Scuola  M. D’azeglio, sopralluogo soprintendenza archeologica – Intervista a Marina Dimatteo

180

Dopo il cedimento di una porzione di solaio in un’aula al piano terra della scuola elementare M. D’Azeglio di Barletta e il j’accuse pubblico tuonato a gran voce da più parti -e in verità ancora alla ribalta dei media locali- la burocrazia accellera. E alla buonora verrebbe proprio da dire.

Intanto qualcosa di davvero rilevante è accaduto: lunedì 13 marzo e mercoledi 22 marzo di buon mattino tecnici del comune e funzionari della Soprintendenza hanno fatto visita al dolorante istituto scolastico.

La nostra testata, a distanza di qualche mese, torna ad accendere i riflettori sul caso. E per  conoscere lo stato dell’arte della campagna di indagini- avviata dall’amministrazione nell’immediatezza dell’accadimento che il 5 settembre u.s. ha interessato l’edificio che ospita la scuola elementare M.D’Azeglio- e dei saggi conoscitivi compiuti sino a questo momento, abbiamo incontrato l’assessore alle “politiche infrastrutturali e manutenzione del patrimonio pubblico” del comune di Barletta, architetto Marina Dimatteo.

Assessore, come stanno procedendo le indagini sull’intero plesso che ospita lo storico istituto scolastico della scuola elementare M. D’Azeglio? A quanto pare ci sono importanti novità. Giusto?

Le indagini presso lo storico istituto scolastico stanno procedendo. Si, ci sono delle novità di rilievo: il 7 marzo è giunta l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica a dare avvio al prelievo di campioni di materiali strutturali. Sotto la diretta supervisione di un archeologo nominato dal comune, così come richiestoci dalla Soprintendenza, e di un funzionario incaricato dallo stesso organismo, si è proceduto  al sopralluogo durante il quale sono stati esplorati gli ambienti da sottoporre ad indagini, programmate le operazioni da compiere e realizzati i saggi su cui indagare  relativi a porzioni di soffitto che erano già stati oggetto di attenzione da parte dei  tecnici incaricati dall’Amministrazione.

Quali saranno i successivi step necessari alla definizione di questa complessa fase? E i tempi?

Nel momento in cui l’amministrazione riceverà la documentazione necessaria per definire la tipologia di intervento da effettuare, saranno redatti gli atti propedeutici alla successiva pubblicazione della gara d’appalto e si procederà alla progettazione nonché alla conseguente realizzazione dell’intervento. Ci auguriamo che gli esiti delle indagini evidenzino la necessità di azioni minimali così da garantire la restituzione dell’edificio alle attività scolastiche in tempi brevi.

Completata questa corposa e certosina attività secondo l’iter dettato dalla Soprintendenza, cosa prevede il cronoprogramma dei lavori predisposto dall’amministrazione?

Il cronoprogramma prevede innanzitutto che una volta recepiti i dati di laboratorio dallo studio tecnico incaricato, occorreranno circa 30 giorni per la definizione degli atti tecnici.

Inoltre, prevede nel complesso la raccolta di dati quanto più possibile esaurienti in merito: in primis, rispetto ai materiali in corrispondenza delle connessioni tra strutture murarie principali, alle tecnologie costruttive, alle tessiture e tipologie dei materiali, ai dettagli costruttivi, alle informazioni qualitative sullo stato di conservazione e sulla presenza di difetti costruttivi; in secondo luogo, rispetto alla tipologia, alle dimensioni del piano di posa delle fondazioni esistenti; infine, rispetto alle caratteristiche meccaniche dei terreni di fondazione che saranno illustrate attraverso una relazione geologica progettuale.

Mi preme aggiungere che la maggior parte delle indagini richieste dal cronoprogramma sono già state effettuate. Inoltre, ad integrazione dello stesso, il funzionario della Soprintendenza archeologica ha espresso la necessità di effettuare altri due saggi oltre a quelli già autorizzati precedentemente.

Successivamente, conclusi i rilievi,  le parti di materiale prelevate dall’edificio verranno portate in laboratorio e sottoposte a indagini di carico strutturale. Inoltre,  i dati ricavati saranno elaborati dal calcolatore mediante apposito software e saranno oggetto della relazione finale che ci consentirà di definire con certezza il “male” di cui soffre la struttura al fine di individuare con precisione la tipologia di intervento da effettuare.

Oltre ai vincoli imposti dalla Soprintendenza che di fatto rallentano l’avvio delle operazioni di messa in sicurezza dell’edificio, quali altri ostacoli, burocratici e non, si potrebbero presentare?

Quando si lavora in edifici storici, si possono presentare eventi e situazioni impreviste tali da richiedere ulteriori approfondimenti da parte della Soprintendenza nell’ambito della propria supervisione determinati ad esempio dal ritrovamento di possibili reperti archeologici o dalla presenza di strutture preesistenti di cui non era possibile esserne a conoscenza preventivamente.

E ciò può verificarsi in gran parte degli edifici storici soprattutto nelle zone sotterranee.

Inoltre dovendo eseguire interventi strutturali bisogna misurarsi con le autorizzazioni del Genio Civile.

Alla luce del farraginoso lavoro che vi attende, è ormai acclarato che, anche per il prossimo  anno scolastico, l’istituto- da 80 anni luogo di formazione primaria per tante generazioninon sarà a disposizione degli studenti. E’ corretto?

Si, è corretto. Purtroppo, a fronte di quanto verificatosi il 5 settembre u.s., qualsivoglia intervento mirato alla rifunzionalizzazione della struttura scolastica dovrà prevedere delle specifiche attività di progettazione e la realizzazione di interventi necessari che non consentiranno la fruizione dell’edificio scolastico per il prossimo anno, come peraltro era già stato evidenziato in occasione delle risultanze emerse nelle prime indagini compiute sulla struttura.

Pertanto, al fine di ridurre il disagio della popolazione scolastica, sin dal primo giorno successivo all’evento occorso, l’amministrazione ha posto in essere molteplici misure, ordinarie e straordinarie, per rendere fruibile l’intero plesso scolastico Principe di Napoli che attualmente ospita la scuola D’Azeglio.

Inoltre, sempre in continuità con quanto si sta attuando per i plessi scolastici sopra menzionati, l’amministrazione comunale ha richiesto ed ottenuto una deroga ministeriale al vincolo del patto di stabilità per la definizione di specifici interventi su ulteriori sei edifici scolastici della città.

Trattasi di interventi  mirati alla riqualificazione dei plessi.

L’amministrazione avrà dunque la possibilità di utilizzare fondi di bilancio comunale -senza incidere sugli equilibri finanziari- grazie all’autorizzazione ottenuta dal Ministero della Economia e Finanze concessa soltanto per progetti con specifici requisiti. Aggiungo che la deroga ministeriale è stata ottenuta grazie all’intenso lavoro svolto dal settore Manutenzioni che per tempo ha provveduto alla redazione di progetti, schede e dati che hanno consentito la candidatura  dell’ente a questa misura accordataci dal Ministero.

In particolare gli interventi di cui sopra riguarderanno: lavori di manutenzione straordinaria rivolti alla scuola Fraggianni (€  350.000) ; lavori di efficientamento energetico destinati alla scuola Modugno (€   983.435); lavori di manutenzione straordinaria per scuola Principe di Napoli (€   521.505); lavori di adeguamento per le scuole medie (De Nittis e Baldacchini € 150.000  altri € 150.000 nel 2018); lavori di adeguamento palestre e aree esterne della scuola Manzoni (€  150.000  altri € 150.000 nel 2018); lavori di manutenzione straordinaria per la scuola Fieramosca (€   350.000);lavori di manutenzione straordinaria per la scuola Manzoni  (€    350.000). La somma messa a disposizione per la realizzazione dei complessivi interventi summenzionati è pari a € 2.854.940.

Quando ritiene di poterci fornire ulteriori aggiornamenti sulla vicenda che ha scosso, e non poco, l’intera cittadinanza che si è vista privare inaspettatamente di uno tra i più prestigiosi riferimenti scolastici?

Le indagini in corso a breve saranno illustrate in una relazione archeologia e, subito dopo l’elaborazione dei dati provenienti dal laboratorio, sarà oggetto di una relazione strutturale. Queste relazioni sono prodromiche a qualsiasi programmazione dei lavori. Gli esiti pervenuti all’amministrazione saranno tempestivamente comunicati così come le attività da intraprendere di conseguenza.

Grazie assessore. E buon lavoro

 

LASCIA UN COMMENTO