizzera dove conducono una trasmissione dedicata alla gastronomia. Ma la collaborazione e la convivenza sono molto difficili proprio a causa delle visioni diverse della vita. Per questo la decisione del Direttore dell’emittente di mandarli insieme in Puglia a girare un documentario, suona come una punizione. Soprattutto per Bella che deve adattarsi alle difficoltà di un viaggio lungo 2000 Kilometri in un pullmino Volkswagen degli anni 70 trasformato in camper e alla convivenza con Paolo che agli alberghi di lusso preferisce il campeggio, agli itinerari scontati, le mete più insolite.

Da Monte Sant’Angelo a Faeto, da Altamura a Bari, la Puglia ben presto si trasforma, da set televisivo, in occasione di riscoperta di sé, fino all’arrivo ad Uggiano dove l’incontro con la madre di Paolo, (interpretata da Michela Diviccaro), tipica donna meridionale, generosa, accogliente e ottima cuoca, segnerà per entrambi i protagonisti un punto di non ritorno: Bella, metterà in discussione le sue certezze e i suoi pregiudizi; Paolo, che finalmente conoscerà l’identità del padre, ritroverà se stesso.  Un cambiamento interiore che sorprenderà anche gli stessi protagonisti quando si accorgeranno di non essere poi così distanti, anzi di essere attratti l’uno dall’altra. Un lieto fine delicato per una favola tutta pugliese arricchita anche dalle musiche della tradizione eseguite da Papaceccio.

 

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