Frecciarossa… perchè a noi no?

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Due anni di chiacchiere, di parole, di avvertimenti lanciati dai giornali, dagli utenti, dai sindacati, per rendersi conto, solo a fatto compiuto, che qualcosa è successo: mai una volta che ci sia chi se ne accorga prima. È il ritardo ad orologeria di un ceto politico, che spesso e volentieri si gioca su questi temi gran parte della propria credibilità.

Ritardi gravi di una classe politica, risucchiata in una sindrome da “Genius capovolto”, con effetti collaterali deleteri, che annullano l’intuizione o la trasformano, nei migliori dei casi, in un ritardo. E il ritardo della politica, si sa, su certe questioni fa più male dei ritardi snervanti di alcuni treni delle Ferrovie dello Stato e risulta goffo come il classico pesce fuor d’acqua.

Da domenica 11 dicembre 2016 il Frecciarossa arriva in Basilicata e a Taranto. Il servizio è svolto sulla base di un contratto con la Regione Basilicata che ne sostiene parte dei costi. A svolgerlo è il nuovo Frecciarossa 1000 Pietro Mennea la cui corsa ad Alta Velocità tra Milano e Salerno si prolunga fino a Taranto.

Il Frecciarossa parte da Taranto alle 5.48,  ferma a Metaponto (1.028 abitanti), Ferrandina (8.853 abitanti), Potenza (67.211 abitanti in tutto meno, molto meno dei quasi 100.000 abitanti di Barletta per non parlare dei 600.000, l’intera utenza del territorio), Salerno, Napoli, Roma Termini, Roma Tiburtina, Firenze, Bologna e giunge a Milano alle 14.40.

Questa nuova corsa Frecciarossa amplia l’offerta dei collegamenti di media e lunga percorrenza svolti da Trenitalia in Basilicata. Oltre agli Intercity, da giugno sono infatti attivi due collegamenti Freccialink (Freccia+Bus) per Matera e Potenza. 

Il treno non può viaggiare alla massima velocità perché i binari non lo consentono, ma permette di collegare Milano a Taranto in minor tempo e ai viaggiatori lucani di viaggiare verso Salerno e poi Roma, Firenze e Bologna su un treno di ultima generazione e senza fare cambi.

C’è stato un vero e proprio assalto al treno, nel senso positivo dell’accezione, perchè il successo che ha travolto il servizio sperimentale del Frecciarossa in terra lucana è stato al di là di ogni più rosea previsione.    

Un servizio fortemente voluto dalla Regione, ancora osteggiato da qualcuno, ma ormai amato dai lucani. Tanto da superare anche le più rosee previsioni.

La Basilicata ha praticamente cambiato volto. Dall’undici dicembre ai primi di aprile ad utilizzare il servizio sono stati ben 25mila 700 utenti. Una media di 220 passeggeri al giorno, saliti nella tratta che va da Taranto a Salerno, passando per le stazioni lucane di Metaponto, Ferrandina e Potenza.

Duecentoventi viaggiatori giornalieri! Un numero che supera di gran lunga le ipotesi che erano state fatte nei giorni precedenti all’avvio del servizio e che avrebbero consentito alla Regione di avere il treno senza aggravi economici. La previsione per il pareggio di spesa, infatti, era di 130 utenti.

Oggi, invece, i numeri superano la cifra di 90 unità “E non siamo ancora nel periodo estivo” spiega, mostrando tutto il suo orgoglio l’assessore regionale alle infrastrutture, Nicola Benedetto.

A questo punto sorge spontanea la domanda: perché il similare esperimento non viene effettuato nell’intero territorio della 6^ provincia? Vergognosamente siamo ancora fermi all’inqualificabile e incomprensibile decisione con la quale si è stabilito che il Frecciarossa non fermerà a Barletta perchè “ … Allo stato attuale Trenitalia non prevede ulteriori variazioni alla programmazione del collegamento in questione. Infatti, va considerato che, per quanto concerne i servizi ferroviari di media-lunga percorrenza, la stazione di Barletta è attualmente collegata con il centro nord con 15 coppie di treni e per l’esigenza di rispettare tempi di percorrenza tali da assicurare una maggiore corrispondenza tra “l’offerta” aziendale e la “domanda” delle maggiori località  attraversate”.

Signori, permettetemelo, un’emerita presa per il … fondo schiena. Servizi ferroviari sufficienti, rispetto dei tempi…ma quando mai se il Frecciabianca (omologo del Frecciarossa) che dovrebbe arrivare da Milano a Barletta alle ore 18,50 non giunge mai nella nostra città ( per pluri esperienze personali) con meno di 20 minuti di ritardo.

Diciamola tutta fuori dai denti, non abbiamo il Santo protettore (capace) che, come è successo per la Basilicata e per Termoli, interceda per noi presso le alte sfere celesti!

Peccato che questa penalizzazione fosse stata a lungo avvertita, argomentata e presentata dal mondo dell’informazione già da diverso tempo, quando circolavano i primi sentori dei tagli pensati dall’azienda di trasporti ferroviaria.

Il perché che arrovella la mente di tanti oggi, alla presenza dei vari faremo, diremo, ci riuniremo perché la fermata del Frecciarossa a Barletta è un diritto”, è: tutti questi difensori dei diritti delle nostre comunità, perché non hanno sfruttato la ghiottissima ed unica occasione capitata loro il 21 luglio scorso durante la seduta della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati mentre oggi, in prossimità di tornate elettorali varie ed eventuali, ci inondano di messaggini che principiano con il classico “Caro amico…” e terminano con “ricordati di me”?

Perché non si sono ricordati, loro, della popolazione ofantina quando hanno lasciato che fosse il solo onorevole Francesco Paolo Sisto di Forza Italia (grazie ed ancora grazie), a presentare una interrogazione con la quale spiegava come fosse “… inaccettabile che venga esclusa la fermata in una città capoluogo di provincia che conta un’utenza di circa 600mila utenti. Barletta è il secondo nodo ferroviario dopo Bari e non possiamo permettere che le scelte di Trenitalia continuino a penalizzare il territorio, la Puglia e persino la stessa Società. Per questo ho sollecitato il ministro Delrio affinché spieghi quali iniziative intende intraprendere al fine di porre rimedio a questa decisione incomprensibile”?

Eppure da più parti della società civile e dai rappresentanti di organizzazioni politiche e sindacali bipartizan, erano state lanciate richieste di sensibilizzazione fattiva presso i propri rappresentanti in Parlamento affinché, anch’essi, intervenissero nella importantissima seduta.

Oggi, a pochi giorni dalla “chiamata” alle urne, perché qualcuno dei partecipanti alla pugna non trova il coraggio, come il leone della favola “Alice nel paese delle meraviglie” e sbatte i pugni sul proverbiale tavolo per far provare anche a Barletta e al suo territorio se è in grado di sostenere i costi del passaggio di un Frecciarossa 1000 Pietro Mennea nella Città del Campione?

E non ci basterebbero, ovviamente, le false ostentazioni di ottimismo, di coloro che ci invitassero, come hanno fatto in precedenza a “ sperare e a non fasciarsi la testa, prima di rompersela”, visto che i tagli ventilati erano “solo presunti”.

Del resto, aveva puntualizzato, il politico di turno, “In caso contrario comunque garantiamo sin d’ora che ci attiveremo ad ogni livello, dalla Regione, al Parlamento, al Governo, per evitare qualsiasi penalizzazione dei cittadini delle nostre terre. Ma quando mai!

Signori, vi volete rendere conto con chi abbiamo a che fare ?

Chi viene ricordato per sempre non è colui il quale vince la medaglia d’argento o ancor peggio, quella di  bronzo, bensì chi sale sul gradino più alto del podio e speriamo che la popolazione della valle dell’Ofanto se ne ricordi al momento opportuno!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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