“Correvo con il cuore e con la testa”

L’idea di Barletta News dedicata a Pietro Mennea

originale

C’era una volta Pietro Mennea. Continuare questa fiaba potrebbe anche essere inutile, visto che ormai molti la conosceranno a memoria, o magari conosceranno dettagli a molti ancora sconosciuti; sia permesso almeno ricordare come questo giovane aspirante atleta di Barletta, allenato in quei primi anni della sua carriera dal professor Franco Mascolo e con un piccolo aiuto dell’allora Assessore allo Sport, Vittorio Grimaldi, approdò ad una delle sue prime, vere gare, una gara nazionale tenutasi a Verona intorno agli anni ’70. Giunto lì, la Freccia cominciò il suo folle volo, e da allora niente e nessuno è più riuscito a fermarla.
Pietro Mennea, l’uomo più veloce del mondo per 17 anni; oro olimpico nei 200 m alle Olimpiadi di Mosca del 1980; sportivo, filantropo, politico e, oltre tutti questi aggettivi, noi abitanti della Città della Disfida possiamo aggiungere anche concittadino.

Pietro Mennea era, è e rimane la Freccia del Sud, una delle personalità che più ha inorgoglito Barletta grazie alla sua carriera, alle sue imprese e al suo impegno, e la cui dipartita sembra ancora a tutti una specie di brutto sogno, nonostante sia quasi passato un anno dalla prematura morte dell’ex-atleta olimpionico.
Certo è che la città non ha dimenticato la sua persona, anzi! Nel corso degli ultimi undici mesi, molte sono state le iniziative prese per ricordare la figura di questo straordinario atleta, partendo da incontri, convegni, persino annulli filatelici per poi arrivare all’intitolazione dell’intera Litoranea di ponente, che a breve diventerà il “Lungomare Pietro Mennea”.
Eppure, c’è un limite molto sottile che separa la semplice e doverosa commemorazione da quelle che gentilmente potrebbero essere definite “esagerazioni” o che i più maligni potrebbero arrivare a chiamare “specchietti per le allodole”. Essendo un limite particolarmente effimero, è difficile stabilire con certezza quando lo si oltrepassa e quando invece ci si è contenuti. L’indizione di un “concorso di idee per la realizzazione di un monumento dedicato a Pietro Mennea” è uno di questi casi.

La Giunta, durante la seduta del 13 febbraio, ha infatti approvato, in vista del primo anniversario della scomparsa di Pietro Mennea il prossimo 21 marzo, un bando del concorso di idee per la realizzazione di un monumento in onore dell’atleta barlettano da collocare sull’attuale Lungomare di Ponente che prenderà proprio il nome del campione o in altro luogo proposto dal vincitore. All’autore sarà assegnato un premio onnicomprensivo di 3.000 euro, a mero titolo di rimborso spese. Una volta avviato l’iter, il vincitore, qualora in possesso dei prescritti requisiti, potrà essere incaricato della predisposizione del progetto esecutivo e della direzione dei lavori.
Come è possibile dedurre da quanto detto in precedenza, è più che giusto ricordare degnamente la figura di un uomo che, dal nulla, ha raggiunto l’eccellenza nel proprio campo e ha tagliato importanti traguardi non solo nello sport ma in molti altri campi. Eppure è impossibile fermare il sussurro di quella parte di coscienza più cattiva e critica che, incessantemente, bloccata in un loop senza fine, dice: è davvero necessario costruire questo monumento?

La cittadinanza ha accolto senza dubbio positivamente l’idea di questo concorso e, più in generale, della creazione di questo monumento in onore dell’illustre concittadino venuto prematuramente a mancare lo scorso anno, ma è davvero così saggio edificare un monumento, con tutti i costi che ne derivano, quando si potrebbero fare molte più cose per ricordare degnamente la Freccia del Sud?
Come già detto, il solo progetto del monumento verrà sostanzialmente a costare alle casse del comune tremila euro, poi andranno ovviamente aggiunti tutti i costi di produzione che porteranno al risultato finale. Un investimento non da poco per una cittadina che, insieme al resto del mondo (e purtroppo questa non è un’iperbole) sta fronteggiando una crisi su ogni possibile campo, da quello ambientale fino a quello politico. E sicuramente il Pietro Mennea che abbiamo conosciuto non sarebbe stato felice che tutti questi soldi venissero utilizzati per un monumento che, nella migliore delle eventualità, sarebbe diventato un’attrazione turistica.
Pietro Mennea è partito dal nulla ed è riuscito ad andare avanti nella sua carriera, no, nella sua passione e ragione di vita solo grazie alla forza di volontà e alla fiducia di tutti quelli che hanno creduto in lui, un ragazzo il cui massimo risultato era stato gareggiare con una Alfa Romeo per le strade della città!

Perché, invece di costruire questo monumento così ben accolto dalla cittadinanza, non utilizzare i fondi ad esso destinato per migliorare le infrastrutture sportive della città? Si potrebbe finalmente adeguare la pista di atletica dello stadio comunale, guarda caso intitolata proprio a Pietro Mennea; si potrebbero finalmente portare a compimento o quanto meno riprendere i lavori per la Piscina Comunale ,ultimando quindi la tanto acclamata quanto ancora piuttosto utopica ed evanescente “Cittadella dello Sport”, ricordando anche che le strutture appena citate andrebbero poi utilizzate dal neonato Liceo Sportivo che, ancora una volta per una strana casualità del fato, è intitolato alla Freccia del Sud in persona!
Perché quindi non usare quei fondi per aiutare effettivamente le tante, giovani promesse dello sport barlettano, fornendo loro luoghi e strumenti adatti per raggiungere l’eccellenza e poter immergersi nella propria passione in tutta sicurezza invece di puntare sempre e soltanto alla valorizzazione del patrimonio cittadino attraverso il turismo?
Il vero monumento degno di Pietro Mennea diventerebbe allora non una comune statua, ma l’essere riusciti a trasmettere alle giovani generazioni tutto l’ardore, il coraggio e la volontà che, a suo tempo, riuscirono a far diventare un giovane barlettano, la Freccia del Sud, una vera e propria leggenda dei giorni nostri.

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