What’s UP? I film italiani in uscita al cinema… dal 20 aprile

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Meno ricca dell’offerta internazionale, ma con spunti particolarmente accattivanti, la settimana “italiana” di What’s UP si segnala soprattutto per “Libere”, un documentario impegnato e necessario, e “L’accabadora” di Enrico Pau. Buona visione! 

Ciao amore vado a combattere   (20 aprile)

L’opera prima di Simone Manetti è un documentario che si fonde al film biografico, tessendo la narrazione sul vissuto di una donna. Chantal Ughi, ex attrice italiana, ha deciso di dedicarsi completamente allo sport in un momento difficile della sua vita. Trasferitasi in Thailandia, ha indossato i guantoni del Muay Thai per superare un trauma sentimentale. La sua straordinaria forza di determinazione l’ha condotta, contro ogni previsione, sul tetto del mondo per ben cinque volte. Divenuta una pluricampionessa, Chantal combatte ancora i suoi fantasmi. Manetti ha sicuramente imparato la lezione drammaturgica di Giuseppe Gagliardi, per il quale ha lavorato al montaggio di Tatanka, film sul mondo della boxe e della criminalità con Clemente Russo.  Nel suo lungometraggio è forse prevedibile un pizzico di adattamento alla finzione, un po’ di colore “oltre” la verità del tema e della vicenda.

L’accabadora   (20 aprile)

Proposta intrigante, quella di Enrico Pau. Il regista cagliaritano ci immerge in una storia intensa, dai profumi antichi, e dalle rimembranze di un’Italia vecchia e ormai sepolta dal progresso. L’accabadora, figura vicina ad una particolare forma delle tradizioni popolari isolane, era una donna incaricata di accompagnare verso la morte uomini e donne il cui destino era ormai segnato. A metà strada tra ancella della morte e figura dedita a realizzare una sorta di rituale di passaggio, il suo compito era socialmente accettato sotto il profilo cristiano, ma segnava la vita di chi riceveva questo “dono”. Così è per Annetta, donna trentacinquenne  che s’aggira in abiti scuri per il suo villaggio. Ma Annetta può avere un futuro, oltre il fardello di un antico rituale che sembra essersi cucito sulla sua pelle come un marchio? Sotto la direzione di Pau, un cast femminile di tutto rispetto: Donatella Finocchiaro, qui protagonista, chiude una specie di cerchio aperto con Terraferma, film di Emanuele Crialese. Il bisogno di cambiamento qui promana dal rifiuto di un ruolo imposto, più che dall’impossibilità di agire sul contesto sociale di riferimento, prologo dell’emigrazione. Accanto a lei ci sono Sara Serraioco, recentemente in sala con Non è un paese per giovani  e Carolina Crescentini. Da segnalare la presenza nel cast di Barry Ward, attore irlandese già interprete per Ken Loach.

Lasciami per sempre   (20 aprile)

Ritorno alla regia per Simona Izzo, qui alle prese con un inestricabile mosaico di personalità maschili e femminili, per la più classica delle commedie all’italiana: la festa del giovane Lorenzo si trasforma nel pretesto per riaprire vecchi conti in sospeso o ferite mai chiuse. È Viola (Barbara Bobulova), madre di Lorenzo, ad innescare questa bomba ad orologeria, invitando il suo ex marito, suo padre, il figlio del suo attuale compagno, Nikos, sorelle e cognati. Sarà l’occasione per tutti i presenti, tra i quali anche la nipote di Viola, il suo ginecologo e Yuri, fisico teorico, per confrontarsi con il proprio presente e passato, tra vecchie ruggini e nuove e agguerrite rivalità. Nei panni di Nikos troviamo il cantautore Max Gazzè, che ricorderete accanto a Rocco Papaleo in Basilicata coast to coast. Il resto del cast è composto da Maurizio Casagrande, Myriam Catania, Valentina Cervi, Mariano Rigillo e Marco Cocci.

Libere   (20 aprile)

Un documentario sulle donne e per le donne. La resistenza ed il femminismo, come figli di una stessa ribellione, portano la donna a reagire e a reclamare una rilevanza sociale e politica prima sconosciuta. Una chimera per la quale si battono persone diverse, identificando la libertà nazionale con la fioritura dei diritti. Ma l’Italia del dopoguerra, del trionfo del suffragio universale, ha davvero raccolto quelle premesse di uguaglianza ? Madri e figlie hanno potuto affrancarsi da una vita legata al focolare domestico? Costruito con filmati d’archivio, con donne partigiane che si raccontano attraverso la storia, Libere è un documentario diretto da Rossella Schillaci, che aveva già dato prova di grande sensibilità sul tema dellìuniverso  femminile in Ninna nanna prigioniera.

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