Intervista a Maria Campese: “Amministrazione Cascella tra le peggiori”

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Il Consiglio comunale di Barletta scrive da ben quattro anni pagine deplorevoli e desolanti per la città a causa degli “psicodrammi” che si consumano da sempre all’interno della maggioranza di centro sinistra.

Maggioranza che in questo breve percorso consiliare ha mutato il suo colore politico imbarcando esponenti provenienti dalle file dell’opposizione. E il tutto in barba a quel codice etico fortemente voluto da Cascella che, però, nel giorno successivo alla sua elezione a sindaco ha ridotto a carta straccia.

L’atteggiamento “schizofrenico” del primo cittadino che- pur avendo promesso spiegazioni pubbliche nel merito, di fatto non le ha mai fornite- ha fatto si che pezzi della coalizione che lo aveva sostenuto nel 2013 consentendogli di essere eletto, lo abbandonassero.

E’ ormai consolidato lo strappo che si è consumato tra parte del gruppo consiliare di Sinistra Unita e la fascia tricolore: delle ragioni di questo divorzio con addebito per Cascella, di quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale e della situazione politica locale ad un anno dalle elezioni del 2018, abbiamo parlato con la consigliera Maria Campese.

Consigliera, è trascorso circa 1 anno- o poco più- da quando lei e il consigliere Doronzo avete deciso, seppur a malincuore, non fare più parte della coalizione con cui Cascella si è presentato agli elettori nel 2013. Può spiegarci come sono andate realmente le cose?

<<Tutto ha avuto origine nel marzo 2015 con la bocciatura dell’adeguamento al PUTT da parte del consiglio comunale. Avendo per prima, pubblicamente, manifestato il mio dissenso a quell’atto, Cascella mi ha addebitato la responsabilità della bocciatura. Il momento della rottura da parte di Cascella si consuma sulla rivisitazione della giunta comunale ad inizi 2016: avevamo posto la questione etica che non potevano esserci in amministrazione l’assessore all’urbanistica e il dirigente al bilancio marito e moglie. Per difendere l’assessore il sindaco Cascella ed il PD decidono di estrometterci dalla maggioranza, reclutando soggetti in cerca d’autore dalle opposizioni>>

Lo strappo consumatosi all’interno della compagine di governo di centro sinistra ha anche sancito la scissione del vostro gruppo consiliare di appartenenza: un vero terremoto politico quello che ha interessato Giunta e Consiglio comunale nel gennaio 2016. Cosa è accaduto all’interno di Sinistra Unita?

<<Sinistra Unita è nata come lista elettorale nel 2013 e si è prefissa l’obiettivo di creare un luogo plurale in cui confrontarsi. L’obiettivo di unitarietà pur nelle differenze non è stato raggiunto perché hanno prevalso da parte di alcuni soggetti logiche personalistiche, amicali ed il vivere la politica non come progetto collettivo ma come strumento per il raggiungimento di obiettivi personali. Se poi si aggiunge che da parte di questi soggetti mancano la formazione e la strutturazione politica, il risultato è il gestire l’amministrazione con un profilo di basso cabotaggio. Ciò che è alla ribalta della cronaca in questi giorni parla proprio di questo>>

Lei con coraggio ha scelto di fare un passo indietro nel 2013 ritirando la sua candidatura a sindaco. E’pentita alla luce del trattamento che Cascella le ha riservato? In soldoni: lo rifarebbe?

<<Nel 2013 Cascella non lo conoscevo e mi sono fidata di ciò che si impegnava a fare: scardinare i potentati nel PD e garantire una buona amministrazione alla città di Barletta. Nei miei confronti si era impegnato a non fare varianti urbanistiche, a fare il PUG, a non dare spazio nelle liste a candidati che avevano firmato dal notaio per la caduta del sindaco Maffei. Alla luce del suo vero operato e alla manifesta incapacità politica ed amministrativa di Cascella, la scelta di ritirare la mia candidatura non la rifarei>>

All’indomani del voto espresso dal Consiglio comunale del 16 marzo 2015 –la proposta di delibera ‘primi adempimenti al PUTT’ fu bocciata anche grazie al suo voto contrario e a quello del consigliere Doronzo- lei dichiarò che “non si trattò di una espressione di sfiducia all’amministrazione”. E’ ancora di questo parere alla luce di quello che è stato il suo percorso politico in Consiglio comunale successivamente a questo accadimento?

<<Quando ho espresso il mio voto contrario l’ho fatto perché fermamente convinta, sulla base dell’esperienza, che la nostra città ha bisogno di maggiori vincoli e non di vincoli più blandi. La proposta dell’amministrazione di adeguamento al PUTT sanciva meno vincoli rispetto al PPTR in fase di entrata in vigenza. Quel voto l’ho espresso nel merito del provvedimento e non era una presa di posizione nei confronti dell’amministrazione, a cui davo il beneficio della buona fede. L’evoluzione degli accadimenti oggi mi fanno ricredere sul beneficio della buona fede. Del resto, atteso che il sindaco Cascella è ignorante in materia urbanistica, se fa le scelte fidandosi di una sola persona se ne assume appieno la responsabilità, visto che quest’ultima agisce in nome e per conto suo>>

Cascella da quel momento ha praticamente “dichiarato guerra” a lei e al consigliere Doronzo respingendo tutte le proposte e/o emendamenti a vostra firma: anche nel Consiglio comunale svoltosi il 20 marzo è stato respinto-e dal PD e dal centro destra- l’emendamento con cui il Comune di Barletta ha concesso gratuitamente dei suoli per due parrocchie al fine di far realizzare dei campi da calcetto. Cosa avevate proposto? E per quali ragioni, a suo parere, è stato cassato anche da parte dell’opposizione?

<<Avevamo proposto alcune modifiche alla convenzione ed una caratterizzazione più sociale degli interventi, rafforzando il carattere ‘non di lucro’ degli oratori. Per la precisione chiedevamo di cassare dalla convenzione, laddove si parlava degli obblighi del concessionario, la dicitura “impedendo l’accesso a coloro che non partecipano alle attività oratoriali”. Invece, il nostro emendamento è stato respinto. Di conseguenza, alle giostrine ricomprese negli oratori un bambino del quartiere non potrà accedervi se non prima autorizzato dalla parrocchia. Inoltre, abbiamo posto l’accento su quanto avviene talvolta negli oratori: seppur vincolati a non lucrare sulle attività che vi si svolgono, i campetti vengono sub-concessionati a privati che applicano tariffe esose, non certo sociali. Avevamo anche posto la questione della presa in carico di bambini segnalati dai servizi sociali comunali. Cascella e la sua maggioranza hanno bocciato i nostri emendamenti per presa di posizione: qualsiasi nostra proposta viene respinta a prescindere dalla bontà della stessa. Il centrodestra ha votato contro perché è caratterizzato da una cultura politica clericale e privatistica.>>

 Il 27 marzo Cascella ha portato a casa l’approvazione del bilancio di previsione: ritiene che il primo cittadino possa andare fiero di questo risultato, attese le modalità con cui lo ha conseguito?

<<E’ stato l’ultimo bilancio della sua gestione, votato ancora una volta da una maggioranza diversa da quella che lo ha eletto, ridotta comunque all’osso. In altre situazioni provvedimenti di bilancio sono stati approvati grazie al salvataggio in aula di trasformisti dell’ultima ora, senza una maggioranza. In altri tempi il sindaco si sarebbe dimesso. Per il profilo che Cascella si è dato in campagna elettorale avrebbe dovuto dimettersi per la verità quando ha cambiato, con un’operazione trasformistica, la sua maggioranza. Il sindaco Cascella non può essere fiero della sua gestione, non solo degli ultimi atti, ma di tutto il suo mandato>>

Lei ha sollevato numerose perplessità -nel merito e nel metodo di presentazione- non solo rispetto al documento politico per eccellenza di un’amministrazione bensì anche rispetto al DUP e al provvedimento sulle tariffe TARI. Può sinteticamente illustrarcele?

<<Per quanto attiene la TARI ho fatto rilevare, così come avevo già fatto nel 2016, che nella parte variabile della tassa rifiuti l’incidenza del quinto componente era maggiore degli altri componenti (il terzo figlio costa € 70 in più, mentre il primo, secondo figlio ed altri costano € 40 in più). Inoltre ho fatto rilevare che oltre ai rifiuti nella TARI è ricompresa l’igiene urbana: il piano di Barsa prevede attività che di fatto non vengono svolte così come riportate, come lo spazzamento manuale delle strade, la pulizia e la sanificazione dei cassonetti e altre attività ricomprese nel succitato piano. Per quanto attiene il DUP ho sottolineato che era unasequela di buoni propositi, di proclami: non veniva fatto un bilancio di quanto realizzato in 4 anni di mandato amministrativo e non vi era coerenza fra obiettivi prefissati e copertura finanziaria delle attività.

Per quanto attiene il bilancio, emblematico è il Piano triennale delle opere pubbliche che ripete per il 2017 le stesse identiche opere ricomprese nell’annualità 2016, a dimostrazione dell’immobilismo di questa amministrazione. L’unica variazione riguarda un incremento di ben € 350.000 (su un importo iniziale di € 1.150.000) per la realizzazione del canale H, aumento che l’amministrazione, in sede di discussione, non ha motivato. Abbiamo presentato un emendamento di spostamento nell’annualità 2017, anziché 2018, del rifacimento della copertura di Villa Bonelli, visto lo stato di degrado della struttura: pur con pareri favorevoli della dirigenza il sindaco Cascella e la sua maggioranza lo hanno bocciato.>>

Le elezioni amministrative sono ormai alle porte – manca appena un anno alla scadenza del mandato del sindaco- e la campagna elettorale è già ben che avviata da un pezzo: a suo parere quel che è rimasto della sinistra riuscirà a proporsi come valida alternativa al PD democratico che potrebbe nuovamente stravincere le comunali del 2018? 

<<Nella nostra città serve un moto d’orgoglio da parte dei cittadini. Il degrado civico, la caduta di tensione etica e morale sono il risultato di una cattiva gestione della cosa pubblica che ha come principale attore il PD, partito che fa incetta continua di fuoriusciti dal centrodestra e di soggetti in cerca d’autore, ma che non ha al centro della propria attività l’interesse collettivo bensì la coltivazione di orticelli e potentati personali. >>

Cosa farà Maria Campese da grande?

<<Ciò che ho fatto da quando ero una giovane liceale: continuerò nel mio impegno politico e civico, sempre a sinistra, sempre dalla stessa parte, a rivendicare diritti e cittadinanza per i più deboli. Un impegno che porterò avanti finché avrò passione politica e sarò fiduciosa che “cambiare si può”, da sempre convinta che “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso” (cit.Ernesto Che Guevara).>>

Grazie consigliera. E buon lavoro.

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