Per il ciclo “I Presidi del Libro”, presentato il libro “Candore” di Marco Desiati

Per il ciclo di incontri I Presidi del Libro, mercoledì 15 marzo la dottoressa Ester Alfarano ha presentato il libro di Marco Desiati, Candore, presso il punto Einuaudi di Barletta. La serata si è svolta piacevolmente a colpi di aneddoti tra le due voci annunciatrici.

È possibile votare presso il punto Einaudi e la Biblioteca Comunale “Sabino Loffredo” un libro preferito tra i 35 che verranno presentati in diverse serate.

Dopo tredici anni dal primo romanzo del 2003, Neppure quando è notte, Desiati ritorna con un sesto libro maturo e rivoluzionario, quanto mai incompreso. La storia è ambientata nella periferia di Roma, una città lontana dal film La grande bellezza, più ipocrita e fiaccata dove «si aspetta la penombra della sera per muoversi inosservati con la speranza di andare a caccia di sensazioni forti», dice l’Alfarano.

Il protagonista Martino Bux, studente di Lettere, è dipendente dall’onanismo: la pratica della masturbazione diventa il giusto punto di partenza per osservare attraverso il modello del maschio etero dominante il mondo della pornografia che in fin dei conti, a detta dello scrittore, resta sullo sfondo e viene servita a piccole dosi. Martino non è come gli altri uomini: è un giovane uomo che si rifiuta di crescere e non vuole assumersi le responsabilità sottraendosi a tappe che la vita gli impone, tuttavia lui gode nel fare una cosa in particolare, cioè guardare. Non è neanche così interessato agli studi ma Martino trae, nonostante tutto la «sua forza dalla sua debolezza», dice Desiati.  

Dalla prima all’ultima pagina il protagonista resiste al senso di impotenza causato da questa dipendenza, facendo sì che lo spettatore si intenerisca e si innamori delle dipendenze dello stesso Bux come fossero parte integrante delle vite di ognuno di noi. In questo modo Desiati opera un esorcizzazione del tabù pornografico ponendo al centro un’emergenza in crescita in questi anni: l’educazione sessuale nelle scuole. Un libro spesso esplicito ma molto romantico, come dice la stessa intervistatrice, che mostra tutto il lato femminile di Martino, cioè quello in cerca di bouquet e abiti matrimoniali, una sposa però che ne soddisfi i desideri sessuali più reconditi. Il sesso fondamentalmente non c’è, anzi non è descritto se non attraverso i luoghi in cui si alimentano queste dipendenze che in un comunanza di beni condivido il tema della solitudine, loro madre. Dopotutto il sesso di Martino scivola sotto le vesti di un amore introvabile, intossicato dalla finzione di orgasmi recitati laddove avrebbe bisogno di sentimenti puri e teneri.

Il titolo Candore, sulle note del più famoso Candido volteriano, esalta la purezza di un uomo buono in cerca di qualcosa di trasgressivo che guarda come fosse la prima volta rivivendo così ogni momento sessuale con uno spirito fanciullesco e di sorpresa; Martino, infatti, scrive tutte queste sensazioni e queste prime volte su un quaderno bianco proprio come un bambino. L’autore aggiunge che «Bux non vuole fare del male a nessuno, anzi è pericoloso solo per se stesso, ha un problema ovvero è Fantozziano». Martino subisce sempre senza mai lagnarsi di ciò che gli accade, anzi va avanti.

Paradossale e per certi tratti divertente il paragone di Pasolini con Rocco Siffredi, punti di riferimento del protagonista per una tesina universitaria: il primo immagine di una spaccatura vitale di cui poi diventa magnete indiscusso culturale negli anni ’50-’60, il secondo raffigurazione cult dell’ambiente pornografico, che dimostra l’ossessione incisiva del protagonista verso il sesso e il porno.

Una storia vicina per riflessioni alla Scuola Cattolica di Edoardo Albinati, premio Strega 2016, nella quale il sesso e il porno fanno da controcampo a protagonisti agitati e vogliosi di crescere e divenire uomini, in un ambiente, quello cattolico, tutt’altro che permissivo.

Desiati riesce fino in fondo a intagliare il corpo e l’anima di un personaggio pieno di sfumature permettendo al lettore di entrare in empatia quasi subito, nonostante sia un eroe difettoso. Narra riga dopo riga il fallimento coinvolgente di un uomo alle prese con il suo presente più tossico, da cui deve immediatamente uscire. Nessuna moralità, nessun giudizio dall’alto ma tanta umanità che spicca grazie al virtuoso talento poetico dell’autore.

Un estratto dal libro:

Le amavo tutte. Cominciai guardando le eroine della Golden Age, che non prendevano neanche un caffè senza tenere addosso pizzi, veli e corpetti. Mi crogiolavo nei dettagli, gli anelli alle mani, la tensione di una caviglia sui tacchi alti, la grana del nylon in una calza scesa. Di un film porno amavo la contrattazione che precedeva l’incontro («Te la senti, ragazza? Ma sai quanti sono?»), l’improbabile seduzione a cui sarebbe seguito il sesso. Al momento della penetrazione ero già andato via.

Continua in libreria…

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