Gli uffici della Provincia tra omissioni, imprecisioni e scarsa memoria

74

 

Ho avuto il piacere (sia chiaro è ironia) di seguire il consiglio comunale di Barletta del 13 scorso e nell’incipit, è venuto fuori il “nuovissimo” problema di trovare un buco per la sede della Provincia BAT Settore Urbanistica, Assetto del Territorio, PTCP, Paesaggio, Genio Civile e Difesa del Suolo  Ufficio Relazioni con il Pubblico, oggi ubicati (in fitto) in piazza Plebiscito 34 e 35, che, dal 23 marzo prossimo, “in un’ottica di contenimento dei costi per il mantenimento delle funzioni istituzionali e operative sul territorio della BAT”, dovrà prendere baracca e burattini e traslocare, quasi sicuramente, nella vicina Andria che ha, prima ancora gli venisse chiesto, dato la propria disponibilità per trovare una soluzione “provvisoria” (come diceva Totò?…ah si “ma mi faccia il piacere”).  

Subito si è innescata, nell’assise consiliare, una reazione a catena che ha visto gli interventi di quasi tutti i consiglieri comunali i quali hanno, da una parte, evidenziato il colpevole ritardo dell’amministrazione comunale nella risoluzione di un problema che ha la sua origine in epoca abbastanza retrodatata e dall’altra hanno proposto soluzioni che sono state ritenute, dal Sindaco, irricevibili in quanto i siti individuati per allocare gli uffici, non possiedono i requisiti richiesti dalla legge per allocarvi strutture pubbliche.

La soluzione più gettonata l’ex Convento di S. Domenico.   

A questo proposito sono perfettamente consapevole che ognuno di noi legge, sui giornali, quello che più interessa ma specialmente i nostri amministratori, dovrebbero avere l’obbligo di seguire un po’ tutto quello che avviene nei territori di competenza, se vogliamo porla in questo modo. Se così fosse stato, avrebbero fatto caso al tantissimo inchiostro speso sulla “vita” di palazzo S. Domenico e sulla sua attuale inagibilità che lo porta ad essere chiuso a qualsiasi utilizzo (o no?) non si sa fino a quando, a Dio e … alle casse del comune, piacendo.

Questo in conseguenza di situazioni che hanno origine quasi quattro anni fa. Infatti il 24 ottobre 2013 l’amministrazione comunale si affrettava a comunicare, con molta e giusta enfasi, che “L’edificio (Palazzo San Domenico) è stato riconsegnato ieri all’Amministrazione comunale dalla società Consud che lo deteneva da oltre venti anni sulla base di una convenzione finalizzata ad attività che però negli ultimi anni non avevano avuto più seguito”. Ottimo! Purtroppo quel comunicato era incompleto nella sua parte, forse, più importante e cioè che quel palazzo, per il quale i miliardi di lire spesi in totale furono quasi 16 per il restauro e adeguamenti impiantistici, era stato riconsegnato in condizioni veramente deplorevoli.  

Questo nonostante nella convenzione ventennale, era inserita una clausola che imponeva alla Consud di riconsegnare l’immobile nelle medesime condizioni “strutturali ed impiantistiche” trovate al momento della consegna.    

Non è stata ancora quantificata in termini di spesa (soldi dei cittadini) e di indisponibilità della struttura (penalizzazione sempre dei cittadini) questa piccola “svista”, è certo però che in ambedue i casi l’incognita è grande e pesantissima.

Ergo, per l’ex convento di S. Domenico fateci una bella croce sopra per almeno 5 anni a voler essere ottimisti, ma  tanto ottimisti!

Quindi spero possano mettersi l’animo in pace, tutti quelli (Enti, associazioni, pseudo associazioni e organizzazioni di varia umanità ed improponibile provenienza alle quali il Sindaco, come dichiarato in consiglio comunale, avrebbe dato priorità qualora l’immobile fosse stato agibile, anche a discapito di un ufficio provinciale) che avevano individuato nell’immobile comunale la panacea a tutti i mali e la soluzione alla endemica mancanza di contenitori culturali.   

Detto tutto questo, preferite che sia ancora più crudo ? Palazzo S.Domenico by …by!

Unica voce (stonatissima) fuori dal coro, quella di un consigliere comunale il quale, nel suo intervento inutile ed offensivo nei confronti dell’intera Città di Barletta e della memoria di veri Barlettani quali Don Luigi Filannino, Pino Dicuonzo e il Senatore Borraccino, ha sbeffeggiato la Provincia Barletta Andria Trani chiamandola ente inutile e anacronistico (termine, ovviamente, non usato dal consigliere) ed ha considerata giusta la dislocazione di tutti gli uffici provinciali nella città co-capoluogo Andria che (lui) sente sua particolarmente.

Lontano da me il voler vestire i panni del vetero campanilista a tutti i costi ma permettetemi di citare il pensiero, pungente ma adattissimo alla circostanza, di G.B. Shaw che nel romanzo “Il maggiore Barnaba” affermava “Non sa niente e crede di sapere tutto. Questo fa chiaramente prevedere una carriera politica”.

Sin dai tempi della scuola, i professori e non solo loro, mi hanno ripetuto più e più volte la celebre frase “Historia magistra vitae” (Cicerone,De Oratore, II) e cioè la Storia è maestra di vita.  

Ahimé, però, con il trascorrere degli anni ho imparato, a mie spese, che o è la Storia poco propensa ad insegnare e farsi comprendere o siamo noi ( e parlo soprattutto di chi amministra la “cosa pubblica”) che la usiamo a nostro esclusivo ed interessato piacimento. Infatti la teoria della storia maestra di vita si basa sull’idea che conoscendo gli errori passati sia possibile non ripeterli in futuro ed anche trarre dei generali insegnamenti morali su come ci si deve comportare vedendo gli errori del passato come anche le cose ben riuscite.

Tutto questo dovrebbe essere la normalità, tanto più che nell’era della comunicazione globale e della alfabetizzazione diffusa, vi sono migliaia e migliaia di libri di storia (quanti ce ne sono…ma c’è qualcuno che li legge?) su più o meno ogni argomento. Tuttavia sembra proprio che tutti noi siamo sempre più ignoranti dell’argomento, soprattutto ( e la cosa gravissima è proprio questa) chi ci amministra.

Ma si, cosa ci importa, un ufficio in più o uno in meno, tanto i nostri cari amici vicini hanno portato via di tutto e …che vuoi che sia.

CONDIVIDI
Articolo precedenteFinanziamenti per interventi su scuole barlettane. Il Consiglio dei Ministri stanzia circa 3 milioni
Articolo successivoA quattro anni dalla morte di Pietro Mennea un incontro pubblico in suo ricordo
Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

LASCIA UN COMMENTO