Challenger ATP 2017: terzo trionfo di Aljaz Bedene dopo due ore e un quarto di grande spettacolo

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E’ ancora lui, Aljaz Bedene da Lubiana, il monarca assoluto del Circolo Tennis “Hugo Simmen” di Barletta.
Colui che nei giorni scorsi abbiamo definito lo “sloveno d’Albione”, per via del recente ottenimento del passaporto britannico,  si aggiudica per la terza volta – dopo i successi del 2011 e del 2012 – il Challenger ATP “Città della Disfida”.

Vince dunque il torneo Aljaz Bedene battendo in finale il forte e quotato portoghese Gastao Elias – numero 90 del ranking ATP e testa di serie numero uno ad inizio torneo – al termine di quello che ad oggi, con ogni probabilità, è stato il più bel match da quando il tennis internazionale è approdato nella nostra città. Un incontro esaltante sia dal punto di vista delle emozioni – con un primo set davvero avvincente conclusosi al tie-brek dopo 1 ora e 24 minuti di gioco -, sia dal punto di vista squisitamente tecnico come si evince dai numerosi e spettacolari scambi caratterizzati dal grande ritmo e da colpi di altissima scuola.

La finale del diciottesimo Open “Città della Disfida” ha avuto inizio sotto un caldo insolito per il mese di aprile,  intervallato di tanto in tanto da alcuni scrosci di pioggia provenienti da un’unica e dispettosissima nuvola. L’avvio del match vede Bedene partire alla grandissima e portarsi sul 3-0, e con Gastao Elias apparentemente nei panni dell’ennesimo agnello  da sacrificare sull’altare della potenza e della regolarità dello sloveno. Una impressione che viene poi confermata dal fatto che, dopo aver  “osato”  strappare il servizio a Bedene nel quarto gioco – cosa che non accadeva dal match del secondo turno contro Donati -, Gastao Elias è parso subire la vendetta degli dei del tennis, quando è stato costretto a fermarsi momentaneamente per un risentimento alla caviglia sinistra.

Dopo l’intervento del fisioterapista e la ripresa del gioco, in tanti abbiamo pensato che il destino di Elias in questa finale fosse irrimediabilmente segnato. Lo stesso Bedene sembra rallentare il ritmo forsennato dei primi giochi nell’attesa dell’ineluttabile vittoria, causa menomazione fisica dell’avversario.
Ma a quanto pare nessuno , noi compresi, aveva fatto i conti con la classe e soprattutto con la forza caratteriale di Elias che da quel momento si è letteralmente trasformato, riuscendo, viste le premesse,  in una incredibile rimonta che lo porta al cambio di campo del settimo gioco in vantaggio per 4 giochi a 3.
Lo stesso Bedene pare letteralmente sorpreso. A tal punto da sbagliare numerosissime prime palle di servizio e, udite udite, di concedere all’avversario ben due doppi falli.
Tuttavia Bedene è giocatore solido e mentalmente fortissimo e, pur in difficoltà, riesce prima a pareggiare lo score e poi a portarsi nuovamente avanti sul  5-4 grazie ad un break sul servizio di Elias.
Per lo sloveno di Londra adesso c’è l’opportunità di servire per il primo set, per quello che sarà il game più bello ed avvincente della storia degli Open di Barletta.
Il decimo gioco della prima partita è stato infatti uno spettacolo autentico con Bedene che prima va sul 15-0 e poi subisce il ritorno di Elias che si porta sul 40-15 con due palle-break a disposizione. Ma Bedene reagisce da par suo e dopo due interminabili scambi riesce ad andare sul 40 pari e a dare vita con Elias ad un’alternanza di vantaggio e svantaggio fatta di colpi d’alta scuola, di velocissimi scambi lungo linea e di entusiasmanti duelli sotto rete. Alla fine a prevalere sarà il 27enne portoghese che porta il punteggio della prima partita sul 5-5.
I due successivi combattutissimi games vedranno due ulteriori break e con il punteggio di 6-6 si va all’inevitabile tie-break dove Bedene prevale per 7-4 aggiudicandosi così il primo set dopo quasi un’ora e mezzo di grandissime emozioni.

Come spesso è accaduto nel corso di questo torneo, l’avvio della seconda partita è quasi identico a quello della prima. E’ accaduto in tanti match e certamente questa finale non poteva non confermare la regola.
Infatti Bedene replica il fulminante avvio del primo set e si porta sul 3-0 per poi subire il ritorno di Gastao Elias che, grazie a quello che sarà il suo unico break del secondo set, si rifà nuovamente sotto portandosi sul  2-3.
Ma stavolta l’opera al portoghese riesce solo a metà e Bedene restituisce immediatamente il break all’avversario, ottenendo quello che sarà il punto decisivo del set, dell’incontro e del torneo.
Elias a questo punto – vuoi per il caldo, vuoi per l’intesità del match e soprattutto per ll’infortunio del primo set –  è letteralmente stremato e deve accontentarsi soltanto del punto del momentaneo 3-5  con un Bedene  che a questo punto non deve fare altro che portare a casa il servizio decisivo. Cosa che puntualmente avviene tra gli  applausi del numeroso ed entusiasta pubblico del Circolo “Hugo Simmen” che si lascia andare in una standing ovation per entrambi i protagonisti di questa meravigliosa finale.

Con il trionfo di  Aljaz Bedene, vince dunque quello che a nostro parere è stato per distacco il più forte dei giocatori presenti al Challenger ATP 2017, come tra l’altro dimostrato dal successo della scorsa settimana  nel  Challeger ATP di Sophia Antipolis (Francia).
Non una sorpresa quindi, anzi si. A distanza di sei anni dal primo trionfo negli Open “Città della Disfida”, e visto il livello degli avversari battuti sulla terra rossa del Circolo “Hugo Simmen” – da Volandri a Starace, da Rosol a Elias – sommessamente ci chiediamo come mai Aljaz Bedene  non sia mai andato oltre il secondo turno nei tornei del Grande Slam e come mai l’attuale 69esimo posto classifica mondiale ATP (raggiunto proprio dopo la vittoria su Elias) sia ad oggi il suo best-ranking.

Per finire due parole sullo sconfitto. Gastao Elias partiva come testa di serie numero uno,  e a conti fatti è stato uno dei pochi che ha davvero onorato il ruolo di principale favorito ranking ATP alla mano.
Il 27enne di Lourinha ci ha fatto soffrire – eliminando i nostri Berrettini, Napolitano e Giustino – ma ci ha anche fatto divertire con il suo tennis grintoso e di classe messo in mostra fino all’atto conclusivo del torneo. Peccato per quell’acciacco alla caviglia.

Il grande tennis al Circolo “Hugo Simmen” di Via Trani continua in questo fine settimana con Italia-Taipei di Fed Cup.
Per quanto riguarda il Challenger ATP, l’appuntamento è invece per la primavera 2018 dove si spera di rivedere il grandissimo spettacolo di sport e di pubblico vistosi quest’anno.

 

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Cosimo Campanella
Cosimo Campanella nasce a Barletta il 3 settembre del 1974. Entra nel mondo della fotografia come aiutante nel 1990 e dopo due anni di alterne fortune è costretto nel maggio del 1993 a lasciare per svolgere il servizio militare. Riesce a rientrarvi come aiutante video-maker affinando nel contempo la propria tecnica fotografica per un progetto a lungo termine. Nel febbraio 2011 inaugura lo studio fotografico Arte e Immagine a Barletta. Specializzatosi nella fotografia per cerimonie e nel video-editing non disdegna digressioni anche nel campo della fotografia in ambito storico-culturale e folkloristico. Cosimo Campanella collabora da marzo 2016 con il magazine Barletta News , scrivendo di sport, attualità, politica e cultura

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