Challenger ATP 2017: trionfo azzurro nel doppio e gran finale tra Elias e Bedene – Applausi per Lorenzo Giustino

A 9 anni dal successo di Fravio Cipolla – ottenuto  nel torneo di doppio del 2008 in coppia con il catalano Marcel Granollers –  torna a sventolare alto il tricolore al Challenger ATP “Città della Disfida” , grazie al trionfo del tandem formato da Marco Cecchinato (24 anni da Palermo ) e da Matteo Donati (22 anni da Alessandria). I due giovani azzurri  hanno sconfitto in due set (6-4 6-3) i temibili fratelli croati Marin e Tomislav Draganja che erano giunti imbattuti a questa finale.

L’incontro decisivo del torneo di doppio 2017 è iniziato con i croati al servizio, ma già dopo i primi due game  c’è già il primo break da parte di Donati e Cecchinato. Break che però viene immediatamente restituito dai Draganja. Il primo set prosegue con un sostanziale equilibrio sino al settimo gioco, quando il duo azzurro strappa il servizio agli avversari per il break che sarà decisivo per il 6-4 finale della prima partita. Il match si mantiene molto combattuto anche nel secondo set, almeno sino al momento in cui Donati e Cecchinato ottengono il break decisivo del match e del torneo, perché da li in poi per la coppia siculo-piemontese si è aperta un’autentica autostrada per quello che sarà uno strameritato trionfo.

Una vittoria, quella di Marco e Matteo che, come abbiamo già avuto modo di dire, conferma inoltre il buon livello di gioco già mostrato nel singolare, dove i nostri ragazzi nulla hanno potuto contro quella macchina perfetta di nome Aljaz Bedene. Oltre a Donati e a Cecchinato, gli onori della cronaca vanno anche per  l’altro italiano in gara oggi, cioè Lorenzo Giustino che affrontava in semifinale il forte lusitano Gastao Elias e cioè, ranking ATP alla mano,  il principale favorito per la vittoria finale. Soprattutto nel primo set, Giustino ha disputato un match gagliardo e tecnicamente valido, tenendo testa con onore al 27enne portoghese, al quale è però stato sufficiente sfruttare una palla-break al terzo game per riuscire a concludere sul 6-4, una prima partita rivelatasi per Elias molto più complicata del previsto, ranking alla mano.

Anche nel secondo set Giustino ha dato del filo da torcere al suo avversario, soprattutto nella fase iniziale quando reagisce brillantemente al break iniziale di Elias. Il 25 enne di Napoli riuscirà anche in un secondo break, ma a differenza del primo set riesce a mantenere il servizio soltanto in un game. Il resto lo ha fatto la maggiore classe ed esperienza del portoghese che vince l’incontro per 6-4 6-3 e si qualifica per la finale contro quello che ad oggi è il “re del circolo “Hugo Simmen”, il due volte campione Bedene.

Lo  “sloveno d’Albione” era opposto al ceco Lucas Rosol, per quella che doveva essere la rivincita della semifinale del 2011 che Bedene vinse in due set per 6-3 7-5 con Rosol molto polemico per alcune chiamate dell’arbitro.  Ma se la semifinale 2011 fu decisa sul filo di lana, quella dell’Anno del Signore 2017 non ha avuto storia,  se non per la prima metà della prima partita, quando si era sul 3-3.  Il resto del match ha visto Rosol subire da Bedene  lo stesso trattamento riservato a Cecchinato nei quarti di finale. Infatti, a partire dal break ottenuto nel settimo gioco del primo set fino all’ultimo gioco del secondo set, Bedene – proprio come per  Cecchinato nel turno precedente – ha concesso a Rosol la miseria di un solo punto.

Manifesto perverso della superiorità di Bedene su Rosol è stato l’ultimo game dell’incontro, quando con lo sloveno al servizio per il match Lucas Rosol si è portato sul 40-0, potendo così usufruire di tre palle-break contro un avversario, Bedene, che a partire dagli ottavi di finale ha concesso agli avversari un solo break. Secondo voi come è andata a finire? Semplice, è finita con il 28enne di Lubiana che ha dapprima annullato le tre palle-break, e poi, dopo averne annullata un’altra di palla-break, si è aggiudicato gioco, partita ed incontro con l’inequivocabile punteggio di 6-3 6-1.

Sarà quindi la sfida tra Gastao Elias ed  Aljaz Bedene l’atto conclusivo del Challenger ATP “Città della Disfida” 2017, ranking alla mano la finale pronosticata alla vigilia tra la testa di serie numero uno e la testa di serie numero due. Una sfida  da non perdere, il degno atto conclusivo di un torneo che ha visto uno splendido successo di pubblico oltre che un ottimo tennis, nell’anno in cui dalle casse  acustiche del Circolo Tennis “Hugo Simmen” è tornato a risentirsi l’Inno di Mameli grazie ai fantastici Matteo Donati e Marco Cecchinato.

Un ottimo viatico per la sfida di Fed Cup tra Italia e Taipei in programmala prossima settimana, sempre al Circolo Tennis “Hugo Simmen” di Via Trani.

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Cosimo Campanella
Cosimo Campanella nasce a Barletta il 3 settembre del 1974. Entra nel mondo della fotografia come aiutante nel 1990 e dopo due anni di alterne fortune è costretto nel maggio del 1993 a lasciare per svolgere il servizio militare. Riesce a rientrarvi come aiutante video-maker affinando nel contempo la propria tecnica fotografica per un progetto a lungo termine. Nel febbraio 2011 inaugura lo studio fotografico Arte e Immagine a Barletta. Specializzatosi nella fotografia per cerimonie e nel video-editing non disdegna digressioni anche nel campo della fotografia in ambito storico-culturale e folkloristico. Cosimo Campanella collabora da marzo 2016 con il magazine Barletta News , scrivendo di sport, attualità, politica e cultura

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